Mimmo Catania - Shutter Schuetter

Mimmo Catania - Shutter Schuetter

Titolo

Mimmo Catania - Shutter Schuetter

Inaugura

Sabato, 11 Luglio, 2015 - 18:30

A cura di

Christoph Tannert

Artisti partecipanti

Mimmo Catania

Presso

Irena Kos arte contemporanea
Via Stagio Stagi, 65 - 55045 Pietrasanta

Comunicato Stampa

 

 

MIMMO CATANIA - Shutter-Schütter

 

OPENING sabato 11 luglio dalle ore 18.30 alle 23.00

c/o Irena Kos arte contemporanea

Via Stagio Stagi, 65 Pietrasanta (LU)

www.irenakosartgallery.com

 

 Dal 11 luglio al 27 luglio 2015   (tutti i giorni 17:00 / 23:00)

 

In contemporanea al Torrance Art Museum (Los Angeles)

 

Testo critico di Christoph Tannert

Intervista di Katherine Richardson del Daily Breeze

Fotografo Eric Tschernov

 

Mimmo Catania, artista di origine siciliana che vive e lavora da 30 anni a Berlino,  espone parallelamente due personali: "Shutter-Schütter" da Irena Kos arte contemporanea a Pietrasanta  dal 11 al 27 luglio e "Storm" alla  Gallery Two al  Torrance Art Museum di Torrance (Los Angeles)  fino al 25 luglio 2015  proponendo in entrambe attraverso la Sua Opera le tematiche social culturali,  le inquietudini e i turbamenti dell’inconscio.

 La scena di Berlino affascina per la sua ricchezza di espressioni mediali e stilistiche. Il suo temperamento è abile a reagire come il mercurio. Accanto a eruzioni “selvagge” c’è l'esperienza intima, accanto a chi affonda nella propria piacevolezza c‘è chi è portato al mordente intellettualismo dei gruppi di azione politica. A Berlino, nessun cliché è proibito

 Mimmo Catania come pittore, si è dedicato a un meta-realismo che si distingue dai numerosi salotti bolscevichi che affollano la sottocultura urbanistica. Fare arte, forse addirittura solo arte per l’arte, oggi non sembra più bastargli. Nella luce delle svariate crisi ambientali, sociali ed economiche si fanno sempre più forti le voci che chiedono di responsabilizzare l´arte. L'idea classica della pittura, che parte dal presupposto che l’arte debba trovare o creare una forma da variare poi per anni, non corrisponde all’indole di Catania. Non condivide neanche la posizione che l’arte debba descrivere la società, perché avendo luogo nella società stessa, le descrizioni in fondo non sono altro che autodescrizioni. Non è d’accordo con le descrizioni che devono sempre co-esercitare il descritto (cadendo con ciò in uno strano paradosso). Catania invece è un artista spinto piuttosto da un umanesimo di carattere critico, dato che le aspettative relative alla capacità di autoregolamentazione democratica della società rimangono ancora inappagate. Ed è proprio per la delusione che le promesse di prosperità perpetua, della capacità di esercitare una gestione lineare e della riconciliazione con la pluralità culturale nell’età della tarda modernità non sono ancora soddisfatte, egli si attiene alla speranza di un cambiamento. Il suo sviluppo artistico ne da una impressionante conferma. Sarebbe esagerato dire che è guidato da una “teoria critica”, ma le immagini stesse di Catania dimostrano che si mantiene a una certa distanza persistente nei riguardi delle tendenze contemporanee che prevalgono a Berlino – dal neo-espressionismo ai “nuovi selvaggi” degli anni 1980 alle tendenze d’arte installativa e concettuale degli anni novanta fino alle illustrazioni secche, ai manierismi dell’arte in rete e i reenactments dei giorni nostri. Pur lamentandosi della perdita di una prospettiva centrale sociale, essi mancano di una visione. Il Meta-realismo di Catania invece auspica che sia possibile d’interrompere a un certo livello la “differenziazione funzionale” della società e di reintegrare le parti differenziate. Dal punto di vista pittorico le questioni di Catania si collegano a idee di complessità e interazione. Le sue opere attuali sono la sintesi del suo percorso artistico degli ultimi due decenni. Modelli dell'arte concettuale, strategie informali e la nuova valorizzazione della figura costituiscono i complessi requisiti per un alternativo approccio estetico. Tutto ciò non sarebbe convincente, se non ci fosse questo momento suggestivo, che ricarica continuamente il potenziale pittorico di Catania: il suo uso del colore. È il colore che trasforma ogni immagine in un campo di energia. Le storie che narrano le immagini sono dovute a una concentrazione sull'essenziale: il colore e la superficie. 

 

MIMMO CATANIA - Shutter-Schütter

 

OPENING sabato 11 luglio dalle ore 18.30 alle 23.00

c/o Irena Kos arte contemporanea

Via Stagio Stagi, 65 Pietrasanta (LU)

www.irenakosartgallery.com

 

 Dal 11 luglio al 27 luglio 2015   (tutti i giorni 17:00 / 23:00)

 

In contemporanea al Torrance Art Museum (Los Angeles)

 

Testo critico di Christoph Tannert

Intervista di Katherine Richardson del Daily Breeze

Fotografo Eric Tschernov

 

Mimmo Catania, artista di origine siciliana che vive e lavora da 30 anni a Berlino,  espone parallelamente due personali: "Shutter-Schütter" da Irena Kos arte contemporanea a Pietrasanta  dal 11 al 27 luglio e "Storm" alla  Gallery Two al  Torrance Art Museum di Torrance (Los Angeles)  fino al 25 luglio 2015  proponendo in entrambe attraverso la Sua Opera le tematiche social culturali,  le inquietudini e i turbamenti dell’inconscio.

 La scena di Berlino affascina per la sua ricchezza di espressioni mediali e stilistiche. Il suo temperamento è abile a reagire come il mercurio. Accanto a eruzioni “selvagge” c’è l'esperienza intima, accanto a chi affonda nella propria piacevolezza c‘è chi è portato al mordente intellettualismo dei gruppi di azione politica. A Berlino, nessun cliché è proibito

