METAMORFOSI Uno sguardo alla scultura contemporanea

METAMORFOSI Uno sguardo alla scultura contemporanea

Titolo

METAMORFOSI Uno sguardo alla scultura contemporanea

Inaugura

Domenica, 9 Aprile, 2017 - 15:00

A cura di

Museo d’arte Mendrisio in collaborazione con Daniele Agostini

Artisti partecipanti

Ai Weiwei

John Armleder

Jean Arp

Selina Baumann

Mirko Baselgia

Alan Bogana

Carlo Borer

Lupo Borgonovo

Serge Brignoni

Lorenzo Cambin

Loris Cecchini

Julian Charrière

Tony Cragg

Matteo Emery

Luisa Figini & Rolando Raggenbass

Christian Gonzenbach

Christiane Löhr

Claudia Losi

Penelope Margaret Mackworth-Praed

Benedetta Mori Ubaldini

Meret Oppenheim

Julia Steiner

Gerda Steiner & Jörg Lenzlinger

Teres Wydler

 

 

Presso

Museo d'arte Mendrisio
Piazzetta dei Serviti 1, Mendrisio

Comunicato Stampa

Il Museo d'arte di Mendrisio inaugura domenica 9 aprile 2017 l’esposizione collettiva con sculture e installazioni dal titolo Metamorfosi. Uno sguardo alla scultura contemporanea.

La mostra propone un percorso nella scultura contemporanea, creata nel segno di una forma complessa, che recupera la struttura organica e di origine naturale sia attraverso materiali tradizionali (come il legno, il bronzo, il marmo, la ceramica), sia tramite composti caratteristici della produzione contemporanea: dal silicone al vetro acrilico, dalla plastica all’alluminio.

Opere accomunate da forme che attraggono la curiosità dell’osservatore per la loro complessità, eccentricità e artificialità, in maniera non dissimile da ciò che suscitavano già a partire dalla fine del XVI secolo le celeberrime Wunderkammer, i piccoli gabinetti delle meraviglie di principi e reali in cui venivano conservati, raccolti ed esibiti oggetti bizzarri e originali in grado di generare sorpresa e stupore nel visitatore.

È un viaggio nella forma labirintica, molecolare, indefinibile, riflesso sì del mondo organico, ma soprattutto manipolata e ingigantita da una dimensione interiorizzata, psichica e onirica. La mostra allestita negli spazi dell'ex Convento dei Serviti è un itinerario fra naturalia e artificialia contemporanee, attraverso le opere di 24 artisti (ticinesi, svizzeri e provenienti da vari paesi del mondo) noti e meno noti, appartenenti alle più svariate generazioni, messi in dialogo l’uno con l’altro in modo da dar vita, ciascuno nella sua singolarità, a un insieme unitario in grado di restituire uno spaccato degli orientamenti della scena artistica attuale.

Si tratta di un percorso disegnato con la collaborazione degli artisti, appositamente per gli spazi del Museo d’arte Mendrisio, che si apre nel grande salone d’entrata con l’opera di Carlo Borer, un enorme cuore pulsante di materiale tessile lungo otto metri che si anima grazie a un meccanismo del tutto simile all’organo umano, e prosegue tra le concrezioni in argilla e lacca di Julia Steiner, per passare alle costellazioni ornate di fiori e materiali plastici di Gerda Steiner & Jörg Lenzlinger, alle viscere tradotte in porcellana da Ai Weiwei, ai cristalli in vetro acrilico di Alan Bogana, ai coralli in cemento di Christian Gonzenbach, alle forme in vetro multicromatico di John Armleder, ai fiori oscuri e scarlatti di Luisa Figini e Rolando Raggenbass, agli alveari lignei di Mirko Baselgia, agli elementi vegetali di Christiane Löhr, alle creature in legno e terracotta d’ispirazione biologica di Lorenzo Cambin, ai due cervelli gemelli in terracotta di Claudia Losi, ai percorsi sotterranei di Meret Oppenheim, alle forme sinuose e dinamiche di Tony Cragg e Jean Arp, alle creazioni erotico-vegetali di Serge Brignoni, alle costellazioni luminose in fili d’acciaio di Penelope Margaret Mackworth-Praed, alle porzioni di lava artificiale di Julian Charrière, ai funghi bronzei e ai cuori di zucca in silicone di Lupo Borgonovo, alle strutture molecolari in gesso di Selina Baumann, alle ramificazioni in acciaio cromato di Loris Cecchini, alle metafore naturalistiche di Teres Wydler, concludendo con due installazioni in contrapposizione: l’aerea, filiforme moltitudine di meduse creata da Benedetta Mori Ubaldini e la composizione materica in ferro e camere d’aria di Matteo Emery.

L’articolarsi e il moltiplicarsi di forme nello spazio, l’enorme varietà di materiali, la ricchezza e l’esuberanza dei colori, la realtà naturale come fonte inesauribile nel lavoro creativo, la predilezione per l’assemblaggio, l’accumulo o l’incastro, e quindi la propensione al fantastico: questi alcuni aspetti distintivi di una breve ma significativa ricerca attraverso la molteplicità degli approcci nella scultura contemporanea.

Il catalogo contempla una presentazione della mostra, schede critico-biografiche dei singoli artisti, tavole con le opere in mostra e fotografie delle sculture negli spazi del Museo d’arte Mendrisio.

 

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