Matter Matters

Matter Matters

Titolo

Matter Matters

Inaugura

Mercoledì, 22 Marzo, 2017 - 18:00

A cura di

Claudia Contu

Artisti partecipanti

FABIO LATTANZI ANTINORI
JONNY NIESCHE
LEONARDO ULIAN
JONATHAN VIVACQUA

Presso

The Flat - Massimo Carasi
Via Paolo Frisi 3 (MM Porta Venezia) Milano

Comunicato Stampa

"Le forme, l’unità, la proiezione, l’ordine e il colore sono specifici, aggressivi e potenti."

- Donald Judd, Specific Objects, 1965
tradotto da Beatrice Biggio per Kabul Magazine

The Flat - Massimo Carasi è lieta di presentare Matter Matters, mostra collettiva che in occasione di miart e del Salone del Mobile riunisce quattro artisti italiani ed internazionali la cui opera è accomunata da una precisa quanto originale riflessione sulla forma e sul materiale usato. Avvalendosi in particolare di materia, e quindi di superfici, gli artisti dialogano, ognuno con una propria voce ben distinta, per formare un coro di opere particolarmente graffianti, esteticamente ineccepibili, dove spesso è la "materia che importa", che fa sfoggio di sé e delle sue qualità. I lavori in mostra parlano a chi guarda, talvolta interagendo direttamente col pubblico, e imponendosi presenti e vivi anche quando il materiale ha già una forza autonoma anche senza presupposti teorici o concettuali.

Nel 1965 Donald Judd scriveva per ArtsYearBook il testo Specific Objects, dove delineava il neonato movimento Minimalista sostenendo che pittura e scultura fossero media già di per sé significanti, che rendevano la diluizione delle opere in un contesto comunicativo una costruzione superflua. Anche se non è il caso di definirli a ogni costo "minimali", si può senz'altro vedere Fabio Lattanzi Antinori, Jonny Niesche, Leonardo Ulian e Jonathan Vivacqua come gli eredi di questa visione che poggia il suo statuto sull'interdipendenza tra materia e forma.

Le sculture di Lattanzi Antinori (Roma, 1971) sono dispositivi che trasmettono messaggi tanto volatili quanto misteriosi e criptici. Attraverso la conversione di dati finanziari ed economici in impulsi che coinvolgono direttamente lo spettatore, l'artista esamina la società economica tramite casi storici come quello di Lehman Brothers o dati prelevati in tempo reale dal mondo finanziario, che appare sommerso e ridicolo, ma accompagna la nostra società come un basso continuo.

Le tele in voile di Jonny Niesche (Sidney, 1972) si estendono come schermi attraversati soltanto dal telaio stesso, che oltre a rappresentare un sostegno fisico diventa conduttore estetico più che elemento concreto. Si possono interpretare le sfumature calde come tramonti, o semplicemente constatare la forma del quadro stesso, che è tela e spazio vuoto, nel quale l'osservatore può sprofondare e perdersi come in un ambiente di James Turrell.

Leonardo Ulian (Gorizia, 1974) presenta in questa occasione nuovi lavori ispirati alla precedente serie dei Mandala, nei quali l'elemento mistico è suggerito dall'utilizzo della sabbia colorata, richiamante appunto la celebre tradizione dei monaci tibetani, su una superficie di fogli di piombo cuciti tra loro. Il chiasmo derivante dalle qualità dei diversi media si congiunge su un supporto bidimensionale che riporta tutto a un'unità chiara, mistica, ordinata, così come Ulian ci ha abituati coi suoi lavori passati.

Le grandi installazioni di Jonathan Vivacqua (Erba, 1986) sono forse le più vicine al concetto di Specific Object elaborato da Judd. Le lunghe lamine di acciaio o i tubi di gomma presentati dall'artista sono trasposti dal luogo di produzione e uso direttamente all'ambiente espositivo. Non c'è altro che forma e materia, ma le opere trascinano l'osservatore nel luogo stesso in cui esse sono esposte, diventando un'estensione naturale, e per questo sincera, della più basica forma spaziale che hanno attorno.

22 Marzo > 13 Maggio 2017

 

"The shapes, the unity, projection, order and color are specific, aggressive and powerful"

                                                      - Donald Judd, Specific Objects, 1965

The Flat - Massimo Carasi is pleased to present Matter Matters, the next group exhibition that will be set during miart and Salone del mobile and will feature four Italian and international artists whose work is linked by the attitude of making a precise and original reflection on forms and materials. By adopting some particular forms and, as a consequence, shaping surfaces as well, the artists dialogue with different voices which form a scratchy and aesthetically fascinating choir of artworks, where "matter matters" as well, showing off its qualities. The artworks on show speak to the beholder, sometimes literally, showing themselves present and alive even where the material has an autonomous strength that overlaps with theoretical and conceptual assumes.
In 1965 Donald Judd wrote Specific Objects for ArtsYearBook, in which he highlighted the newborn Minimalist movement by sustaining painting and sculpture as signifying media for themselves, thus declaring useless the adherence of many artworks to a communicating context. We are not saying the artists on show are actually "Minimal", nevertheless it looks evident that Fabio Lattanzi Antinori, Jonny Niesche, Leonardo Ulian and Jonathan Vivacqua are the heirs of Judd's vision, which found its basis on the interdependence between matter and form.

Fabio Lattanzi Antinori's sculptures (b. Rome, 1971) are devices that transmit volatile, mysterious and cryptic messages through the conversion of financial and economic data into impulses that directly engage the spectator. The artist examine our economic society through emblematic cases from our history as the Lehman Brothers' one, or by real time hints taken from the financial world, which seem submerged and ridiculous yet it accompany our society as a basso continuo.

Jonny Niesche's (b. Sidney, 1972) voile canvasses extend themselves as screens crossed just by its framework, which represents not only a physic sustain but, also, an aesthetic conductor more than just a concrete element. We look at the canvas and its warm shades imaging a sunset, but at the end we can just stop and stare in front of the canvas itself, which is surface and empty space, where the beholder can sink into, and lose himself as in James Turrell's environments.

Leonardo Ulian (b. Gorizia, 1974) is presenting for this occasion new artworks inspired by his previous Mandalas series. The use of sand, in particular, reflects the holy aspect of this process that refers to the Tibetan monks' well-known tradition, and contrasts with the surface made of lead sheets sewed together. The comparison between these two media is flattered on a bidimensional support which synthesizes a clear, mystic and tidy unity, as Ulian's artworks are used to be.

Jonathan Vivacqua's (b. Erba, 1986) big installations are the most close to Judd's concept of Specific Objects. Long steel foils and caoutchouc tubes are take by the artist right from the place of production and use and bring to the exposition area. There's nothing else than form and matter. Nevertheless, the artworks still pull the beholder into their own dimension, which becomes a natural extension, and so sincere, of the very basic form of the space in which they are surrounded.

March 22nd > May 13th 2017

Immagini

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