 Mimmo Catania come pittore, si è dedicato a un meta-realismo che si distingue dai numerosi salotti bolscevichi che affollano la sottocultura urbanistica. Fare arte, forse addirittura solo arte per l’arte, oggi non sembra più bastargli. Nella luce delle svariate crisi ambientali, sociali ed economiche si fanno sempre più forti le voci che chiedono di responsabilizzare l´arte. L'idea classica della pittura, che parte dal presupposto che l’arte debba trovare o creare una forma da variare poi per anni, non corrisponde all’indole di Catania. Non condivide neanche la posizione che l’arte debba descrivere la società, perché avendo luogo nella società stessa, le descrizioni in fondo non sono altro che autodescrizioni. Non è d’accordo con le descrizioni che devono sempre co-esercitare il descritto (cadendo con ciò in uno strano paradosso). Catania invece è un artista spinto piuttosto da un umanesimo di carattere critico, dato che le aspettative relative alla capacità di autoregolamentazione democratica della società rimangono ancora inappagate. Ed è proprio per la delusione che le promesse di prosperità perpetua, della capacità di esercitare una gestione lineare e della riconciliazione con la pluralità culturale nell’età della tarda modernità non sono ancora soddisfatte, egli si attiene alla speranza di un cambiamento. Il suo sviluppo artistico ne da una impressionante conferma. Sarebbe esagerato dire che è guidato da una “teoria critica”, ma le immagini stesse di Catania dimostrano che si mantiene a una certa distanza persistente nei riguardi delle tendenze contemporanee che prevalgono a Berlino – dal neo-espressionismo ai “nuovi selvaggi” degli anni 1980 alle tendenze d’arte installativa e concettuale degli anni novanta fino alle illustrazioni secche, ai manierismi dell’arte in rete e i reenactments dei giorni nostri. Pur lamentandosi della perdita di una prospettiva centrale sociale, essi mancano di una visione. Il Meta-realismo di Catania invece auspica che sia possibile d’interrompere a un certo livello la “differenziazione funzionale” della società e di reintegrare le parti differenziate. Dal punto di vista pittorico le questioni di Catania si collegano a idee di complessità e interazione. Le sue opere attuali sono la sintesi del suo percorso artistico degli ultimi due decenni. Modelli dell'arte concettuale, strategie informali e la nuova valorizzazione della figura costituiscono i complessi requisiti per un alternativo approccio estetico. Tutto ciò non sarebbe convincente, se non ci fosse questo momento suggestivo, che ricarica continuamente il potenziale pittorico di Catania: il suo uso del colore. È il colore che trasforma ogni immagine in un campo di energia. Le storie che narrano le immagini sono dovute a una concentrazione sull'essenziale: il colore e la superficie. 

 

MIMMO CATANIA - Shutter-Schütter

 

OPENING sabato 11 luglio dalle ore 18.30 alle 23.00

c/o Irena Kos arte contemporanea

Via Stagio Stagi, 65 Pietrasanta (LU)

www.irenakosartgallery.com

 

 Dal 11 luglio al 27 luglio 2015   (tutti i giorni 17:00 / 23:00)

 

In contemporanea al Torrance Art Museum (Los Angeles)

 

Testo critico di Christoph Tannert

Intervista di Katherine Richardson del Daily Breeze

Fotografo Eric Tschernov

 

Mimmo Catania, artista di origine siciliana che vive e lavora da 30 anni a Berlino,  espone parallelamente due personali: "Shutter-Schütter" da Irena Kos arte contemporanea a Pietrasanta  dal 11 al 27 luglio e "Storm" alla  Gallery Two al  Torrance Art Museum di Torrance (Los Angeles)  fino al 25 luglio 2015  proponendo in entrambe attraverso la Sua Opera le tematiche social culturali,  le inquietudini e i turbamenti dell’inconscio.

 La scena di Berlino affascina per la sua ricchezza di espressioni mediali e stilistiche. Il suo temperamento è abile a reagire come il mercurio. Accanto a eruzioni “selvagge” c’è l'esperienza intima, accanto a chi affonda nella propria piacevolezza c‘è chi è portato al mordente intellettualismo dei gruppi di azione politica. A Berlino, nessun cliché è proibito

 Mimmo Catania come pittore, si è dedicato a un meta-realismo che si distingue dai numerosi salotti bolscevichi che affollano la sottocultura urbanistica. Fare arte, forse addirittura solo arte per l’arte, oggi non sembra più bastargli. Nella luce delle svariate crisi ambientali, sociali ed economiche si fanno sempre più forti le voci che chiedono di responsabilizzare l´arte. L'idea classica della pittura, che parte dal presupposto che l’arte debba trovare o creare una forma da variare poi per anni, non corrisponde all’indole di Catania. Non condivide neanche la posizione che l’arte debba descrivere la società, perché avendo luogo nella società stessa, le descrizioni in fondo non sono altro che autodescrizioni. Non è d’accordo con le descrizioni che devono sempre co-esercitare il descritto (cadendo con ciò in uno strano paradosso). Catania invece è un artista spinto piuttosto da un umanesimo di carattere critico, dato che le aspettative relative alla capacità di autoregolamentazione democratica della società rimangono ancora inappagate. Ed è proprio per la delusione che le promesse di prosperità perpetua, della capacità di esercitare una gestione lineare e della riconciliazione con la pluralità culturale nell’età della tarda modernità non sono ancora soddisfatte, egli si attiene alla speranza di un cambiamento. Il suo sviluppo artistico ne da una impressionante conferma. Sarebbe esagerato dire che è guidato da una “teoria critica”, ma le immagini stesse di Catania dimostrano che si mantiene a una certa distanza persistente nei riguardi delle tendenze contemporanee che prevalgono a Berlino – dal neo-espressionismo ai “nuovi selvaggi” degli anni 1980 alle tendenze d’arte installativa e concettuale degli anni novanta fino alle illustrazioni secche, ai manierismi dell’arte in rete e i reenactments dei giorni nostri. Pur lamentandosi della perdita di una prospettiva centrale sociale, essi mancano di una visione. Il Meta-realismo di Catania invece auspica che sia possibile d’interrompere a un certo livello la “differenziazione funzionale” della società e di reintegrare le parti differenziate. Dal punto di vista pittorico le questioni di Catania si collegano a idee di complessità e interazione. Le sue opere attuali sono la sintesi del suo percorso artistico degli ultimi due decenni. Modelli dell'arte concettuale, strategie informali e la nuova valorizzazione della figura costituiscono i complessi requisiti per un alternativo approccio estetico. Tutto ciò non sarebbe convincente, se non ci fosse questo momento suggestivo, che ricarica continuamente il potenziale pittorico di Catania: il suo uso del colore. È il colore che trasforma ogni immagine in un campo di energia. Le storie che narrano le immagini sono dovute a una concentrazione sull'essenziale: il colore e la superficie. 

 

MIMMO CATANIA - Shutter-Schütter

 

OPENING sabato 11 luglio dalle ore 18.30 alle 23.00

c/o Irena Kos arte contemporanea

Via Stagio Stagi, 65 Pietrasanta (LU)

www.irenakosartgallery.com

 

 Dal 11 luglio al 27 luglio 2015   (tutti i giorni 17:00 / 23:00)

 

In contemporanea al Torrance Art Museum (Los Angeles)

 

Testo critico di Christoph Tannert

Intervista di Katherine Richardson del Daily Breeze

Fotografo Eric Tschernov

 

Mimmo Catania, artista di origine siciliana che vive e lavora da 30 anni a Berlino,  espone parallelamente due personali: "Shutter-Schütter" da Irena Kos arte contemporanea a Pietrasanta  dal 11 al 27 luglio e "Storm" alla  Gallery Two al  Torrance Art Museum di Torrance (Los Angeles)  fino al 25 luglio 2015  proponendo in entrambe attraverso la Sua Opera le tematiche social culturali,  le inquietudini e i turbamenti dell’inconscio.

