Mad tra Arte e Letteratura: presentazione del libro "40 giorni a Floripa" di Tommaso Randazzo e mostra fotografica di Lucia Finocchito "Brasile. Appunti di viaggio 2"

Mad tra Arte e Letteratura: presentazione del libro "40 giorni a Floripa" di Tommaso Randazzo e mostra fotografica di Lucia Finocchito "Brasile. Appunti di viaggio 2"

Titolo

Mad tra Arte e Letteratura: presentazione del libro "40 giorni a Floripa" di Tommaso Randazzo e mostra fotografica di Lucia Finocchito "Brasile. Appunti di viaggio 2"

Inaugura

Venerdì, 7 Novembre, 2014 - 18:00

A cura di

Fabio D'Achille

Artisti partecipanti

Lucia Finocchito, Tommaso Randazzo

Presso

Al Colonial

Comunicato Stampa

“40 giorni a Floripa” Edizioni ETS
Florianopolis, per gli amici Floripa, è la città-isola e che accoglie Tommaso, educatore italiano per la prima volta in Brasile grazie a un progetto di cooperazione e interscambio, la Rete Aquilone. L’autore si immerge in una realtà umana e sociale diversa, piena di complessità, di contraddizioni, eppure profondamente vicina, intensa, coinvolgente. Il confronto con un contesto educativo difficile diventa così lo spunto per riflettere sul suo ruolo, sulle motivazioni personali e sulle scelte di vita. Dalle pagine del libro emerge il Brasile, il suo fascino, la sua musica di “sole e di luna”, il suo volto sorridente, pieno di vita, velato da una intensa e appassionata nostalgia. Il Brasile reale, quello della polizia violenta e dell’esclusione sociale, del narcotraffico e delle comunità impoverite. Ma anche il Brasile irreale, territorio dell’immaginario e del sogno, nella sua dimensione fantastica e multicolore di spiagge oceaniche, di foreste selvagge, di magie e di danze. Facendo il volontario nelle periferie l’autore incontra i bambini e le bambine di Florípa, gli educatori e le educatrici, i “mouradores de rua” e gli adolescenti in libertà condizionata, i preti cattolici e le “mães de santo” delle religioni afrobrasiliane. Sono loro i veri protagonisti di questi caotici e indimenticabili quaranta giorni.
Tommaso Randazzo, classe 1978, si è laureato in Scienze dell’Educazione Sociale e in Lettere Moderne ad indirizzo Musica e Spettacolo. Attualmente vive a Firenze, dove lavora come educatore sociale e facilitatore linguistico, insegnando italiano a migranti e conducendo dei laboratori di espressione artistica e musicale. 40 giorni a Floripa è il suo primo libro.

“Le fotografie di Appunti di Viaggio 2 mirano a cogliere l’anima, anzi, le anime del Brasile, un Paese così ricco di sfaccettature e contraddizioni, dove la tradizione indigena convive fianco a fianco con il nuovo esportato dall’Occidente. Sono i colori ad identificare queste diversità: alle cromie calde e molteplici delle favelas e delle realtà più disagiate – ma anche più umane – si contrappongono tonalità fredde e quasi monocromatiche dei grattacieli e degli scenari metropolitani. Il trattamento cromatico, poi, è dotato di una curiosa peculiarità: alcuni scatti, a prima vista, possono dare l’impressione di trovarsi di fronte a dei dipinti; per questo a proposito della fotografia dell’artista si è parlato spesso di fotopittura.

