Marc Vincent Kalinka: Russian Maliconia made in Switzerland | Theca Gallery Lugano

Marc Vincent Kalinka: Russian Maliconia made in Switzerland | Theca Gallery Lugano

Titolo

Marc Vincent Kalinka: Russian Maliconia made in Switzerland | Theca Gallery Lugano

Inaugura

Sabato, 12 Ottobre, 2013 - 22:00

A cura di

Andrea Carlo Alpini

Artisti partecipanti

Marc Vincent Kalinka

Presso

Theca Gallery Lugano
Via Pessina 13, Lugano

Comunicato Stampa

 

© Marc Vincent Kalinka, Edith, Lambda print on aluminum and Perspex, 56 x 70 cm, 2012 [From the series MALICONICO]  | Courtesy image Theca Gallery Lugano

© Marc Vincent Kalinka, Edith, Lambda print on aluminum and Perspex, 56 x 70 cm, 2012 [From the series MALICONICO] | Courtesy image Theca Gallery Lugano

Theca Gallery Lugano ha il piacere di comunicare che l’artista italo-russo Marc Vincent Kalinka ha iniziato una stretta collaborazione con la galleria. La collaborazione ha avuto significativamente inizio durante la presentazione del suo lavoro all’interno dell’evento “Balconism” durante la Biennale di Venezia di quest’anno (55th International Art Exhibition, 2013), diretta da Massimiliano Gioni.

 

Theca Gallery rappresenterà in esclusiva per laSvizzera alcuni tra i lavori più significativi dell’artista italo-russo Marc Vincent Kalinka. Tra le sue operericonosciute internazionalmente da critica e pubblico, Theca Gallery esporrà “More – YellowRed” battuta all’asta da Christie’s Auctions & Private Sales diZurigo, le serie “Maliconico” moderne iconerappresentanti Greta Garbo o Edith Piaf realizzate secondo l’antica tradizione russadalla preparazione della tavola, al gesso, ai colori, ma ottenendo con unrisultato digitale e contemporaneo. Presso la galleria svizzera, Theca Gallery di Lugano, troveranno posto anche i lavori “I You He Shemale”, ultimaavanguardia iconica realizzata dall’artistaQueste serie di lavori nascono dal web e dall’iconografia contemporanea. Non mancherà anche l’opera video “Still Nothing” lungometraggio di otto ore, biografia a oggi dell’artista. Concluderà tra i lavori disponibili, la presenza dell’opera “The Books I’ve loved”, serigrafia di grandi dimensioni in cui l’intero testo del libro è riproposto in un flusso continuo sulla tela, ove alcune parole impresse due volte rappresentano i tratti somatici dello scrittore, sia esso Dostoevskij o un altro grandepoeta russo che ha lasciato il segno nella formazione artistica e umana di Marc Vincent Kalinka. Diverse sue opere fanno parte di collezioni private e pubbliche.

Theca Gallery Lugano rappresenterà anche internazionalmente l’artista attraverso progetti site specific e fiere di arte contemporanea.

“The books I’ve loved. Memories from the house of dead s.” by Fëdor Dostoevsky . Handmade silkscreen on Fabrian o HQ paper glued on canvas. 360x137cm.

“The books I’ve loved. Memories from the house of dead s.” by Fëdor Dostoevsky . Handmade silkscreen on Fabrian o HQ paper glued on canvas. 360x137cm.

Al presente link è possibile visionare alcunilavori di Marc Vincent Kalinka seguiti daTheca Galleryhttp://www.theca-art.com/?portfolio=marc-vincent-kalinka

Tra i progetti recenti più rilevanti di Marc Vincent Kalinka si ricordano nel 2010 “Loop 2010” Barcellona, nel 2011 “Club21 – remaking the scene“, durante Frieze Art Fair, London, UK, “I miss my enemies”, alla 54esima Biennale di Venezia, Italia, “The Imperial Gardens of Russia Festival”, aSan Pietroburgo, Russia,“inCollectionthree, Humanity” con Bill ViolaErwin OlafRobert GligorovNan Golding, e per finire il progetto realizzato aLosanna, nel 2012, presso Archizoom Gallery all’interno dell’installazione “Yona Friedman: Genesis of a vision”.

 

 

Theca Gallery Lugano | Marc Vincent Kalinka

Iconology (album di famiglia) | Intervista Parte I

 

“The books I’ve loved. Memories from the house of dead s.” by Fëdor Dostoevsky . Handmade silkscreen on Fabrian o HQ paper glued on canvas. 360x137cm. detail

“The books I’ve loved. Memories from the house of dead s.” by Fëdor Dostoevsky . Handmade silkscreen on Fabrian o HQ paper glued on canvas. 360x137cm. detail

Quando e come hai iniziato a vederti come un’artista?

Da bambino. Poi da adolescente me lo sono dimenticato. Poi da grande mi sono di nuovo ricordato che avrei dovuto fare l’artista. In ogni caso, lo sono stato sempre e in molti modi diversi, perché le idee non le cerchi ma ti nascono spontanee.