 La scena di Berlino affascina per la sua ricchezza di espressioni mediali e stilistiche. Il suo temperamento è abile a reagire come il mercurio. Accanto a eruzioni “selvagge” c’è l'esperienza intima, accanto a chi affonda nella propria piacevolezza c‘è chi è portato al mordente intellettualismo dei gruppi di azione politica. A Berlino, nessun cliché è proibito

 Mimmo Catania come pittore, si è dedicato a un meta-realismo che si distingue dai numerosi salotti bolscevichi che affollano la sottocultura urbanistica. Fare arte, forse addirittura solo arte per l’arte, oggi non sembra più bastargli. Nella luce delle svariate crisi ambientali, sociali ed economiche si fanno sempre più forti le voci che chiedono di responsabilizzare l´arte. L'idea classica della pittura, che parte dal presupposto che l’arte debba trovare o creare una forma da variare poi per anni, non corrisponde all’indole di Catania. Non condivide neanche la posizione che l’arte debba descrivere la società, perché avendo luogo nella società stessa, le descrizioni in fondo non sono altro che autodescrizioni. Non è d’accordo con le descrizioni che devono sempre co-esercitare il descritto (cadendo con ciò in uno strano paradosso). Catania invece è un artista spinto piuttosto da un umanesimo di carattere critico, dato che le aspettative relative alla capacità di autoregolamentazione democratica della società rimangono ancora inappagate. Ed è proprio per la delusione che le promesse di prosperità perpetua, della capacità di esercitare una gestione lineare e della riconciliazione con la pluralità culturale nell’età della tarda modernità non sono ancora soddisfatte, egli si attiene alla speranza di un cambiamento. Il suo sviluppo artistico ne da una impressionante conferma. Sarebbe esagerato dire che è guidato da una “teoria critica”, ma le immagini stesse di Catania dimostrano che si mantiene a una certa distanza persistente nei riguardi delle tendenze contemporanee che prevalgono a Berlino – dal neo-espressionismo ai “nuovi selvaggi” degli anni 1980 alle tendenze d’arte installativa e concettuale degli anni novanta fino alle illustrazioni secche, ai manierismi dell’arte in rete e i reenactments dei giorni nostri. Pur lamentandosi della perdita di una prospettiva centrale sociale, essi mancano di una visione. Il Meta-realismo di Catania invece auspica che sia possibile d’interrompere a un certo livello la “differenziazione funzionale” della società e di reintegrare le parti differenziate. Dal punto di vista pittorico le questioni di Catania si collegano a idee di complessità e interazione. Le sue opere attuali sono la sintesi del suo percorso artistico degli ultimi due decenni. Modelli dell'arte concettuale, strategie informali e la nuova valorizzazione della figura costituiscono i complessi requisiti per un alternativo approccio estetico. Tutto ciò non sarebbe convincente, se non ci fosse questo momento suggestivo, che ricarica continuamente il potenziale pittorico di Catania: il suo uso del colore. È il colore che trasforma ogni immagine in un campo di energia. Le storie che narrano le immagini sono dovute a una concentrazione sull'essenziale: il colore e la superficie. 

 

MIMMO CATANIA - Shutter-Schütter

 

OPENING sabato 11 luglio dalle ore 18.30 alle 23.00

c/o Irena Kos arte contemporanea

Via Stagio Stagi, 65 Pietrasanta (LU)

www.irenakosartgallery.com

 

 Dal 11 luglio al 27 luglio 2015   (tutti i giorni 17:00 / 23:00)

 

In contemporanea al Torrance Art Museum (Los Angeles)

 

Testo critico di Christoph Tannert

Intervista di Katherine Richardson del Daily Breeze

Fotografo Eric Tschernov

 

Mimmo Catania, artista di origine siciliana che vive e lavora da 30 anni a Berlino,  espone parallelamente due personali: "Shutter-Schütter" da Irena Kos arte contemporanea a Pietrasanta  dal 11 al 27 luglio e "Storm" alla  Gallery Two al  Torrance Art Museum di Torrance (Los Angeles)  fino al 25 luglio 2015  proponendo in entrambe attraverso la Sua Opera le tematiche social culturali,  le inquietudini e i turbamenti dell’inconscio.

 La scena di Berlino affascina per la sua ricchezza di espressioni mediali e stilistiche. Il suo temperamento è abile a reagire come il mercurio. Accanto a eruzioni “selvagge” c’è l'esperienza intima, accanto a chi affonda nella propria piacevolezza c‘è chi è portato al mordente intellettualismo dei gruppi di azione politica. A Berlino, nessun cliché è proibito

 Mimmo Catania come pittore, si è dedicato a un meta-realismo che si distingue dai numerosi salotti bolscevichi che affollano la sottocultura urbanistica. Fare arte, forse addirittura solo arte per l’arte, oggi non sembra più bastargli. Nella luce delle svariate crisi ambientali, sociali ed economiche si fanno sempre più forti le voci che chiedono di responsabilizzare l´arte. L'idea classica della pittura, che parte dal presupposto che l’arte debba trovare o creare una forma da variare poi per anni, non corrisponde all’indole di Catania. Non condivide neanche la posizione che l’arte debba descrivere la società, perché avendo luogo nella società stessa, le descrizioni in fondo non sono altro che autodescrizioni. Non è d’accordo con le descrizioni che devono sempre co-esercitare il descritto (cadendo con ciò in uno strano paradosso). Catania invece è un artista spinto piuttosto da un umanesimo di carattere critico, dato che le aspettative relative alla capacità di autoregolamentazione democratica della società rimangono ancora inappagate. Ed è proprio per la delusione che le promesse di prosperità perpetua, della capacità di esercitare una gestione lineare e della riconciliazione con la pluralità culturale nell’età della tarda modernità non sono ancora soddisfatte, egli si attiene alla speranza di un cambiamento. Il suo sviluppo artistico ne da una impressionante conferma. Sarebbe esagerato dire che è guidato da una “teoria critica”, ma le immagini stesse di Catania dimostrano che si mantiene a una certa distanza persistente nei riguardi delle tendenze contemporanee che prevalgono a Berlino – dal neo-espressionismo ai “nuovi selvaggi” degli anni 1980 alle tendenze d’arte installativa e concettuale degli anni novanta fino alle illustrazioni secche, ai manierismi dell’arte in rete e i reenactments dei giorni nostri. Pur lamentandosi della perdita di una prospettiva centrale sociale, essi mancano di una visione. Il Meta-realismo di Catania invece auspica che sia possibile d’interrompere a un certo livello la “differenziazione funzionale” della società e di reintegrare le parti differenziate. Dal punto di vista pittorico le questioni di Catania si collegano a idee di complessità e interazione. Le sue opere attuali sono la sintesi del suo percorso artistico degli ultimi due decenni. Modelli dell'arte concettuale, strategie informali e la nuova valorizzazione della figura costituiscono i complessi requisiti per un alternativo approccio estetico. Tutto ciò non sarebbe convincente, se non ci fosse questo momento suggestivo, che ricarica continuamente il potenziale pittorico di Catania: il suo uso del colore. È il colore che trasforma ogni immagine in un campo di energia. Le storie che narrano le immagini sono dovute a una concentrazione sull'essenziale: il colore e la superficie. 

 

MIMMO CATANIA - Shutter-Schütter

 

OPENING sabato 11 luglio dalle ore 18.30 alle 23.00

c/o Irena Kos arte contemporanea

Via Stagio Stagi, 65 Pietrasanta (LU)

www.irenakosartgallery.com

 

 Dal 11 luglio al 27 luglio 2015   (tutti i giorni 17:00 / 23:00)

 

In contemporanea al Torrance Art Museum (Los Angeles)

 

Testo critico di Christoph Tannert

Intervista di Katherine Richardson del Daily Breeze

Fotografo Eric Tschernov

 

Mimmo Catania, artista di origine siciliana che vive e lavora da 30 anni a Berlino,  espone parallelamente due personali: "Shutter-Schütter" da Irena Kos arte contemporanea a Pietrasanta  dal 11 al 27 luglio e "Storm" alla  Gallery Two al  Torrance Art Museum di Torrance (Los Angeles)  fino al 25 luglio 2015  proponendo in entrambe attraverso la Sua Opera le tematiche social culturali,  le inquietudini e i turbamenti dell’inconscio.