L’indagine e la scoperta di un mondo diverso dal nostro sono condotti con un approccio più emotivo che di ricerca progettuale: sia che ci troviamo di fronte a bambini, a uomini colti in condizioni di povertà ed emarginazione, o ad ambienti naturali tipici del Brasile, l’occhio e l’obiettivo di Lucia riescono a conciliare una tecnica impeccabile con una partecipazione sentita che ha poco di rigoroso; non c’è carattere di testimonianza passiva, nessuna istantanea può essere definita come documentazione di viaggio, ma la conoscenza di un Paese lontano e distante dal nostro s’intreccia inestricabilmente con le sensazioni provate dall’artista, che, di riflesso, si trasmettono a noi. Ed ecco che la “Fotografia diventa Arte”, espressione anche di esperienze personali, come mi racconta Lucia mentre discretamente le salgono le lacrime agli occhi; lacrime di gioia, di liberazione e di stupore di chi è finalmente riuscito, attraverso l’arte, ad esprimere se stesso”. (Laura Cianfarani)

La passione di Lucia Finocchito per la fotografia le si rivela sin da giovanissima, quando inizia a lavorare come fotoreporter ufficiale in alcuni giornali locali. Ha collaborato con riproduzioni fotografiche per un libro sull’architettura di Latina, immagini poi esposte nella mostra “Angiolo Mazzoni architetto 1932-1942”, allestita nel 1981 nel capoluogo pontino. Ha ricevuto premi e riconoscimenti sia in Italia che all’estero.

interviene Tommaso Randazzo
educatore e autore del libro

introduzione di Lucia Finocchito
Fotografa autrice della mostra fotografica
“Brasile Appunti di Viaggio2”

presentazione di Maria Cristina Martin
Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo 7 di Via Bachelet

reading Carla Marchionne

La mostra fotografica è a cura di Fabio D’Achille
e sarà visitabile fino al 30 dicembre 2014

Facebook

- See more at: http://www.datedarte.it/events/mad-tra-arte-e-letteratura-presentazione-del-libro-40-giorni-a-floripa-di-tommaso-randazzo-e-mostra-fotografica-di-lucia-finocchito-brasile-appunti-di-viaggio-2/#sthash.2mD4s8EA.dpuf

“40 giorni a Floripa” Edizioni ETS
Florianopolis, per gli amici Floripa, è la città-isola e che accoglie Tommaso, educatore italiano per la prima volta in Brasile grazie a un progetto di cooperazione e interscambio, la Rete Aquilone. L’autore si immerge in una realtà umana e sociale diversa, piena di complessità, di contraddizioni, eppure profondamente vicina, intensa, coinvolgente. Il confronto con un contesto educativo difficile diventa così lo spunto per riflettere sul suo ruolo, sulle motivazioni personali e sulle scelte di vita. Dalle pagine del libro emerge il Brasile, il suo fascino, la sua musica di “sole e di luna”, il suo volto sorridente, pieno di vita, velato da una intensa e appassionata nostalgia. Il Brasile reale, quello della polizia violenta e dell’esclusione sociale, del narcotraffico e delle comunità impoverite. Ma anche il Brasile irreale, territorio dell’immaginario e del sogno, nella sua dimensione fantastica e multicolore di spiagge oceaniche, di foreste selvagge, di magie e di danze. Facendo il volontario nelle periferie l’autore incontra i bambini e le bambine di Florípa, gli educatori e le educatrici, i “mouradores de rua” e gli adolescenti in libertà condizionata, i preti cattolici e le “mães de santo” delle religioni afrobrasiliane. Sono loro i veri protagonisti di questi caotici e indimenticabili quaranta giorni.
Tommaso Randazzo, classe 1978, si è laureato in Scienze dell’Educazione Sociale e in Lettere Moderne ad indirizzo Musica e Spettacolo. Attualmente vive a Firenze, dove lavora come educatore sociale e facilitatore linguistico, insegnando italiano a migranti e conducendo dei laboratori di espressione artistica e musicale. 40 giorni a Floripa è il suo primo libro.

“Le fotografie di Appunti di Viaggio 2 mirano a cogliere l’anima, anzi, le anime del Brasile, un Paese così ricco di sfaccettature e contraddizioni, dove la tradizione indigena convive fianco a fianco con il nuovo esportato dall’Occidente. Sono i colori ad identificare queste diversità: alle cromie calde e molteplici delle favelas e delle realtà più disagiate – ma anche più umane – si contrappongono tonalità fredde e quasi monocromatiche dei grattacieli e degli scenari metropolitani. Il trattamento cromatico, poi, è dotato di una curiosa peculiarità: alcuni scatti, a prima vista, possono dare l’impressione di trovarsi di fronte a dei dipinti; per questo a proposito della fotografia dell’artista si è parlato spesso di fotopittura.

