L'Ironia del Sapere (volume Uno e volume Due). Matteo Peretti

L'Ironia del Sapere (volume Uno e volume Due). Matteo Peretti

Titolo

L'Ironia del Sapere (volume Uno e volume Due). Matteo Peretti

Inaugura

Sabato, 27 Giugno, 2015 - 12:00

A cura di

Gianluca Marziani

Artisti partecipanti

Matteo Peretti

Presso

Palazzo Collicola Arti Visive
Piazza Collicola 1, Spoleto

Comunicato Stampa

Palazzo Collicola Arti Visive, Spoleto, 27 giugno-27 settembre 2015

 

Museo PAN, Napoli 8-31 luglio 2015

 

 

L'Ironia del Sapere (volume Uno e volume Due) è il titolo della doppia retrospettiva dedicata alla produzione di Matteo Peretti, presentata presso Palazzo Collicola Arti Visive di Spoleto, dal 27 giugno al 27 settembre, a cura di Gianluca Marziani, e dal 8 luglio al 31 luglio presso il museo PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, a cura di Alfredo Cramerotti. 

 

In occasione della mostra al PAN verranno presentate opere appartenenti alla produzione passata dell'artista, tra cui le serie delle Azioni (iniziata nel 1999) e dei Synthetic Brains o Playground, e opere più recenti tra cui le serie The End of Myth, e l’installazione Volumes:Water, quest'ultima opera finalista al Premio Arte Laguna 2015 e attualmente in esposizione presso l'Isola della Certosa a Venezia per tutta la durata della Biennale d'Arte. Nella mostra di Palazzo Collicola, oltre alle opere appartenenti alla produzione precedente dell’artista (appartenenti alla serie Il Quotidiano Parabolico) e più recenti (la serie Playground) verranno presentate  tutte le performance già appartenenti al progetto Samarcanda (Motherhood, Presumption of Innocence, Fede Incontrollabile, Flag:EU) e l'intera serie dei Giacigli.

 

L'Ironia del Sapere è un percorso cognitivo, nel quale media diversi, installazioni, performances e sculture interagiscono al fine di minare le basi cognitive umane preesistenti e creare nuova conoscenza negli spettatori. Si tratta di una rielaborazione, in chiave ironica, di alcune tematiche che a livello individuale riescono ad espandersi ad un livello sociale più ampio.

È necessaria la piena comprensione del termine inglese sociology of knowledge (sociologia della conoscenza) per cogliere la linea di ricerca fondamentale di questo progetto. La sociologia della conoscenza è lo studio del rapporto tra il pensiero umano e il contesto sociale nel quale esso prende vita e degli effetti che le idee prevalenti o paradigmi dominanti hanno sulle società contemporanee: si occupa delle più ampie questioni fondamentali sull'entità ed i limiti del condizionamento che la società può avere sulle vite di ciascun individuo e sulle basi stesse della nostra conoscenza e comprensione del mondo. Si concentra pertanto sui valori, o i sistemi di pensiero, che influenzano e spesso determinano le scelte quotidiane dei singoli.

È la società, con i suoi eccessi e i suoi condizionamenti, a fare da traino dell'opera di Peretti: sono i dominant paradigms, i codici della cultura imposti dalla società in cui viviamo, che plasmano la nostra esperienza. Il progetto si inserisce, e prosegue, il lavoro precedente dell'artista, incentrato sulla costante ed ossessiva raccolta di oggetti di vita quotidiana, residui di azioni comuni; tale cannibalismo scultoreo era funzionale ad una narrazione dello stato di crisi della società attuale, nel quale l’apparenza ludica, di stampo pop, implicava invece una acuta critica sulla società dell’apparenza e della comunicazione invasiva. Le serie dei Giocattoli, e dei Synthethic Brains, opere installative da cui letteralmente straripano flussi di oggetti e di informazioni pressoché infiniti, paiono domandare allo spettatore: quali dei nostri oggetti quotidiani sono realmente a noi necessari? E quanto sono funzionali ad una reale conoscenza del mondo che ci circonda? La reazione naturale a tale accumulo esagerato non può essere che un azzeramento della percezione; le miriadi di oggetti e giocattolini vengono coperti da una colata lavica di colore che tutto appiattisce ed annulla.  L’eleganza formale e l’alto livello di esteticità, nonché i richiami iconografici frequenti a forme artistiche antiche o recenti ( come ne La Strage degli Innocenti, o nella serie dei Ritratti, che già nei titoli risentono di talune tematiche seicentesche) rendono il lavoro di Peretti capace di travalicare la semplice provocazione, sulla scia delle operazioni di assemblaggio di stampo dadaista, per costituirsi come una riflessione densa, e giocosa al tempo stesso, sulla vita umana e le sue innumerevoli sfaccettature.

In tali opere spostamenti e trasposizioni di significato evidenziano un processo più strutturale che di conoscenza vera e propria; Ironia della conoscenza costituisce un prolungamento di tale processo, ma improntato a un carattere più marcatamente epistemologico: non vi è più solamente l'atto dell'osservare, ma un tentativo più preciso di comprendere il mondo, di stabilire il ruolo della conditio humana in rapporto con il mondo circostante, le influenze reciproche.

L'ironia costituisce la chiave di volta in questo processo di comprensione, e la particolare cifra stilistica dell'artista, Ironia deriva dal greco eironeia, dissimulazione: ovvero incongruità con il significato immediato delle cose, un andare al di là della semplice evidenza del termine. Diventa dunque strumento indispensabile per scardinare i processi cognitivi sedimentati, e creare un nuovo e più fresco sguardo sul mondo.