 La scena di Berlino affascina per la sua ricchezza di espressioni mediali e stilistiche. Il suo temperamento è abile a reagire come il mercurio. Accanto a eruzioni “selvagge” c’è l'esperienza intima, accanto a chi affonda nella propria piacevolezza c‘è chi è portato al mordente intellettualismo dei gruppi di azione politica. A Berlino, nessun cliché è proibito

 Mimmo Catania come pittore, si è dedicato a un meta-realismo che si distingue dai numerosi salotti bolscevichi che affollano la sottocultura urbanistica. Fare arte, forse addirittura solo arte per l’arte, oggi non sembra più bastargli. Nella luce delle svariate crisi ambientali, sociali ed economiche si fanno sempre più forti le voci che chiedono di responsabilizzare l´arte. L'idea classica della pittura, che parte dal presupposto che l’arte debba trovare o creare una forma da variare poi per anni, non corrisponde all’indole di Catania. Non condivide neanche la posizione che l’arte debba descrivere la società, perché avendo luogo nella società stessa, le descrizioni in fondo non sono altro che autodescrizioni. Non è d’accordo con le descrizioni che devono sempre co-esercitare il descritto (cadendo con ciò in uno strano paradosso). Catania invece è un artista spinto piuttosto da un umanesimo di carattere critico, dato che le aspettative relative alla capacità di autoregolamentazione democratica della società rimangono ancora inappagate. Ed è proprio per la delusione che le promesse di prosperità perpetua, della capacità di esercitare una gestione lineare e della riconciliazione con la pluralità culturale nell’età della tarda modernità non sono ancora soddisfatte, egli si attiene alla speranza di un cambiamento. Il suo sviluppo artistico ne da una impressionante conferma. Sarebbe esagerato dire che è guidato da una “teoria critica”, ma le immagini stesse di Catania dimostrano che si mantiene a una certa distanza persistente nei riguardi delle tendenze contemporanee che prevalgono a Berlino – dal neo-espressionismo ai “nuovi selvaggi” degli anni 1980 alle tendenze d’arte installativa e concettuale degli anni novanta fino alle illustrazioni secche, ai manierismi dell’arte in rete e i reenactments dei giorni nostri. Pur lamentandosi della perdita di una prospettiva centrale sociale, essi mancano di una visione. Il Meta-realismo di Catania invece auspica che sia possibile d’interrompere a un certo livello la “differenziazione funzionale” della società e di reintegrare le parti differenziate. Dal punto di vista pittorico le questioni di Catania si collegano a idee di complessità e interazione. Le sue opere attuali sono la sintesi del suo percorso artistico degli ultimi due decenni. Modelli dell'arte concettuale, strategie informali e la nuova valorizzazione della figura costituiscono i complessi requisiti per un alternativo approccio estetico. Tutto ciò non sarebbe convincente, se non ci fosse questo momento suggestivo, che ricarica continuamente il potenziale pittorico di Catania: il suo uso del colore. È il colore che trasforma ogni immagine in un campo di energia. Le storie che narrano le immagini sono dovute a una concentrazione sull'essenziale: il colore e la superficie. 

 

MIMMO CATANIA - Shutter-Schütter

 

OPENING sabato 11 luglio dalle ore 18.30 alle 23.00

c/o Irena Kos arte contemporanea

Via Stagio Stagi, 65 Pietrasanta (LU)

www.irenakosartgallery.com

 

 Dal 11 luglio al 27 luglio 2015   (tutti i giorni 17:00 / 23:00)

 

In contemporanea al Torrance Art Museum (Los Angeles)

 

Testo critico di Christoph Tannert

Intervista di Katherine Richardson del Daily Breeze

Fotografo Eric Tschernov

 

Mimmo Catania, artista di origine siciliana che vive e lavora da 30 anni a Berlino,  espone parallelamente due personali: "Shutter-Schütter" da Irena Kos arte contemporanea a Pietrasanta  dal 11 al 27 luglio e "Storm" alla  Gallery Two al  Torrance Art Museum di Torrance (Los Angeles)  fino al 25 luglio 2015  proponendo in entrambe attraverso la Sua Opera le tematiche social culturali,  le inquietudini e i turbamenti dell’inconscio.

 La scena di Berlino affascina per la sua ricchezza di espressioni mediali e stilistiche. Il suo temperamento è abile a reagire come il mercurio. Accanto a eruzioni “selvagge” c’è l'esperienza intima, accanto a chi affonda nella propria piacevolezza c‘è chi è portato al mordente intellettualismo dei gruppi di azione politica. A Berlino, nessun cliché è proibito

 Mimmo Catania come pittore, si è dedicato a un meta-realismo che si distingue dai numerosi salotti bolscevichi che affollano la sottocultura urbanistica. Fare arte, forse addirittura solo arte per l’arte, oggi non sembra più bastargli. Nella luce delle svariate crisi ambientali, sociali ed economiche si fanno sempre più forti le voci che chiedono di responsabilizzare l´arte. L'idea classica della pittura, che parte dal presupposto che l’arte debba trovare o creare una forma da variare poi per anni, non corrisponde all’indole di Catania. Non condivide neanche la posizione che l’arte debba descrivere la società, perché avendo luogo nella società stessa, le descrizioni in fondo non sono altro che autodescrizioni. Non è d’accordo con le descrizioni che devono sempre co-esercitare il descritto (cadendo con ciò in uno strano paradosso). Catania invece è un artista spinto piuttosto da un umanesimo di carattere critico, dato che le aspettative relative alla capacità di autoregolamentazione democratica della società rimangono ancora inappagate. Ed è proprio per la delusione che le promesse di prosperità perpetua, della capacità di esercitare una gestione lineare e della riconciliazione con la pluralità culturale nell’età della tarda modernità non sono ancora soddisfatte, egli si attiene alla speranza di un cambiamento. Il suo sviluppo artistico ne da una impressionante conferma. Sarebbe esagerato dire che è guidato da una “teoria critica”, ma le immagini stesse di Catania dimostrano che si mantiene a una certa distanza persistente nei riguardi delle tendenze contemporanee che prevalgono a Berlino – dal neo-espressionismo ai “nuovi selvaggi” degli anni 1980 alle tendenze d’arte installativa e concettuale degli anni novanta fino alle illustrazioni secche, ai manierismi dell’arte in rete e i reenactments dei giorni nostri. Pur lamentandosi della perdita di una prospettiva centrale sociale, essi mancano di una visione. Il Meta-realismo di Catania invece auspica che sia possibile d’interrompere a un certo livello la “differenziazione funzionale” della società e di reintegrare le parti differenziate. Dal punto di vista pittorico le questioni di Catania si collegano a idee di complessità e interazione. Le sue opere attuali sono la sintesi del suo percorso artistico degli ultimi due decenni. Modelli dell'arte concettuale, strategie informali e la nuova valorizzazione della figura costituiscono i complessi requisiti per un alternativo approccio estetico. Tutto ciò non sarebbe convincente, se non ci fosse questo momento suggestivo, che ricarica continuamente il potenziale pittorico di Catania: il suo uso del colore. È il colore che trasforma ogni immagine in un campo di energia. Le storie che narrano le immagini sono dovute a una concentrazione sull'essenziale: il colore e la superficie. 