L’indagine e la scoperta di un mondo diverso dal nostro sono condotti con un approccio più emotivo che di ricerca progettuale: sia che ci troviamo di fronte a bambini, a uomini colti in condizioni di povertà ed emarginazione, o ad ambienti naturali tipici del Brasile, l’occhio e l’obiettivo di Lucia riescono a conciliare una tecnica impeccabile con una partecipazione sentita che ha poco di rigoroso; non c’è carattere di testimonianza passiva, nessuna istantanea può essere definita come documentazione di viaggio, ma la conoscenza di un Paese lontano e distante dal nostro s’intreccia inestricabilmente con le sensazioni provate dall’artista, che, di riflesso, si trasmettono a noi. Ed ecco che la “Fotografia diventa Arte”, espressione anche di esperienze personali, come mi racconta Lucia mentre discretamente le salgono le lacrime agli occhi; lacrime di gioia, di liberazione e di stupore di chi è finalmente riuscito, attraverso l’arte, ad esprimere se stesso”. (Laura Cianfarani)

La passione di Lucia Finocchito per la fotografia le si rivela sin da giovanissima, quando inizia a lavorare come fotoreporter ufficiale in alcuni giornali locali. Ha collaborato con riproduzioni fotografiche per un libro sull’architettura di Latina, immagini poi esposte nella mostra “Angiolo Mazzoni architetto 1932-1942”, allestita nel 1981 nel capoluogo pontino. Ha ricevuto premi e riconoscimenti sia in Italia che all’estero.

interviene Tommaso Randazzo
educatore e autore del libro

introduzione di Lucia Finocchito
Fotografa autrice della mostra fotografica
“Brasile Appunti di Viaggio2”

presentazione di Maria Cristina Martin
Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo 7 di Via Bachelet

reading Carla Marchionne

La mostra fotografica è a cura di Fabio D’Achille
e sarà visitabile fino al 30 dicembre 2014

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“40 giorni a Floripa” Edizioni ETS
Florianopolis, per gli amici Floripa, è la città-isola e che accoglie Tommaso, educatore italiano per la prima volta in Brasile grazie a un progetto di cooperazione e interscambio, la Rete Aquilone. L’autore si immerge in una realtà umana e sociale diversa, piena di complessità, di contraddizioni, eppure profondamente vicina, intensa, coinvolgente. Il confronto con un contesto educativo difficile diventa così lo spunto per riflettere sul suo ruolo, sulle motivazioni personali e sulle scelte di vita. Dalle pagine del libro emerge il Brasile, il suo fascino, la sua musica di “sole e di luna”, il suo volto sorridente, pieno di vita, velato da una intensa e appassionata nostalgia. Il Brasile reale, quello della polizia violenta e dell’esclusione sociale, del narcotraffico e delle comunità impoverite. Ma anche il Brasile irreale, territorio dell’immaginario e del sogno, nella sua dimensione fantastica e multicolore di spiagge oceaniche, di foreste selvagge, di magie e di danze. Facendo il volontario nelle periferie l’autore incontra i bambini e le bambine di Florípa, gli educatori e le educatrici, i “mouradores de rua” e gli adolescenti in libertà condizionata, i preti cattolici e le “mães de santo” delle religioni afrobrasiliane. Sono loro i veri protagonisti di questi caotici e indimenticabili quaranta giorni.
Tommaso Randazzo, classe 1978, si è laureato in Scienze dell’Educazione Sociale e in Lettere Moderne ad indirizzo Musica e Spettacolo. Attualmente vive a Firenze, dove lavora come educatore sociale e facilitatore linguistico, insegnando italiano a migranti e conducendo dei laboratori di espressione artistica e musicale. 40 giorni a Floripa è il suo primo libro.