Che cos’è per te l’ispirazione?

L’ispirazione è una sequenza concatenata di eventi: ogni cosa che vedo o che ascolto mi porta a costruire una successione di pensieri. Per me l’ispirazione è un po’ come il test sulle associazioni mentali, in cui a una parola o a un concetto, ne associ altre e altri ancora. La creatività è la capacità di affiancare concetti, molto spesso opposti, e inconciliabili e trovarne il nesso che genera così un nuovo concetto inatteso.

Quali sono gli artisti, sia passati che contemporanei, che ammiri e in che modo hanno influenzato le tue opere?
Sono molti gli artisti che ammiro, sia internazionalmente conosciuti che meno. Tra questi vi sono sicuramente Francis Bacon, Gerard Richter, Lucien Freud, René Magritte. Poi ci sono Bill Viola e altri visionari come Nam June Paik e Vito Acconci. Quando ho iniziato la mia attività artistica l’ho fatto d’istinto. Fino ad allora avevo creato delle opere per altri artisti. Poi qualcuno mi ha chiesto: ma perché non lavori alle tue idee, invece che a quelle degli altri? Così ho iniziato.

I_you_he_Shemale_01, Lambda print on alluminium and Perspex, 70x52cm, 2013

I_you_he_Shemale_01, Lambda print on alluminium and Perspex, 70x52cm, 2013

Nelle tue opere è presente un rimando alla terra di tuo nonno, la Russia. Questa parte di te in che modo influisce sul tuo lavoro di artista?
Beh, le mie radici russe ricorrono spesso nel mio lavoro. Ho ricercato dei legami di cui non sapevo nulla e che inizialmente non sentivo miei, poi ci ho lavorato perché ho capito che erano parte di me. Io sono nato in Italia, ma posso dire di sentirmi “a casa” anche in Russia. Dell’arte russa apprezzo il coraggio e la follia sottesa, la sofferenza e il desiderio di libertà che emano le opere russe, a metà tra tradizione e avanguardia.

Ricorrente nelle tue opere è il rimando all’arte iconografica. Hai un rapporto particolare con la religione che ti porta a manifestare il concetto dell’icona nei tuoi lavori?
Mio fratello è frate, e questo è il solo rapporto che ho con la religione. Nella mia lunghissima opera video (8 ore) “Still – Nothing”, parlo molto del mio nucleo familiare e di mio fratello maggiore, quello frate. La mia famiglia è iconografica per natura. Abbiamo un’iconografia personale che non è legata alle immagini. Non abbiamo un album fotografico di famiglia pieno di memorie, ma abbiamo ricordi molto forti e io continuo ancora a vedere i miei genitori con le facce di un tempo, quelle d’una volta. Nel mio lavoro, voglio fermare così i ricordi in un momento particolare della mia vita, che è stato per me importante.

More Yellow-Red, Lambda print on alluminium and Perspex, 140x105cm, 2012 From the series MORE

More Yellow-Red, Lambda print on alluminium and Perspex, 140x105cm, 2012 From the series MORE

Nell’arte non ci sono guide, come sai qual è la cosa successiva che devi fare? Le tue opere presentano tutte un filo logico che le unisce o rappresentano piuttosto delle opere a sé stanti, ognuna con il proprio significato e il proprio messaggio?
Faccio quello che mi pare. Ogni tanto faccio anche quello che mi chiedono. Per quanto riguarda il filo conduttore, nei miei lavori c’è una sequenza logica, ma fa molti giri prima di arrivare all’altro capo del filo. Nel mio lavoro affronto diverse tematiche, ma la più importante e duratura, è il tema della famiglia, che è però legata dal filo della confusione. Spesso mi è capitato che all’inaugurazioni delle mie esposizioni personali qualcuno esclamasse: “Ah, ma è una collettiva!”. Non so se considerare questa affermazione come un complimento o come una critica. In ogni caso, mi annoierei a lavorare tutta la vita, o anche solo un giorno, a un solo tipo di opere.

Che messaggio intendi trasmettere attraverso i tuoi lavori che si ispirano all’arte iconografica?
Attraverso le miei opere ispirate al tema dell’iconografia voglio comunicare che dobbiamo smette di fotografare ogni secondo della nostra vita e di dare valore a momenti, volti e persone che non ne hanno. Dobbiamo recuperare il senso della misura, il senso del valore, il senso del talento. Tutte le persone e i momenti che meritano di essere fotografati non occuperebbero complessivamente una scheda SD di 1Gb.

Hai in programma opere artistiche che possano sottolineare la tua collaborazione con una galleria d’arte svizzera, la Theca Gallery?
Sicuramente mi piacerebbe fare opere d’arte pubblica, perché è una forma più visibile e fruibile. E farlo in Svizzera, dove credo ci sia più attenzione nei confronti dell’arte, sarebbe un’occasione per mostrare qualcosa a qualcuno che vuole veramente vederlo.

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