 

MIMMO CATANIA - Shutter-Schütter

 

OPENING sabato 11 luglio dalle ore 18.30 alle 23.00

c/o Irena Kos arte contemporanea

Via Stagio Stagi, 65 Pietrasanta (LU)

www.irenakosartgallery.com

 

 Dal 11 luglio al 27 luglio 2015   (tutti i giorni 17:00 / 23:00)

 

In contemporanea al Torrance Art Museum (Los Angeles)

 

Testo critico di Christoph Tannert

Intervista di Katherine Richardson del Daily Breeze

Fotografo Eric Tschernov

 

Mimmo Catania, artista di origine siciliana che vive e lavora da 30 anni a Berlino,  espone parallelamente due personali: "Shutter-Schütter" da Irena Kos arte contemporanea a Pietrasanta  dal 11 al 27 luglio e "Storm" alla  Gallery Two al  Torrance Art Museum di Torrance (Los Angeles)  fino al 25 luglio 2015  proponendo in entrambe attraverso la Sua Opera le tematiche social culturali,  le inquietudini e i turbamenti dell’inconscio.

 La scena di Berlino affascina per la sua ricchezza di espressioni mediali e stilistiche. Il suo temperamento è abile a reagire come il mercurio. Accanto a eruzioni “selvagge” c’è l'esperienza intima, accanto a chi affonda nella propria piacevolezza c‘è chi è portato al mordente intellettualismo dei gruppi di azione politica. A Berlino, nessun cliché è proibito

 Mimmo Catania come pittore, si è dedicato a un meta-realismo che si distingue dai numerosi salotti bolscevichi che affollano la sottocultura urbanistica. Fare arte, forse addirittura solo arte per l’arte, oggi non sembra più bastargli. Nella luce delle svariate crisi ambientali, sociali ed economiche si fanno sempre più forti le voci che chiedono di responsabilizzare l´arte. L'idea classica della pittura, che parte dal presupposto che l’arte debba trovare o creare una forma da variare poi per anni, non corrisponde all’indole di Catania. Non condivide neanche la posizione che l’arte debba descrivere la società, perché avendo luogo nella società stessa, le descrizioni in fondo non sono altro che autodescrizioni. Non è d’accordo con le descrizioni che devono sempre co-esercitare il descritto (cadendo con ciò in uno strano paradosso). Catania invece è un artista spinto piuttosto da un umanesimo di carattere critico, dato che le aspettative relative alla capacità di autoregolamentazione democratica della società rimangono ancora inappagate. Ed è proprio per la delusione che le promesse di prosperità perpetua, della capacità di esercitare una gestione lineare e della riconciliazione con la pluralità culturale nell’età della tarda modernità non sono ancora soddisfatte, egli si attiene alla speranza di un cambiamento. Il suo sviluppo artistico ne da una impressionante conferma. Sarebbe esagerato dire che è guidato da una “teoria critica”, ma le immagini stesse di Catania dimostrano che si mantiene a una certa distanza persistente nei riguardi delle tendenze contemporanee che prevalgono a Berlino – dal neo-espressionismo ai “nuovi selvaggi” degli anni 1980 alle tendenze d’arte installativa e concettuale degli anni novanta fino alle illustrazioni secche, ai manierismi dell’arte in rete e i reenactments dei giorni nostri. Pur lamentandosi della perdita di una prospettiva centrale sociale, essi mancano di una visione. Il Meta-realismo di Catania invece auspica che sia possibile d’interrompere a un certo livello la “differenziazione funzionale” della società e di reintegrare le parti differenziate. Dal punto di vista pittorico le questioni di Catania si collegano a idee di complessità e interazione. Le sue opere attuali sono la sintesi del suo percorso artistico degli ultimi due decenni. Modelli dell'arte concettuale, strategie informali e la nuova valorizzazione della figura costituiscono i complessi requisiti per un alternativo approccio estetico. Tutto ciò non sarebbe convincente, se non ci fosse questo momento suggestivo, che ricarica continuamente il potenziale pittorico di Catania: il suo uso del colore. È il colore che trasforma ogni immagine in un campo di energia. Le storie che narrano le immagini sono dovute a una concentrazione sull'essenziale: il colore e la superficie. 

 

MIMMO CATANIA - Shutter-Schütter

 

OPENING sabato 11 luglio dalle ore 18.30 alle 23.00

c/o Irena Kos arte contemporanea

Via Stagio Stagi, 65 Pietrasanta (LU)

www.irenakosartgallery.com

 

 Dal 11 luglio al 27 luglio 2015   (tutti i giorni 17:00 / 23:00)

 

In contemporanea al Torrance Art Museum (Los Angeles)

 

Testo critico di Christoph Tannert

Intervista di Katherine Richardson del Daily Breeze

Fotografo Eric Tschernov

 

Mimmo Catania, artista di origine siciliana che vive e lavora da 30 anni a Berlino,  espone parallelamente due personali: "Shutter-Schütter" da Irena Kos arte contemporanea a Pietrasanta  dal 11 al 27 luglio e "Storm" alla  Gallery Two al  Torrance Art Museum di Torrance (Los Angeles)  fino al 25 luglio 2015  proponendo in entrambe attraverso la Sua Opera le tematiche social culturali,  le inquietudini e i turbamenti dell’inconscio.

 La scena di Berlino affascina per la sua ricchezza di espressioni mediali e stilistiche. Il suo temperamento è abile a reagire come il mercurio. Accanto a eruzioni “selvagge” c’è l'esperienza intima, accanto a chi affonda nella propria piacevolezza c‘è chi è portato al mordente intellettualismo dei gruppi di azione politica. A Berlino, nessun cliché è proibito

 Mimmo Catania come pittore, si è dedicato a un meta-realismo che si distingue dai numerosi salotti bolscevichi che affollano la sottocultura urbanistica. Fare arte, forse addirittura solo arte per l’arte, oggi non sembra più bastargli. Nella luce delle svariate crisi ambientali, sociali ed economiche si fanno sempre più forti le voci che chiedono di responsabilizzare l´arte. L'idea classica della pittura, che parte dal presupposto che l’arte debba trovare o creare una forma da variare poi per anni, non corrisponde all’indole di Catania. Non condivide neanche la posizione che l’arte debba descrivere la società, perché avendo luogo nella società stessa, le descrizioni in fondo non sono altro che autodescrizioni. Non è d’accordo con le descrizioni che devono sempre co-esercitare il descritto (cadendo con ciò in uno strano paradosso). Catania invece è un artista spinto piuttosto da un umanesimo di carattere critico, dato che le aspettative relative alla capacità di autoregolamentazione democratica della società rimangono ancora inappagate. Ed è proprio per la delusione che le promesse di prosperità perpetua, della capacità di esercitare una gestione lineare e della riconciliazione con la pluralità culturale nell’età della tarda modernità non sono ancora soddisfatte, egli si attiene alla speranza di un cambiamento. Il suo sviluppo artistico ne da una impressionante conferma. Sarebbe esagerato dire che è guidato da una “teoria critica”, ma le immagini stesse di Catania dimostrano che si mantiene a una certa distanza persistente nei riguardi delle tendenze contemporanee che prevalgono a Berlino – dal neo-espressionismo ai “nuovi selvaggi” degli anni 1980 alle tendenze d’arte installativa e concettuale degli anni novanta fino alle illustrazioni secche, ai manierismi dell’arte in rete e i reenactments dei giorni nostri. Pur lamentandosi della perdita di una prospettiva centrale sociale, essi mancano di una visione. Il Meta-realismo di Catania invece auspica che sia possibile d’interrompere a un certo livello la “differenziazione funzionale” della società e di reintegrare le parti differenziate. Dal punto di vista pittorico le questioni di Catania si collegano a idee di complessità e interazione. Le sue opere attuali sono la sintesi del suo percorso artistico degli ultimi due decenni. Modelli dell'arte concettuale, strategie informali e la nuova valorizzazione della figura costituiscono i complessi requisiti per un alternativo approccio estetico. Tutto ciò non sarebbe convincente, se non ci fosse questo momento suggestivo, che ricarica continuamente il potenziale pittorico di Catania: il suo uso del colore. È il colore che trasforma ogni immagine in un campo di energia. Le storie che narrano le immagini sono dovute a una concentrazione sull'essenziale: il colore e la superficie. 