L'estrapolazione diretta degli oggetti provenienti dal vivere quotidiano, senza sostanziali alterazioni, provoca una rottura più diretta dei dominant paradigms, corto circuiti tra percezione e realtà per creare inedite associazioni.  L'amaca di 62 kg, peso dell'artista, si infrange con una condizione non quantificabile, la libertà umana in Se la Libertà avesse un Peso; le 1764 bottiglie di acqua minerale di Volumes:Water incatenano un elemento sostanzialmente libero e non commercializzabile. Affermazione e il suo contrario, il processo ironico implica alterazione e negazione dei codici imposti, dove l'aspetto ludico nasconde una verità più amara, implicazioni non solo sociali o politiche ma umane, individuali. Nelle performances la fruizione implica necessariamente un secondo sguardo che vada dietro l'approccio superficiale, come avviene esattamente nel processo ironico: il black bloc di Fede Incontrollabile non è colto nell'attimo dell'azione violenta ma prega, immobile, spinto dalla fede nel cambiamento del mondo in cui vive. È sinceramente pentito delle sue azioni oppure cerca nella propria spiritualità un ulteriore incentivo all'azione? La performance si presta a diversi livelli di lettura: l'inginocchiatoio sul quale prega il black bloc venne già presentato al PAN come parte di un'opera installativa dell'artista Salvatore Mauro, incentrata sulla situazione di destabilizzazione dell'essere umano dovuta alla crisi mistica, politica, sociale e in ultima sede individuale che porta l'uomo a cercare conforto in una entità soprannaturale, riallacciandosi dunque in maniera profonda alle tematiche proposte da Peretti nei suoi lavori.

Le opere sopracitate saranno altresì presentati in occasione della Biennale di Venezia, raggruppate in un progetto appositamente elaborato, dal titolo “Samarcanda”: come l'antica città, il progetto omonimo intende porsi come un crocevia, un punto di incontro tra conoscenze diverse sulle strade dell'arte. “Samarcanda” si svilupperà come una sorta di padiglione itinerante che, allo stesso modo delle carovane che trasportavano la seta e altri beni preziosi nei tempi più antichi da una parte all'altra del mondo conosciuto, porterà l'arte nelle sue forme più varie in differenti punti della città, a contatto diretto con culture e situazioni eterogenee per creare scambi e sinergie sempre nuovi.

Ma mentre le opere e alle performance appartenenti al progetto Samarcanda interrogano più specificatamente un’“umanità” intesa in senso lato, una dimensione sociale e collettiva, altre opere presenti in mostra richiamano invece le esperienze personali dell’artista, i suoi sogni e i suoi ricordi, spesso legati alla sua infanzia. La dimensione ludica e giocosa del lavoro di Peretti è in questo caso direttamente funzionale all’espressione di una condizione propriamente infantile: ma l’ironia lascia più spesso spazio alla nostalgia, alla rimembranza, e al tempo stesso ad una riflessione su tematiche più ampie quali la crescita e l’educazione dei bambini. La serie dei Giacigli si riferisce a momenti storici specifici legati all'esistenza dell'artista: non sono oggetti, ma luoghi di riposo, ricordi e sogni, nei quali l’infanzia di Peretti viene richiamata da piccoli ma significativi monili come la coperta dei Puffi, un vecchio baule, una fototessera di lui bambino. Tali oggetti assurgono a simboli di una intera generazione, ai loro sogni e alle loro speranze, e alle difficoltà che incontrano nel loro cammino verso l'età adulta; come avviene in The End of Myth, opera che si concentra sul trauma dovuta alla consapevolezza legata alla crescita dell’individuo, nei quali i vecchi “miti” vengono sostituiti da nuove mitologie e certezze: il tenero Winnie the Pooh viene brutalmente inchiodato, crocefisso, icona di un tempo ormai finito.

L'opera di Peretti osserva la quotidianità di tutti noi, con un sorriso ironico: gioca con la vita, l'arte gioca con noi e noi giochiamo con lei, perché, alla fine, solo giocando si impara.

 

 

 

BIO

Matteo Peretti nasce a Roma nel 1975. Dopo la Laurea in Arti Visive presso l’Università di Oberlin, sotto la guida di John Pearson ed Athena Tacha, nel 1998 tiene la sua prima personale a New York, città dove opera per oltre un anno. Si sposta quindi a Londra ottenendo un Master in Fine Arts presso la Central Saint Martins School of Art nel 2001, realizza due personali e partecipa alla Biennale di Venezia 2003 in un progetto curato da Angela Vettese. Nel 2005 è socio-fondatore del GIGA (Gruppo Italiano Giovani Artisti). Diverse le mostre personali in spazi privati e istituzionali (Palazzo Reale a Milano, Ex-Aurum a Pescara, Palazzo Venezia a Roma o Castel dell’Ovo a Napoli). Negli ultimi anni le sue opere sono entrate in collezioni italiane e internazionali. Una sua installazione è presente nella Collezione 2.0 di Palazzo Collicola Arti Visive.

 

 

 

INFO

 

press@studiogiga.com

 

 

Palazzo Collicola Arti Visive, Piazza Collicola 1, Spoleto _ www.palazzocollicola.it

 

Museo PAN, Via dei Mille 60, Napoli _ www.palazzoartinapoli.net

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Come Arrivare?

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