Luca Francesconi — pane pane pane vino canale di scolo — a cura di Jason Hwang

Luca Francesconi — pane pane pane vino canale di scolo — a cura di Jason Hwang

Titolo

Luca Francesconi — pane pane pane vino canale di scolo — a cura di Jason Hwang

Inaugura

Giovedì, 13 Marzo, 2014 - 19:00

A cura di

Jason Hwang

Artisti partecipanti

Luca Francesconi

Presso

Galleria Umberto Di Marino
Via Alabardieri, 1 - 80121 Napoli

Comunicato Stampa

Gli animali riposano
quieti come sculture.

Poi io ho fame
Li mangio
come parole

Siamo due contadini in un campo

Organizziamo e ordiniamo

Fattoria
&
Forma

aspettando pazientemente
per riscontro.

Questa è la nostra campania felix.

Più in là c'è un mare, ed è pieno di pesci
è pieno di pesci.

Ce n'è uno per te e uno per me e..
domani ce ne sarà un altro per te e un altro per me
Siamo cacciatori
e vediamo ogni realtà con gli stessi occhi.

Il sole fa una breve comparsa e la stanza è riempita di colore.
Anche se poi
è ancora là
oltre il mio orizzonte,
oltre la mia vicinanza.

"Pane pane pane vino canale di scolo" è una mostra che si presenta come un campo. Un campo agricolo che può essere meglio descritto se inserito in un sistema produttivo, incorporato nel ciclo della natura. Un campo che si estende al punto da includere ogni scontato punto di vista sulla realtà, e così facendo, dare nuova luce ad una storia cominciata quando l'uomo ha iniziato a coltivare direttamente ciò che lo sostiene, rendendolo parte stessa del potenziale dell'agricoltura, attraverso l'abilità di adoperare ogni fase del proprio ciclo.
Da una relazione diretta, “uno ad uno”, con la natura ad un'impercettibile distanza tra produzione e consumo, questo campo è idealmente la terra stessa, in cui coltivare un insieme specifico e “autoctono” di oggetti, introducendoli come termini medesimi. Un ente materiale, un oggetto o una scultura esiste proprio come una patata, un pesce morto o una figura umana. Essi sono posti in una stanza che è anche un meccanismo, un fiume e ancora una volta, un campo. Questo campo (semantico) si espande ulteriormente per includere termini che devono ancora dare corpo al proprio significato, ed è qui, in questo margine di forme comprensibili, che altro terreno fertile potrebbe essere trovato.
(Jason Hwang)

 

Luca Francesconi è un artista, nato a Mantova nel 1979. Vive e lavora a Mantova (IT) e Parigi (FR). Ha partecipato
a numerose mostre in spazi pubblici e privati quali: Fondazione Ratti (2000), Biennale di Tirana (2001),
Fuori Uso (2004), Galleria Civica di Trento (2004), Cristina Guerra Gallery - Lisbona (2006), Maison Populaire - Montreuil (2007), Palais de Tokyo (2009), Galleria Umberto di Marino (2006, 2009), Fondazione Sandretto,
Crac Alsace, Magasin - Grenoble, Fluxia (2010), Mot - Bruxelles, Chez Valentin - Parigi (2011), Musées de Montbéliard, Arte Nova-Art Basel Miami (2012), Man - Nuoro e il Museo Marino Marini (2013).
Tra il 2008 e il 2010 ha co-diretto Brown project space a Milano.
Nel 2009 ha vinto il premio "Illy Present / Future" insieme alla galleria Umberto Di Marino, con una giuria composta da Alexis Vaillant, Hans-Ulrich Obrist e Jens Hoffman, durante Artissima a Torino.
Nel 2011 è stato invitato da Bice Curiger a "Illumination", 54a Biennale di Venezia.
Per il prossimo marzo l’artista è stato invitato da Giovanni Carmine, direttore della Kunsthalle Sant Gallen, e da Alexis Vaillant, capo curatore del CAPC-Bordeaux per prendere parte a “THENnow” - Miart, un lavoro realizzato in collaborazione con Jimmie Durham.