 

MIMMO CATANIA - Shutter-Schütter

 

OPENING sabato 11 luglio dalle ore 18.30 alle 23.00

c/o Irena Kos arte contemporanea

Via Stagio Stagi, 65 Pietrasanta (LU)

www.irenakosartgallery.com

 

 Dal 11 luglio al 27 luglio 2015   (tutti i giorni 17:00 / 23:00)

 

In contemporanea al Torrance Art Museum (Los Angeles)

 

Testo critico di Christoph Tannert

Intervista di Katherine Richardson del Daily Breeze

Fotografo Eric Tschernov

 

Mimmo Catania, artista di origine siciliana che vive e lavora da 30 anni a Berlino,  espone parallelamente due personali: "Shutter-Schütter" da Irena Kos arte contemporanea a Pietrasanta  dal 11 al 27 luglio e "Storm" alla  Gallery Two al  Torrance Art Museum di Torrance (Los Angeles)  fino al 25 luglio 2015  proponendo in entrambe attraverso la Sua Opera le tematiche social culturali,  le inquietudini e i turbamenti dell’inconscio.

 La scena di Berlino affascina per la sua ricchezza di espressioni mediali e stilistiche. Il suo temperamento è abile a reagire come il mercurio. Accanto a eruzioni “selvagge” c’è l'esperienza intima, accanto a chi affonda nella propria piacevolezza c‘è chi è portato al mordente intellettualismo dei gruppi di azione politica. A Berlino, nessun cliché è proibito

 Mimmo Catania come pittore, si è dedicato a un meta-realismo che si distingue dai numerosi salotti bolscevichi che affollano la sottocultura urbanistica. Fare arte, forse addirittura solo arte per l’arte, oggi non sembra più bastargli. Nella luce delle svariate crisi ambientali, sociali ed economiche si fanno sempre più forti le voci che chiedono di responsabilizzare l´arte. L'idea classica della pittura, che parte dal presupposto che l’arte debba trovare o creare una forma da variare poi per anni, non corrisponde all’indole di Catania. Non condivide neanche la posizione che l’arte debba descrivere la società, perché avendo luogo nella società stessa, le descrizioni in fondo non sono altro che autodescrizioni. Non è d’accordo con le descrizioni che devono sempre co-esercitare il descritto (cadendo con ciò in uno strano paradosso). Catania invece è un artista spinto piuttosto da un umanesimo di carattere critico, dato che le aspettative relative alla capacità di autoregolamentazione democratica della società rimangono ancora inappagate. Ed è proprio per la delusione che le promesse di prosperità perpetua, della capacità di esercitare una gestione lineare e della riconciliazione con la pluralità culturale nell’età della tarda modernità non sono ancora soddisfatte, egli si attiene alla speranza di un cambiamento. Il suo sviluppo artistico ne da una impressionante conferma. Sarebbe esagerato dire che è guidato da una “teoria critica”, ma le immagini stesse di Catania dimostrano che si mantiene a una certa distanza persistente nei riguardi delle tendenze contemporanee che prevalgono a Berlino – dal neo-espressionismo ai “nuovi selvaggi” degli anni 1980 alle tendenze d’arte installativa e concettuale degli anni novanta fino alle illustrazioni secche, ai manierismi dell’arte in rete e i reenactments dei giorni nostri. Pur lamentandosi della perdita di una prospettiva centrale sociale, essi mancano di una visione. Il Meta-realismo di Catania invece auspica che sia possibile d’interrompere a un certo livello la “differenziazione funzionale” della società e di reintegrare le parti differenziate. Dal punto di vista pittorico le questioni di Catania si collegano a idee di complessità e interazione. Le sue opere attuali sono la sintesi del suo percorso artistico degli ultimi due decenni. Modelli dell'arte concettuale, strategie informali e la nuova valorizzazione della figura costituiscono i complessi requisiti per un alternativo approccio estetico. Tutto ciò non sarebbe convincente, se non ci fosse questo momento suggestivo, che ricarica continuamente il potenziale pittorico di Catania: il suo uso del colore. È il colore che trasforma ogni immagine in un campo di energia. Le storie che narrano le immagini sono dovute a una concentrazione sull'essenziale: il colore e la superficie. 

 

MIMMO CATANIA - Shutter-Schütter

 

OPENING sabato 11 luglio dalle ore 18.30 alle 23.00

c/o Irena Kos arte contemporanea

Via Stagio Stagi, 65 Pietrasanta (LU)

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 Dal 11 luglio al 27 luglio 2015   (tutti i giorni 17:00 / 23:00)

 

In contemporanea al Torrance Art Museum (Los Angeles)

 

Testo critico di Christoph Tannert

Intervista di Katherine Richardson del Daily Breeze

Fotografo Eric Tschernov

 

Mimmo Catania, artista di origine siciliana che vive e lavora da 30 anni a Berlino,  espone parallelamente due personali: "Shutter-Schütter" da Irena Kos arte contemporanea a Pietrasanta  dal 11 al 27 luglio e "Storm" alla  Gallery Two al  Torrance Art Museum di Torrance (Los Angeles)  fino al 25 luglio 2015  proponendo in entrambe attraverso la Sua Opera le tematiche social culturali,  le inquietudini e i turbamenti dell’inconscio.

