Mario Pavesi - Dialoghi Sospesi

Mario Pavesi - Dialoghi Sospesi

Titolo

Mario Pavesi - Dialoghi Sospesi

Inaugura

Sabato, 24 Dicembre, 2016 - 23:00

A cura di

Pavarini Arte, Camilla Mineo

Artisti partecipanti

Mario Pavesi

Presso

Pavarini Arte, Villa De Moll
Via Guastalla 144, Brugneto, Reggiolo (RE)

Comunicato Stampa

 

Pavarini Arte presenta, nella sede cinquecentesca di Villa De Moll a Brugneto di Reggiolo (RE), una grande mostra dell’artista Mario Pavesi dal titolo Dialoghi sospesi. L’esposizione, patrocinata dal Comune di Reggiolo, sarà inaugurata eccezionalmente sabato 24 dicembre 2016 alle ore 23.00 alla presenza dell’artista.

Dopo la mostra a Mantova alla “Casa del Mantegna” e i successi europei a Stoccarda e Bruxelles l’artista ha presentato in Kazakistan un’esposizione itinerante che ha toccato le città Aksai, Utask e Astana, ed è stato invitato a Expo Astana 2017 per realizzare una scultura monumentale da installare all’interno dell’Esposizione prevista nella capitale del Kazakistan.

La mostra Dialoghi sospesi, allestita nelle suggestive stanze di Villa De Moll fino al 26 marzo 2017, propone alcune delle più espressive opere in bronzo del Maestro realizzate negli ultimi anni, una cinquantina di lavori suddivisi in diverse aree tematiche: Eros, Corpi femminili, Maternità, Corpi maschili, Animali, oltre a una selezione di dipinti tratti dalla serie Luoghi Comuni e Las Mariposas.

Un incontro fra scultura pittura, due poli, due percorsi paralleli che caratterizzano la ricerca dell’artista impegnato da sempre nel cercare di comunicare emozioni con la sua arte, di far riflettere, di stimolare un pensiero, una riflessione.

Nei dipinti Pavesi guarda a Mondrian, Kandinskij e tramite il gesto, l’astrazione e il colore che è vibrazione spirituale e induce particolari reazioni nell’osservatore, l’artista si interroga sul concetto di libertà personificato dalle farfalle: belle, fragili e delicate come la libertà.

Nelle sculture, invece, l’energia pulsante della materia viene domata da Pavesi e trasformata in corpi, forme, volumi carichi di umanità e poesia che sembrano prendere vita. Come nei quadri il colore è protagonista anche delle sculture in bronzo: la patina si rivela il vestito finale dell’opera, la giusta sfumatura scelta con cura e attenzione dall’artista che intensifica così le sensazioni e il significato complessivo della composizione.

L’equilibrio, il non equilibrio, la deformazione, la mutilazione, il vuoto e la concavità del bronzo sono l’espressione visibile di moti dell’animo, di passioni umane, di uno Strazio generazionale, di un “Vuoto interiore” che accomuna molti giovani che non hanno prospettive in una società in crisi.

I Corpi femminili di Pavesi emanano dolcezza, sensualità (Bagnante); la magia della maternità è rappresentata dalle rotondità e morbidezza della forma; gli animali e la loro forza sono metafora dell’esistenza. Il coraggio di Icaro è visibile nella tensione dei muscoli delle braccia e dell’addome: “Icaro è un’opera per i giovani, è un invito a osare, a provarci”, commenta lo scultore, mentre in Equilibrio, grande figura maschile raccolta in una postura di equilibrio precario, "ho cercato di mettere in evidenza le difficoltà delle nuove generazioni" .

Le opere di Pavesi sono profondamente attuali, legate alla contemporaneità e alla società, a una dimensione esistenziale, portatrici di un messaggio ben preciso, ma cariche di positività e speranza.

È in corso di lavorazione un’opera monumentale, un enorme toro dal titolo Possanza di quattro metri e mezzo che l’artista presenterà a mostra iniziata.
L’esposizione sarà visitabile fino al 26 marzo 2017 tutti i giorni nei seguenti orari: 9.00-12.00 e 15.00-19.00;  Ingresso libero. Per informazioni e incontri diretti con l’artista: tel. 335 355136, pavarini@pavarini.it.

 

Mario Pavesi nasce il 5 agosto 1945 a Guastalla (Reggio Emilia). Dopo gli studi superiori si iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Bologna e segue il Corso di Scultura di Umberto Mastroianni. In questa sede incontra lo scultore Dante Carpigiani che insieme al pittore novellarese Vivaldo Poli diventeranno punti di riferimento per la sua formazione umana e artistica. In quarant’anni di attività, ha sperimentato vari percorsi pittorici e scultorei, svincolati sempre e comunque dalle logiche del mercato e dalle mode del momento, ma sempre legati alla sfera delle emozioni e alla ricerca incessante di una interiorità sofferta. Attualmente, oltre alla produzione artistica, si dedica ad una intensa attività didattica tenendo corsi di formazione a vari livelli. Vive e lavora a Novellara in provincia di Reggio Emilia.

Recenti esposizioni

Orizzonti altri, 2016 Aksai Industrial Park, Kazakistan

ExpoArte, 2015 Villa Bagatti Valsecchi, Varedo

Ri-nascita, June 2015 Palazzo Principi, Correggio, Reggio Emilia

Emozionarte, May 2015 Palazzo della Prefettura, Reggio Emilia

S-cultura, April 2015, Casa del Mantegna, Mantova, Italy

Les contemporains: Unione Europea, Unione dell’arte, 2014, AmArt Gallery, Bruxelles, Belgio

A Contemporary Point of View, 2014, Villa Mussolini, Riccione

Equilibri di un eterno presente, Milano, 20 Marzo-30 Maggio 2014

Occhi - mano - cuore, Pforzheim, Stoccarda,16 marzo-20 aprile 2013

Interiori equilibri, Chiostri di San Domenico (Ex Stalloni), Reggio Emilia, 3-31 marzo 2012

Palazzo Detraz, Salsomaggiore Terme Parma, Presentazione di Vittorio Sgarbi, 2010

Afferrare la forma, Palazzo Dei Principi, Correggio (RE), 1 maggio-28 giugno 2009

 

Villa De Moll, ha la sua origine in un fortilizio ristrutturato alla fine del Cinquecento quando sulla zona signoreggiava la famiglia Torello, originaria di Mantova e imparentata con i signori di Guastalla. Il palazzo fu rinnovato e ristrutturato dal 1804, lasciando intatta la facciata originaria del ‘600. Notevoli all’interno gli affreschi di Felice Campi sul soffitto della Sala del Sole. La Villa deve il suo nome alla famiglia dei Baroni De Moll, che la abitarono tra la fine dell’Ottocento e la metà del secolo successivo. Destinata a residenza estiva della famiglia, iniziò intorno al 1955 un periodo di lento declino poiché gli ultimi proprietari, i Marchesi Ferrero residenti in Veneto, non si preoccuparono di risistemarla. Dal 1972 è proprietà della famiglia Pavarini che la restaurò e ne ha adibito le ampie sale a mostra di mobili antichi. La Villa è stata riaperta il giugno scorso dopo gli imponenti restauri effettuati in seguito agli eventi sismici del 2012.

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