“Le fotografie di Appunti di Viaggio 2 mirano a cogliere l’anima, anzi, le anime del Brasile, un Paese così ricco di sfaccettature e contraddizioni, dove la tradizione indigena convive fianco a fianco con il nuovo esportato dall’Occidente. Sono i colori ad identificare queste diversità: alle cromie calde e molteplici delle favelas e delle realtà più disagiate – ma anche più umane – si contrappongono tonalità fredde e quasi monocromatiche dei grattacieli e degli scenari metropolitani. Il trattamento cromatico, poi, è dotato di una curiosa peculiarità: alcuni scatti, a prima vista, possono dare l’impressione di trovarsi di fronte a dei dipinti; per questo a proposito della fotografia dell’artista si è parlato spesso di fotopittura.

L’indagine e la scoperta di un mondo diverso dal nostro sono condotti con un approccio più emotivo che di ricerca progettuale: sia che ci troviamo di fronte a bambini, a uomini colti in condizioni di povertà ed emarginazione, o ad ambienti naturali tipici del Brasile, l’occhio e l’obiettivo di Lucia riescono a conciliare una tecnica impeccabile con una partecipazione sentita che ha poco di rigoroso; non c’è carattere di testimonianza passiva, nessuna istantanea può essere definita come documentazione di viaggio, ma la conoscenza di un Paese lontano e distante dal nostro s’intreccia inestricabilmente con le sensazioni provate dall’artista, che, di riflesso, si trasmettono a noi. Ed ecco che la “Fotografia diventa Arte”, espressione anche di esperienze personali, come mi racconta Lucia mentre discretamente le salgono le lacrime agli occhi; lacrime di gioia, di liberazione e di stupore di chi è finalmente riuscito, attraverso l’arte, ad esprimere se stesso”. (Laura Cianfarani)

La passione di Lucia Finocchito per la fotografia le si rivela sin da giovanissima, quando inizia a lavorare come fotoreporter ufficiale in alcuni giornali locali. Ha collaborato con riproduzioni fotografiche per un libro sull’architettura di Latina, immagini poi esposte nella mostra “Angiolo Mazzoni architetto 1932-1942”, allestita nel 1981 nel capoluogo pontino. Ha ricevuto premi e riconoscimenti sia in Italia che all’estero.

interviene Tommaso Randazzo
educatore e autore del libro

introduzione di Lucia Finocchito
Fotografa autrice della mostra fotografica
“Brasile Appunti di Viaggio2”

presentazione di Maria Cristina Martin
Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo 7 di Via Bachelet

reading Carla Marchionne

La mostra fotografica è a cura di Fabio D’Achille
e sarà visitabile fino al 30 dicembre 2014

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“40 giorni a Floripa” Edizioni ETS
Florianopolis, per gli amici Floripa, è la città-isola e che accoglie Tommaso, educatore italiano per la prima volta in Brasile grazie a un progetto di cooperazione e interscambio, la Rete Aquilone. L’autore si immerge in una realtà umana e sociale diversa, piena di complessità, di contraddizioni, eppure profondamente vicina, intensa, coinvolgente. Il confronto con un contesto educativo difficile diventa così lo spunto per riflettere sul suo ruolo, sulle motivazioni personali e sulle scelte di vita. Dalle pagine del libro emerge il Brasile, il suo fascino, la sua musica di “sole e di luna”, il suo volto sorridente, pieno di vita, velato da una intensa e appassionata nostalgia. Il Brasile reale, quello della polizia violenta e dell’esclusione sociale, del narcotraffico e delle comunità impoverite. Ma anche il Brasile irreale, territorio dell’immaginario e del sogno, nella sua dimensione fantastica e multicolore di spiagge oceaniche, di foreste selvagge, di magie e di danze. Facendo il volontario nelle periferie l’autore incontra i bambini e le bambine di Florípa, gli educatori e le educatrici, i “mouradores de rua” e gli adolescenti in libertà condizionata, i preti cattolici e le “mães de santo” delle religioni afrobrasiliane. Sono loro i veri protagonisti di questi caotici e indimenticabili quaranta giorni.
Tommaso Randazzo, classe 1978, si è laureato in Scienze dell’Educazione Sociale e in Lettere Moderne ad indirizzo Musica e Spettacolo. Attualmente vive a Firenze, dove lavora come educatore sociale e facilitatore linguistico, insegnando italiano a migranti e conducendo dei laboratori di espressione artistica e musicale. 40 giorni a Floripa è il suo primo libro.