 La scena di Berlino affascina per la sua ricchezza di espressioni mediali e stilistiche. Il suo temperamento è abile a reagire come il mercurio. Accanto a eruzioni “selvagge” c’è l'esperienza intima, accanto a chi affonda nella propria piacevolezza c‘è chi è portato al mordente intellettualismo dei gruppi di azione politica. A Berlino, nessun cliché è proibito

 Mimmo Catania come pittore, si è dedicato a un meta-realismo che si distingue dai numerosi salotti bolscevichi che affollano la sottocultura urbanistica. Fare arte, forse addirittura solo arte per l’arte, oggi non sembra più bastargli. Nella luce delle svariate crisi ambientali, sociali ed economiche si fanno sempre più forti le voci che chiedono di responsabilizzare l´arte. L'idea classica della pittura, che parte dal presupposto che l’arte debba trovare o creare una forma da variare poi per anni, non corrisponde all’indole di Catania. Non condivide neanche la posizione che l’arte debba descrivere la società, perché avendo luogo nella società stessa, le descrizioni in fondo non sono altro che autodescrizioni. Non è d’accordo con le descrizioni che devono sempre co-esercitare il descritto (cadendo con ciò in uno strano paradosso). Catania invece è un artista spinto piuttosto da un umanesimo di carattere critico, dato che le aspettative relative alla capacità di autoregolamentazione democratica della società rimangono ancora inappagate. Ed è proprio per la delusione che le promesse di prosperità perpetua, della capacità di esercitare una gestione lineare e della riconciliazione con la pluralità culturale nell’età della tarda modernità non sono ancora soddisfatte, egli si attiene alla speranza di un cambiamento. Il suo sviluppo artistico ne da una impressionante conferma. Sarebbe esagerato dire che è guidato da una “teoria critica”, ma le immagini stesse di Catania dimostrano che si mantiene a una certa distanza persistente nei riguardi delle tendenze contemporanee che prevalgono a Berlino – dal neo-espressionismo ai “nuovi selvaggi” degli anni 1980 alle tendenze d’arte installativa e concettuale degli anni novanta fino alle illustrazioni secche, ai manierismi dell’arte in rete e i reenactments dei giorni nostri. Pur lamentandosi della perdita di una prospettiva centrale sociale, essi mancano di una visione. Il Meta-realismo di Catania invece auspica che sia possibile d’interrompere a un certo livello la “differenziazione funzionale” della società e di reintegrare le parti differenziate. Dal punto di vista pittorico le questioni di Catania si collegano a idee di complessità e interazione. Le sue opere attuali sono la sintesi del suo percorso artistico degli ultimi due decenni. Modelli dell'arte concettuale, strategie informali e la nuova valorizzazione della figura costituiscono i complessi requisiti per un alternativo approccio estetico. Tutto ciò non sarebbe convincente, se non ci fosse questo momento suggestivo, che ricarica continuamente il potenziale pittorico di Catania: il suo uso del colore. È il colore che trasforma ogni immagine in un campo di energia. Le storie che narrano le immagini sono dovute a una concentrazione sull'essenziale: il colore e la superficie. 

 

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OPENING sabato 11 luglio dalle ore 18.30 alle 23.00

c/o Irena Kos arte contemporanea

Via Stagio Stagi, 65 Pietrasanta (LU)

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 Dal 11 luglio al 27 luglio 2015   (tutti i giorni 17:00 / 23:00)

 

In contemporanea al Torrance Art Museum (Los Angeles)

 

Testo critico di Christoph Tannert

Intervista di Katherine Richardson del Daily Breeze

Fotografo Eric Tschernov

 

Mimmo Catania, artista di origine siciliana che vive e lavora da 30 anni a Berlino,  espone parallelamente due personali: "Shutter-Schütter" da Irena Kos arte contemporanea a Pietrasanta  dal 11 al 27 luglio e "Storm" alla  Gallery Two al  Torrance Art Museum di Torrance (Los Angeles)  fino al 25 luglio 2015  proponendo in entrambe attraverso la Sua Opera le tematiche social culturali,  le inquietudini e i turbamenti dell’inconscio.

 La scena di Berlino affascina per la sua ricchezza di espressioni mediali e stilistiche. Il suo temperamento è abile a reagire come il mercurio. Accanto a eruzioni “selvagge” c’è l'esperienza intima, accanto a chi affonda nella propria piacevolezza c‘è chi è portato al mordente intellettualismo dei gruppi di azione politica. A Berlino, nessun cliché è proibito

 Mimmo Catania come pittore, si è dedicato a un meta-realismo che si distingue dai numerosi salotti bolscevichi che affollano la sottocultura urbanistica. Fare arte, forse addirittura solo arte per l’arte, oggi non sembra più bastargli. Nella luce delle svariate crisi ambientali, sociali ed economiche si fanno sempre più forti le voci che chiedono di responsabilizzare l´arte. L'idea classica della pittura, che parte dal presupposto che l’arte debba trovare o creare una forma da variare poi per anni, non corrisponde all’indole di Catania. Non condivide neanche la posizione che l’arte debba descrivere la società, perché avendo luogo nella società stessa, le descrizioni in fondo non sono altro che autodescrizioni. Non è d’accordo con le descrizioni che devono sempre co-esercitare il descritto (cadendo con ciò in uno strano paradosso). Catania invece è un artista spinto piuttosto da un umanesimo di carattere critico, dato che le aspettative relative alla capacità di autoregolamentazione democratica della società rimangono ancora inappagate. Ed è proprio per la delusione che le promesse di prosperità perpetua, della capacità di esercitare una gestione lineare e della riconciliazione con la pluralità culturale nell’età della tarda modernità non sono ancora soddisfatte, egli si attiene alla speranza di un cambiamento. Il suo sviluppo artistico ne da una impressionante conferma. Sarebbe esagerato dire che è guidato da una “teoria critica”, ma le immagini stesse di Catania dimostrano che si mantiene a una certa distanza persistente nei riguardi delle tendenze contemporanee che prevalgono a Berlino – dal neo-espressionismo ai “nuovi selvaggi” degli anni 1980 alle tendenze d’arte installativa e concettuale degli anni novanta fino alle illustrazioni secche, ai manierismi dell’arte in rete e i reenactments dei giorni nostri. Pur lamentandosi della perdita di una prospettiva centrale sociale, essi mancano di una visione. Il Meta-realismo di Catania invece auspica che sia possibile d’interrompere a un certo livello la “differenziazione funzionale” della società e di reintegrare le parti differenziate. Dal punto di vista pittorico le questioni di Catania si collegano a idee di complessità e interazione. Le sue opere attuali sono la sintesi del suo percorso artistico degli ultimi due decenni. Modelli dell'arte concettuale, strategie informali e la nuova valorizzazione della figura costituiscono i complessi requisiti per un alternativo approccio estetico. Tutto ciò non sarebbe convincente, se non ci fosse questo momento suggestivo, che ricarica continuamente il potenziale pittorico di Catania: il suo uso del colore. È il colore che trasforma ogni immagine in un campo di energia. Le storie che narrano le immagini sono dovute a una concentrazione sull'essenziale: il colore e la superficie. 

 

MIMMO CATANIA - Shutter-Schütter

 

OPENING sabato 11 luglio dalle ore 18.30 alle 23.00

c/o Irena Kos arte contemporanea

Via Stagio Stagi, 65 Pietrasanta (LU)

www.irenakosartgallery.com

 

 Dal 11 luglio al 27 luglio 2015   (tutti i giorni 17:00 / 23:00)

 

In contemporanea al Torrance Art Museum (Los Angeles)

 

Testo critico di Christoph Tannert

Intervista di Katherine Richardson del Daily Breeze

Fotografo Eric Tschernov

 

Mimmo Catania, artista di origine siciliana che vive e lavora da 30 anni a Berlino,  espone parallelamente due personali: "Shutter-Schütter" da Irena Kos arte contemporanea a Pietrasanta  dal 11 al 27 luglio e "Storm" alla  Gallery Two al  Torrance Art Museum di Torrance (Los Angeles)  fino al 25 luglio 2015  proponendo in entrambe attraverso la Sua Opera le tematiche social culturali,  le inquietudini e i turbamenti dell’inconscio.

