MANA IN MILAN

MANA IN MILAN

Titolo

MANA IN MILAN

Inaugura

Giovedì, 2 Febbraio, 2017 - 18:30

A cura di

ARIANNA GRAVA

Artisti partecipanti

Lisa Bartleson, Casper Brindle,  Ned Evans,  Eric Johnson

 

Presso

AREA 35 ART GALLERY
VIA VIGEVANO 35 MILANO

Comunicato Stampa

 

Sono sempre stata una fautrice dell'astrattismo europeo e dei maestri che hanno rappresentato questo movimento che definisco una spaccatura dall'esperienza impressionista, fauvista e cubista; infatti il termine più consono per descriverlo è AVANGUARDIA ARTISTICA che ha generato quello che oggi definiamo l'informale astratto, spazialismo, OP Art ricordando figure come Robert Delaunay, Piet Mondrian e Paul Klee, grandi artisti che hanno fatto scuola ad altri incomparabili personaggi che hanno contribuito a costruire la storia dell'arte contemporanea come Jackson Pollock, Rothko etc.... Tutti spinti dalla scelta di negare la rappresentazione della realtà per esaltare i propri sentimenti attraverso linee e colori, la forma viene intesa come risultato dell'incontro tra uomo e mondo, in un alternarsi di empatia, ovvero avvicinamento alla realtà, ed astrazione, cioè rifiuto della realtà. Per gli astrattisti l'arte non rappresenta l'esterno ma bensì l'interiore ecco perché l’accostamento con la musica trova nell’astrattismo una felice simbiosi, perché svincolandosi dalla riproduzione della realtà esteriore l'artista tende sempre più a comunicare attraverso forme, spazi, linee e colori il proprio essere. Da tale atteggiamento prende vita anche un linguaggio che è la base di quello che oggi definiamo astrattismo contemporaneo in cui si parla sempre più di tonalità e di colori squillanti accostando le arti visive al mondo della natura. Oggi, per chi rappresenta questa corrente, si deve interfacciare con un mondo globalizzato e materialista che necessita sempre più di avvicinarsi al pensiero della filosofia novecentesca e contemporanea. Specialmente con il neoidealismo, il quale rivendica il valore originario e assoluto dello spirito e considera la natura una forma di esperienza spirituale andando incontro ad essa come “slancio vitale” che organizza la materia in un processo continuo dove tutto ciò che è ideale ha una base naturale, e tutto ciò che è naturale ha una base ideale. La prima volta che vidi le opere artistiche dei MANA, mi resi conto di essere difronte ad un linguaggio totalmente nuovo che inconsciamente si basa sul principio del pensiero filosofico di John Dewey dove questi artisti-surfisti del WEST COAST interpretano con singolare unicità il rapporto con la natura come momento di intervento sulla materia della rappresentazione. Siamo in California, patria del surf, in cui mare e onde sono i protagonisti di un movimento moderno che genera una vera e propria cultura. L'artista è a contatto con la natura, con l'acqua e il suo movimento, ascolta il suono, il ritmo delle maree che viene interpretato in forme sature di gradazioni coloristiche – come nelle opere astratte di Casper Brindle che avvolgono lo spettatore in distese di colore che inebriano i sensi e trascendono nella rappresentazione del mare come un infinito orizzonte che scorre attraverso l'universo. Sorprendono ed incantano le opere di un astratto cinetico contemporaneo di Lisa Bartleson dove lo sguardo è immerso su orizzonte, un centro di luminescenza che è destinato a catturare lo spettatore e spostarlo verso un luogo di contemplazione e meditazione di infinite sfumature di luce. Una vita, quella di Ned Evans, trascorsa a guardare l'acqua il cielo e le montagne della California dove la natura gli ha insegnato a guardare con occhi che vanno oltre alla sensibilità dell'estetica tangibile. La costruzione del suo lavoro, della sua arte, si basa su un forte senso di energia unito all'impazienza desiderosa di liberarsi dall'ordine imposto del mondo razionale. Nelle opere più recenti, il colore viene steso creando fasce che compongono una opera ritmica . Concludo con Eric Johnson, appartenente alla seconda generazione di artisti del movimento californiano “Light and Space” fondato negli anni '60 da un gruppo di ricercatori che iniziò a sperimentare l'utilizzo nella scultura di resine e polimeri. Eric Johnson è riuscito ad un unire nella sua ricerca di oltre trent'anni, complessità formale e dei materiali sovrapponendo numerosi strati di resina colorata e trasparente che viene iniettata in casseformi appositamente progettate dall'artista. Una mostra, che vuole accompagnare lo spettatore in un’esperienza visiva nuova dove le opere, che sono contestualizzate ed ambientate negli spazi della Galleria Area 35 Art Gallery, interagiscono armonicamente con l’ambiente e la luce naturale che ne esalta gli effetti artistici.

 

 

 

Testo a cura di Arianna Grava

 

 

 

 

 

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