“Le fotografie di Appunti di Viaggio 2 mirano a cogliere l’anima, anzi, le anime del Brasile, un Paese così ricco di sfaccettature e contraddizioni, dove la tradizione indigena convive fianco a fianco con il nuovo esportato dall’Occidente. Sono i colori ad identificare queste diversità: alle cromie calde e molteplici delle favelas e delle realtà più disagiate – ma anche più umane – si contrappongono tonalità fredde e quasi monocromatiche dei grattacieli e degli scenari metropolitani. Il trattamento cromatico, poi, è dotato di una curiosa peculiarità: alcuni scatti, a prima vista, possono dare l’impressione di trovarsi di fronte a dei dipinti; per questo a proposito della fotografia dell’artista si è parlato spesso di fotopittura.

L’indagine e la scoperta di un mondo diverso dal nostro sono condotti con un approccio più emotivo che di ricerca progettuale: sia che ci troviamo di fronte a bambini, a uomini colti in condizioni di povertà ed emarginazione, o ad ambienti naturali tipici del Brasile, l’occhio e l’obiettivo di Lucia riescono a conciliare una tecnica impeccabile con una partecipazione sentita che ha poco di rigoroso; non c’è carattere di testimonianza passiva, nessuna istantanea può essere definita come documentazione di viaggio, ma la conoscenza di un Paese lontano e distante dal nostro s’intreccia inestricabilmente con le sensazioni provate dall’artista, che, di riflesso, si trasmettono a noi. Ed ecco che la “Fotografia diventa Arte”, espressione anche di esperienze personali, come mi racconta Lucia mentre discretamente le salgono le lacrime agli occhi; lacrime di gioia, di liberazione e di stupore di chi è finalmente riuscito, attraverso l’arte, ad esprimere se stesso”. (Laura Cianfarani)

La passione di Lucia Finocchito per la fotografia le si rivela sin da giovanissima, quando inizia a lavorare come fotoreporter ufficiale in alcuni giornali locali. Ha collaborato con riproduzioni fotografiche per un libro sull’architettura di Latina, immagini poi esposte nella mostra “Angiolo Mazzoni architetto 1932-1942”, allestita nel 1981 nel capoluogo pontino. Ha ricevuto premi e riconoscimenti sia in Italia che all’estero.

interviene Tommaso Randazzo
educatore e autore del libro

introduzione di Lucia Finocchito
Fotografa autrice della mostra fotografica
“Brasile Appunti di Viaggio2”

presentazione di Maria Cristina Martin
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La mostra fotografica è a cura di Fabio D’Achille
e sarà visitabile fino al 30 dicembre 2014