 La scena di Berlino affascina per la sua ricchezza di espressioni mediali e stilistiche. Il suo temperamento è abile a reagire come il mercurio. Accanto a eruzioni “selvagge” c’è l'esperienza intima, accanto a chi affonda nella propria piacevolezza c‘è chi è portato al mordente intellettualismo dei gruppi di azione politica. A Berlino, nessun cliché è proibito

 Mimmo Catania come pittore, si è dedicato a un meta-realismo che si distingue dai numerosi salotti bolscevichi che affollano la sottocultura urbanistica. Fare arte, forse addirittura solo arte per l’arte, oggi non sembra più bastargli. Nella luce delle svariate crisi ambientali, sociali ed economiche si fanno sempre più forti le voci che chiedono di responsabilizzare l´arte. L'idea classica della pittura, che parte dal presupposto che l’arte debba trovare o creare una forma da variare poi per anni, non corrisponde all’indole di Catania. Non condivide neanche la posizione che l’arte debba descrivere la società, perché avendo luogo nella società stessa, le descrizioni in fondo non sono altro che autodescrizioni. Non è d’accordo con le descrizioni che devono sempre co-esercitare il descritto (cadendo con ciò in uno strano paradosso). Catania invece è un artista spinto piuttosto da un umanesimo di carattere critico, dato che le aspettative relative alla capacità di autoregolamentazione democratica della società rimangono ancora inappagate. Ed è proprio per la delusione che le promesse di prosperità perpetua, della capacità di esercitare una gestione lineare e della riconciliazione con la pluralità culturale nell’età della tarda modernità non sono ancora soddisfatte, egli si attiene alla speranza di un cambiamento. Il suo sviluppo artistico ne da una impressionante conferma. Sarebbe esagerato dire che è guidato da una “teoria critica”, ma le immagini stesse di Catania dimostrano che si mantiene a una certa distanza persistente nei riguardi delle tendenze contemporanee che prevalgono a Berlino – dal neo-espressionismo ai “nuovi selvaggi” degli anni 1980 alle tendenze d’arte installativa e concettuale degli anni novanta fino alle illustrazioni secche, ai manierismi dell’arte in rete e i reenactments dei giorni nostri. Pur lamentandosi della perdita di una prospettiva centrale sociale, essi mancano di una visione. Il Meta-realismo di Catania invece auspica che sia possibile d’interrompere a un certo livello la “differenziazione funzionale” della società e di reintegrare le parti differenziate. Dal punto di vista pittorico le questioni di Catania si collegano a idee di complessità e interazione. Le sue opere attuali sono la sintesi del suo percorso artistico degli ultimi due decenni. Modelli dell'arte concettuale, strategie informali e la nuova valorizzazione della figura costituiscono i complessi requisiti per un alternativo approccio estetico. Tutto ciò non sarebbe convincente, se non ci fosse questo momento suggestivo, che ricarica continuamente il potenziale pittorico di Catania: il suo uso del colore. È il colore che trasforma ogni immagine in un campo di energia. Le storie che narrano le immagini sono dovute a una concentrazione sull'essenziale: il colore e la superficie. 

 

MIMMO CATANIA - Shutter-Schütter

 

OPENING sabato 11 luglio dalle ore 18.30 alle 23.00

c/o Irena Kos arte contemporanea

Via Stagio Stagi, 65 Pietrasanta (LU)

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 Dal 11 luglio al 27 luglio 2015   (tutti i giorni 17:00 / 23:00)

 

In contemporanea al Torrance Art Museum (Los Angeles)

 

Testo critico di Christoph Tannert

Intervista di Katherine Richardson del Daily Breeze

Fotografo Eric Tschernov

 

Mimmo Catania, artista di origine siciliana che vive e lavora da 30 anni a Berlino,  espone parallelamente due personali: "Shutter-Schütter" da Irena Kos arte contemporanea a Pietrasanta  dal 11 al 27 luglio e "Storm" alla  Gallery Two al  Torrance Art Museum di Torrance (Los Angeles)  fino al 25 luglio 2015  proponendo in entrambe attraverso la Sua Opera le tematiche social culturali,  le inquietudini e i turbamenti dell’inconscio.

 La scena di Berlino affascina per la sua ricchezza di espressioni mediali e stilistiche. Il suo temperamento è abile a reagire come il mercurio. Accanto a eruzioni “selvagge” c’è l'esperienza intima, accanto a chi affonda nella propria piacevolezza c‘è chi è portato al mordente intellettualismo dei gruppi di azione politica. A Berlino, nessun cliché è proibito

 Mimmo Catania come pittore, si è dedicato a un meta-realismo che si distingue dai numerosi salotti bolscevichi che affollano la sottocultura urbanistica. Fare arte, forse addirittura solo arte per l’arte, oggi non sembra più bastargli. Nella luce delle svariate crisi ambientali, sociali ed economiche si fanno sempre più forti le voci che chiedono di responsabilizzare l´arte. L'idea classica della pittura, che parte dal presupposto che l’arte debba trovare o creare una forma da variare poi per anni, non corrisponde all’indole di Catania. Non condivide neanche la posizione che l’arte debba descrivere la società, perché avendo luogo nella società stessa, le descrizioni in fondo non sono altro che autodescrizioni. Non è d’accordo con le descrizioni che devono sempre co-esercitare il descritto (cadendo con ciò in uno strano paradosso). Catania invece è un artista spinto piuttosto da un umanesimo di carattere critico, dato che le aspettative relative alla capacità di autoregolamentazione democratica della società rimangono ancora inappagate. Ed è proprio per la delusione che le promesse di prosperità perpetua, della capacità di esercitare una gestione lineare e della riconciliazione con la pluralità culturale nell’età della tarda modernità non sono ancora soddisfatte, egli si attiene alla speranza di un cambiamento. Il suo sviluppo artistico ne da una impressionante conferma. Sarebbe esagerato dire che è guidato da una “teoria critica”, ma le immagini stesse di Catania dimostrano che si mantiene a una certa distanza persistente nei riguardi delle tendenze contemporanee che prevalgono a Berlino – dal neo-espressionismo ai “nuovi selvaggi” degli anni 1980 alle tendenze d’arte installativa e concettuale degli anni novanta fino alle illustrazioni secche, ai manierismi dell’arte in rete e i reenactments dei giorni nostri. Pur lamentandosi della perdita di una prospettiva centrale sociale, essi mancano di una visione. Il Meta-realismo di Catania invece auspica che sia possibile d’interrompere a un certo livello la “differenziazione funzionale” della società e di reintegrare le parti differenziate. Dal punto di vista pittorico le questioni di Catania si collegano a idee di complessità e interazione. Le sue opere attuali sono la sintesi del suo percorso artistico degli ultimi due decenni. Modelli dell'arte concettuale, strategie informali e la nuova valorizzazione della figura costituiscono i complessi requisiti per un alternativo approccio estetico. Tutto ciò non sarebbe convincente, se non ci fosse questo momento suggestivo, che ricarica continuamente il potenziale pittorico di Catania: il suo uso del colore. È il colore che trasforma ogni immagine in un campo di energia. Le storie che narrano le immagini sono dovute a una concentrazione sull'essenziale: il colore e la superficie.v 

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