LO STRANO CASO DI JOAN MITCHELL GABRIELE DI MATTEO & ANDREA FACCO

LO STRANO CASO DI JOAN MITCHELL GABRIELE DI MATTEO & ANDREA FACCO

Titolo

LO STRANO CASO DI JOAN MITCHELL GABRIELE DI MATTEO & ANDREA FACCO

Inaugura

Sabato, 1 Febbraio, 2014 - 18:00

A cura di

Alberto Zanchetta

Artisti partecipanti

GABRIELE DI MATTEO & ANDREA FACCO

Presso

Museo d'arte contemporanea
Viale Padania 6 - Lissone (MB) fronte Stazione FS

Comunicato Stampa

Palazzo del Mobile di Lissone, 29 ottobre

1961. Alla presenza di Ungaretti si inaugura

l’esposizione del XII Premio Lissone. È la

quinta edizione a carattere internazionale e la

prima ad configurarsi come una mostra vera

e propria. Articolato in cinque diverse sezioni

tematiche, il Premio riconferma le partecipazioni

Europee e Giapponesi, estendendo

l’invito anche all’America. Nella sezione “Valori

rappresentativi” partecipano De Kooning,

Francis, Kline, Mathieu, Pollock, Riopelle,

Rothko e Tobey, mentre nella “Rassegna

della pittura internazionale” vi figurano Bluhm,

Frankenthaler, Gottlieb, Jenkins, Johns, Mitchell,

Morris, Noland, Rauschenberg. Sotto

l’egida di Guido Le Noci, allora segretario del

premio, la manifestazione verrà ricordata

come la più importante tra tutte quelle organizzate

nell’arco di un ventennio.

Quando nel 1995 Roberta Cloe Piccoli cura il

catalogo della collezione del Premio, non

viene fatto cenno ai premi conferiti nel 1961,

eccetto quello assegnato a Mario Schifano (i

premi acquisto di quell’anno comprendono

anche Dufrêne, Brüning, Bellegarde, Nikos e

Scanavino; altri premi, dello stesso importo,

vengono assegnati a Barré, Bertini, Downing,

Frankenthaler e Hains). Nel 1996 la Piccoli

torna sull’argomento pubblicando il volume

“Una straordinaria avventura” in cui vengono

raccolti documenti inerenti il Premio, ma anche

in quell’occasione si sorvola sul Gran

Premio Internazionale del 1961 che ammontava

a un milione di lire. Lo stesso accade

nelle tante altre pubblicazioni dedicate allo

storico Premio Lissone. È solo dal verbale

della giuria che è possibile far luce sul vincitore

della XII edizione; come si apprende dal

documento, la commissione presieduta da

Argan era formata da Brandi, Gamzu, Haftmann,

Leymarie, Restany, Spiteris e Valsecchi,

i quali restringono la rosa dei candidati a

Gottlieb, Mitchell, Moreni, Scialoja, Twombly.

Dopo ulteriori esami, il premio viene conteso

tra Mitchell e Twombly, infine, con uno scarto

di un solo voto, vince la giovane Mitchell. Del

verdetto dà notizia Marco Valsecchi sul quotidiano

“Tempo” del 25 novembre 1961: «per i

premi l’attenzione della giuria si fermò alla

fine sui dipinti di Moreni, Twombly, Mitchell,

tutti e tre di un fervore inventivo, variamente

emozionato sul limite appassionato dell’esistenza;

[…] nell’ultima selezione è emersa

l’americana Joan Mitchell col suo dipinto che

si ricollega, con spirito moderno, ai grandi

Giardini di Monet, dell’ultimo prodigioso Monet

del periodo di Giverny». Meno lusinghiero

è l’articolo che Dino Buzzati firma in data 2/3

novembre 1961 sulle pagine del Corriere

dell’informazione: «La scelta è caduta sulla

americana, per un quadro nel suo genere

solido, ma direi piuttosto anonimo». Difficile

dire se lo scrittore avesse torto o ragione,

perché di quell’opera non c’è traccia alcuna

nelle collezioni del MAC di Lissone. Cosa

ancor più strana, nel catalogo del 1961 la

Mitchell è citata soltanto nell’elenco dei partecipanti,

non esiste infatti nessuna riproduzione

fotografica dell’opera, né alcuna dicitura

che ne riporti il titolo, la tecnica e le

misure. Neppure negli archivi del comune, né

in quelli della biblioteca civica e della Famiglia

Artistica Lissonese esistono materiali o

informazioni in merito. Diversamente da tutte

le altre opere che si sono aggiudicate il Gran

Premio Internazionale, e che oggi si trovano

nel caveau del museo, nessuno ha saputo

dare spiegazioni sull’assenza del dipinto di

Joan Mitchell. Da molti anni ormai questo

dilemma affligge la città di Lissone ed è

inutile continuare a sperare di poter far luce

sullo strano caso di Joan Mitchell.

Walter Benjamin diceva che «le copie sono

memorie», ma com’è possibile tramandare ai

posteri una replica se si è perso ogni indizio

dell’originale? A questo proposito è stato

chiesto a Gabriele Di Matteo e Andrea Facco

di “colmare il vuoto” creatosi nella collezione

permanente del MAC, offrendo allo spettatore

la possibilità di addentrarsi in questo mistero.

PIANTERRENO

1 febbraio - 30 luglio 2014

INGRESSO LIBERO

LO STRANO CASO DI JOAN MITCHELL

GABRIELE DI MATTEO & ANDREA FACCO

A CURA DI ALBERTO ZANCHETTA

INAUGURAZIONE

sabato 1 febbraio

ore 18:00

 

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