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“40 giorni a Floripa” Edizioni ETS
Florianopolis, per gli amici Floripa, è la città-isola e che accoglie Tommaso, educatore italiano per la prima volta in Brasile grazie a un progetto di cooperazione e interscambio, la Rete Aquilone. L’autore si immerge in una realtà umana e sociale diversa, piena di complessità, di contraddizioni, eppure profondamente vicina, intensa, coinvolgente. Il confronto con un contesto educativo difficile diventa così lo spunto per riflettere sul suo ruolo, sulle motivazioni personali e sulle scelte di vita. Dalle pagine del libro emerge il Brasile, il suo fascino, la sua musica di “sole e di luna”, il suo volto sorridente, pieno di vita, velato da una intensa e appassionata nostalgia. Il Brasile reale, quello della polizia violenta e dell’esclusione sociale, del narcotraffico e delle comunità impoverite. Ma anche il Brasile irreale, territorio dell’immaginario e del sogno, nella sua dimensione fantastica e multicolore di spiagge oceaniche, di foreste selvagge, di magie e di danze. Facendo il volontario nelle periferie l’autore incontra i bambini e le bambine di Florípa, gli educatori e le educatrici, i “mouradores de rua” e gli adolescenti in libertà condizionata, i preti cattolici e le “mães de santo” delle religioni afrobrasiliane. Sono loro i veri protagonisti di questi caotici e indimenticabili quaranta giorni.
Tommaso Randazzo, classe 1978, si è laureato in Scienze dell’Educazione Sociale e in Lettere Moderne ad indirizzo Musica e Spettacolo. Attualmente vive a Firenze, dove lavora come educatore sociale e facilitatore linguistico, insegnando italiano a migranti e conducendo dei laboratori di espressione artistica e musicale. 40 giorni a Floripa è il suo primo libro.

“Le fotografie di Appunti di Viaggio 2 mirano a cogliere l’anima, anzi, le anime del Brasile, un Paese così ricco di sfaccettature e contraddizioni, dove la tradizione indigena convive fianco a fianco con il nuovo esportato dall’Occidente. Sono i colori ad identificare queste diversità: alle cromie calde e molteplici delle favelas e delle realtà più disagiate – ma anche più umane – si contrappongono tonalità fredde e quasi monocromatiche dei grattacieli e degli scenari metropolitani. Il trattamento cromatico, poi, è dotato di una curiosa peculiarità: alcuni scatti, a prima vista, possono dare l’impressione di trovarsi di fronte a dei dipinti; per questo a proposito della fotografia dell’artista si è parlato spesso di fotopittura.

L’indagine e la scoperta di un mondo diverso dal nostro sono condotti con un approccio più emotivo che di ricerca progettuale: sia che ci troviamo di fronte a bambini, a uomini colti in condizioni di povertà ed emarginazione, o ad ambienti naturali tipici del Brasile, l’occhio e l’obiettivo di Lucia riescono a conciliare una tecnica impeccabile con una partecipazione sentita che ha poco di rigoroso; non c’è carattere di testimonianza passiva, nessuna istantanea può essere definita come documentazione di viaggio, ma la conoscenza di un Paese lontano e distante dal nostro s’intreccia inestricabilmente con le sensazioni provate dall’artista, che, di riflesso, si trasmettono a noi. Ed ecco che la “Fotografia diventa Arte”, espressione anche di esperienze personali, come mi racconta Lucia mentre discretamente le salgono le lacrime agli occhi; lacrime di gioia, di liberazione e di stupore di chi è finalmente riuscito, attraverso l’arte, ad esprimere se stesso”. (Laura Cianfarani)

La passione di Lucia Finocchito per la fotografia le si rivela sin da giovanissima, quando inizia a lavorare come fotoreporter ufficiale in alcuni giornali locali. Ha collaborato con riproduzioni fotografiche per un libro sull’architettura di Latina, immagini poi esposte nella mostra “Angiolo Mazzoni architetto 1932-1942”, allestita nel 1981 nel capoluogo pontino. Ha ricevuto premi e riconoscimenti sia in Italia che all’estero.

interviene Tommaso Randazzo
educatore e autore del libro

introduzione di Lucia Finocchito
Fotografa autrice della mostra fotografica
“Brasile Appunti di Viaggio2”

presentazione di Maria Cristina Martin
Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo 7 di Via Bachelet

reading Carla Marchionne

La mostra fotografica è a cura di Fabio D’Achille
e sarà visitabile fino al 30 dicembre 2014

