MAURO DI GIROLAMO, PERFROMANCE, BIENNALE DI VENEZIA 2013, #Il sospiro dell'anima

MAURO DI GIROLAMO, PERFROMANCE, BIENNALE DI VENEZIA 2013, #Il sospiro dell'anima

Titolo

MAURO DI GIROLAMO, PERFROMANCE, BIENNALE DI VENEZIA 2013, #Il sospiro dell'anima

Inaugura

Giovedì, 13 Giugno, 2013 - 18:45

A cura di

Monica Sanclemente, Margherita Romeo

Artisti partecipanti

Mauro Di Girolamo

Presso

Giardini dell'Arsenale, Biennale di Venezia
Giardini dell'Arsenale,Venezia

Comunicato Stampa

Mauro Di Girolamo - “Il sospiro dell’anima”

Cosa rimane del corpo e dell’anima, se non l’ultimo sospiro?
L'anima si nutre di poesia, che di questi tempi scarseggia. Entrambe ruotano attorno al senso dell'esistere, al desiderio di rispondere al nostro tormentato periodo storico di crisi, del quale non si coglie quel senso di opportunità al miglioramento che invece eppure si nasconde intrinsecamente proprio nella κρίσις. L'anima si nutre di bellezza ed armonia: lo sapevano bene gli antichi che attraverso le metafore mitologiche spiegavano la vita agli uomini.
Oggi all'artista si chiede di sapersi tradurre in atto comunicativo per mettere in moto la mente di chi osserva sul piano emotivo: il fare diventa espressione empatica.
Ma se non c'è spazio nella nostra società per la poesia non ce n’è per la bellezza e l'arte, che ci permettono di rievocare immagini e situazioni dalla memoria e dal sogno.
Sempre di più ci sentiamo come frammenti sperduti nell'Universo, in cui persino i dati che l'uomo ha sempre ritenuto certi, come lo spazio e il tempo, si sono dimostrati relativi; frammenti che trovano senso solo perché la nostra mente li assembla tra loro; un Universo di cui sappiamo di conoscere solo una piccola parte esterna a noi e una parte altrettanto piccola interna a noi.
In ciò che sta diventando l’era della velocità, il poter viaggiare rapidamente (in modo reale o virtuale) ci espone a nuovi dubbi riguardo ai comportamenti da seguire.
Così Di Girolamo interpreta e rappresenta attraverso la descrizione di un morente le debolezze contingenti e transitorie del mondo. L’uomo-artista cerca di proiettarsi in una realtà tesa a risolvere i problemi di oggi: come ieri, l'accaparramento ingiustificato di pochi a scapito dei tanti.
Il ribadire dell'artista dei valori della convivenza pacifica, della solidarietà, del bisogno di democrazia e del rispetto per il prossimo, diventano condizioni necessarie per il suo far pittura, come nella vita.
Nella rappresentazione iconografica qui proposta, la bocca dell’uomo, forse il Cristo, è ancora aperta, ma non può pronunciare né sussurrare più che forse solo un gemito. La stessa bocca che disse parole di desiderio, speranza o dolore, che in vita sono libere condizioni del tempo, affida ora alla figura femminile sovrastante ciò che rimane di una persona: un futuro di parole, cioè semplicemente quello che ne diranno gli altri dopo la morte.
La scelta tecnica di non rappresentare gli occhi della donna (Madonna) rafforza l’attenzione di chi guarda: oltre l’inquadratura, vediamo non più una figura, ma solo un volto sospeso sopra l’agonia del corpo esangue e abbandonato, in aperto contrasto: le fattezze giovani, potenza generatrice di nuova vita, intense nella linea sensuale e vitale, vibrano come uno smacco sulla morte.
Mauro Di Girolamo ha l'arte di coniugare gli opposti, di mettere in scena l'incanto della contraddizione, esprimendo l’enigma esistenziale, in relazione alle forze ancestrali primitive dell’essere umano, chiaramente affascinato dalle persone.

BREVI NOTE BIOGRAFICHE
Nasce a Palermo nel 1984. Vive un anno a Valencia in Spagna, dove realizza la prima mostra personale “Luz y oscuridad dentro en el alma” a cura di Miguel Guillem Romeu (2007). Completa gli studi di specializzazione all’Accademia di Belle Arti di Palermo (2008, Diploma di Laurea di secondo livello in Pittura).
Nel corso dell’incessante attività artistica, Mauro Di Girolamo si è contraddistinto, ancor prima che trentenne, per uno stile pittorico molto personale e distintivo, e si è confrontato con nomi di rilievo nazionale ed internazionale. Tra questi, il Senatore Ludovico Corrao, il Prof. Vittorio Sgarbi, il Direttore del Dipartimento de Animacion y debujo Miguel Guillem Romeu, il Vice Rettore dell’Università degli Studi di Palermo Prof. Maurizio Carta, l’ambasciatore onorario dell’arte in Europa artista architetto Manuel Chabrera, la scrittrice Fosca Medizza, l’artista Vito Campanelli e il critico cinematografico Gregorio Napoli.
Ha conosciuto, ricevendo apprezzamenti e consensi, la Presidentessa del Tibet in esilio Dolma Gyari, Hugh Morison ex Presidente Scottish Business and Biodiversity Group e Governatore del UHI University of the Highlands and Islands, l’artista austriaco Uwe Jäntsch, l’attore Giancarlo Giannini, il creativo fotografo Oliviero Toscani, il soprano Katia Ricciarelli, l’onorevole Vladimir Luxuria, Eleonora Abbagnato étoile dell’Opéra Garnier di Parigi, l’artista belga Patrick Ysebaert, l’artista performer Graziano Cecchini, il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore, la cantante Nina Zilli.

SOGGETTI:
In questi anni la sua produzione pittorica si è contraddistinta per una “creatività compulsiva”, sia per quanto riguarda la necessità di esprimersi di continuo, sia per lo spaziare nei formati e nei soggetti. Tra questi, prediletti sono l’universo nell’esplosione creativa e generatrice del colore, il mistero dell’umanità vista nell’intero suo percorso millenario, la donna, la ribellione giovanile e il tormento concettuale della morte.

TECNICHE:
La pittura di Di Girolamo si caratterizza per essere a volte impalpabile e a volte fortemente materica e tridimensionale; è spesso figurativa, pur essendosi sperimentato con soddisfazione nell’astrattismo. L’artista utilizza pittura ad olio, acquerello e tempera, tecniche miste, su supporti tradizionali o su PVC, plexiglas e materiali riciclati.

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Come Arrivare?

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