Jason Hwang, (nato nel 1978 a Seoul, Korea, vive e lavora a Parigi, Francia) è co-fondatore e co-direttore di Shanaynay, un project space curatoriale collocato al piano terra di un co-housing nel 20me arrondissement di Parigi, Francia. Dal 2008 ha sviluppato una poliedrica pratica che ha l’obiettivo di rigenerare i termini che si riferiscono a ciò che rimane del progetto delle avanguardie di ambire ad includere le arti nella prassi quotidiana. Tra le mostre più recenti “Upcoming Exhibitions" per art berlin contemporary 2013, “Dommage qu'elle doive mourir, mais c'est notre lot a tous!" alla Galerie Kamm di Berlin, "You Won't Hear From Me Again" presso Sciences Po a Parigi, "Keeping is Not Collecting" presso Works-Sited in Los Angeles, "Artist Pension Trust” all'Institute of Social Hypocrisy di Parigi.

 

The animals they rest
quietly like sculptures.

I am hungry so
I eat them
like words.

We are two farmers on a field

We arrange and we order

Farm
&
Form,

waiting patiently
for feedback.

This is our campania felix.

Over there is a sea, and it is filled with fish
it is filled with fish.

There is one for you and one for me and..
tomorrow there will be another for you and another for me.
We are hunters
and we see everything eye to eye.

The sun makes a brief appearance and the room is filled with color.
But afterwards,
it is still there,
beyond my perspective,
beyond my proximity.

pane pane pane vino canale di scolo is an exhibition that establishes itself as a field. A field that can be best described as being embedded in a chain of production, or embedded in nature. A field that extends out to encompass a platitudinous view, and by doing so elucidating a history that reaches back to when man directly cultivates that which sustains him and reaches forward to a potential of agriculture formed by an ability to manipulate all stages of its own process. From a one to one relationship with nature to an imperceptible and incomprehensible distance between production and consumption. This field is the ground, in which to cultivate a specific and local group of objects, and to introduce them as terms. An object or a sculpture existing as a potato or a dead fish or a human figure. They are placed in a room which is also a machine, a river and once again, a field. This (semantic) field expands further to include terms that have yet to be given meaning. It is here at this edge of comprehendible forms that a fertile ground might be found.   (Jason Hwang)

Luca Francesconi is an artist, born in Mantova in 1979. Lives and work in Mantova (IT) and Paris (FR). He has participated in numerous exhibitions in public and private spaces, such as: Fondazione Ratti (2000), Tirana Biennale (2001), Fuori Uso (2004), Galleria Civica Trento (2004 ), Cristina Guerra Gallery - Lisbon (2006), Maison Populaire - Montreuil (2007), Palais de Tokyo (2009), Galleria Umberto Di Marino (2006, 2009), Fondazione Sandretto, Crac Alsace, Magasin - Grenoble, Fluxia (2010), Mot – Brussels, Chez Valentin - Paris (2011), Musées de Montbéliard , Art Nova-Art Basel Miami(2012), Man – Nuoro and Museo Marino Marini (2013).
Between 2008 and 2010 he co-directed Brown project space in Milan.
In 2009 he won the "Illy Present / Future" together at Umberto Di Marino gallery, with a jury composed by Alexis Vaillant, Hans-Ulrich Obrist and Jens Hoffman, during Artissima in Turin.
In 2011 he was invited by Bice Curiger to "Illumination", 54th Venice Biennale.
In the next March he is invited by Giovanni Carmine, director Kunsthalle Sankt Gallen and Alexis Vaillant, chief curator CAPC-Bordeaux take part in "ThenNow" - Miart a collaborative work with Jimmie Durham.

Jason Hwang, (b. 1978 in Seoul, Korea, lives and works in Paris, France) is the co- founder and co-director
of Shanaynay, a curatorial project space located on the ground floor of a housing project in the 20th arrondissement
of Paris, France. Since 2008, he has developed a multifarious practice that aims to re-energize the terms surrounding what remains of the avant-garde project and its principal goal of arts inclusion into everyday praxis. Recent exhibitions include: “Upcoming Exhibitions" at art berlin contemporary 2013, “Dommage qu'elle doive mourir, mais c'est notre lot a tous!" at Galerie Kamm in Berlin, "You Won't Hear From Me Again" at Sciences Po in Paris, "Keeping is Not Collecting" at Works-Sited in Los Angeles, "Artist Pension Trust" at The Institute of Social Hypocrisy in Paris.

mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

Come Arrivare?

Informazioni su 'Galleria Umberto Di Marino'