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“40 giorni a Floripa” Edizioni ETS
Florianopolis, per gli amici Floripa, è la città-isola e che accoglie Tommaso, educatore italiano per la prima volta in Brasile grazie a un progetto di cooperazione e interscambio, la Rete Aquilone. L'autore si immerge in una realtà umana e sociale diversa, piena di complessità, di contraddizioni, eppure profondamente vicina, intensa, coinvolgente. Il confronto con un contesto educativo difficile diventa così lo spunto per riflettere sul suo ruolo, sulle motivazioni personali e sulle scelte di vita. Dalle pagine del libro emerge il Brasile, il suo fascino, la sua musica di “sole e di luna”, il suo volto sorridente, pieno di vita, velato da una intensa e appassionata nostalgia. Il Brasile reale, quello della polizia violenta e dell'esclusione sociale, del narcotraffico e delle comunità impoverite. Ma anche il Brasile irreale, territorio dell'immaginario e del sogno, nella sua dimensione fantastica e multicolore di spiagge oceaniche, di foreste selvagge, di magie e di danze. Facendo il volontario nelle periferie l'autore incontra i bambini e le bambine di Florípa, gli educatori e le educatrici, i "mouradores de rua" e gli adolescenti in libertà condizionata, i preti cattolici e le "mães de santo" delle religioni afrobrasiliane. Sono loro i veri protagonisti di questi caotici e indimenticabili quaranta giorni. 
Tommaso Randazzo, classe 1978, si è laureato in Scienze dell'Educazione Sociale e in Lettere Moderne ad indirizzo Musica e Spettacolo. Attualmente vive a Firenze, dove lavora come educatore sociale e facilitatore linguistico, insegnando italiano a migranti e conducendo dei laboratori di espressione artistica e musicale. 40 giorni a Floripa è il suo primo libro.
 

“Le fotografie di Appunti di Viaggio 2 mirano a cogliere l’anima, anzi, le anime del Brasile, un Paese così ricco di sfaccettature e contraddizioni, dove la tradizione indigena convive fianco a fianco con il nuovo esportato dall’Occidente. Sono i colori ad identificare queste diversità: alle cromie calde e molteplici delle favelas e delle realtà più disagiate - ma anche più umane - si contrappongono tonalità fredde e quasi monocromatiche dei grattacieli e degli scenari metropolitani. Il trattamento cromatico, poi, è dotato di una curiosa peculiarità: alcuni scatti, a prima vista, possono dare l’impressione di trovarsi di fronte a dei dipinti; per questo a proposito della fotografia dell’artista si è parlato spesso di fotopittura.

L’indagine e la scoperta di un mondo diverso dal nostro sono condotti con un approccio più emotivo che di ricerca progettuale: sia che ci troviamo di fronte a bambini, a uomini colti in condizioni di povertà ed emarginazione, o ad ambienti naturali tipici del Brasile, l’occhio e l’obiettivo di Lucia riescono a conciliare una tecnica impeccabile con una partecipazione sentita che ha poco di rigoroso; non c’è carattere di testimonianza passiva, nessuna istantanea può essere definita come documentazione di viaggio, ma la conoscenza di un Paese lontano e distante dal nostro s’intreccia inestricabilmente con le sensazioni provate dall’artista, che, di riflesso, si trasmettono a noi. Ed ecco che la “Fotografia diventa Arte”, espressione anche di esperienze personali, come mi racconta Lucia mentre discretamente le salgono le lacrime agli occhi; lacrime di gioia, di liberazione e di stupore di chi è finalmente riuscito, attraverso l’arte, ad esprimere se stesso”. (Laura Cianfarani)

La passione di Lucia Finocchito per la fotografia le si rivela sin da giovanissima, quando inizia a lavorare come fotoreporter ufficiale in alcuni giornali locali. Ha collaborato con riproduzioni fotografiche per un libro sull’architettura di Latina, immagini poi esposte nella mostra “Angiolo Mazzoni architetto 1932-1942”, allestita nel 1981 nel capoluogo pontino. Ha ricevuto premi e riconoscimenti sia in Italia che all’estero.

 
interviene Tommaso Randazzo
educatore e autore del libro 
 
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