LETIZIA FORNASIERI andante con brio

LETIZIA FORNASIERI andante con brio

Titolo

LETIZIA FORNASIERI andante con brio

Inaugura

Mercoledì, 7 Maggio, 2014 - 18:00

Artisti partecipanti

LETIZIA FORNASIERI

Presso

Galleria Ponte Rosso
via Brera 2, Milano

Comunicato Stampa

Sono esposti venticinque dipinti (alcuni di grande formato) realizzati dall’artista dagli anni ’90 ad oggi, dedicati ai suoi temi più amati: fiori e ambienti naturali, interni/esterni, ritratto ambientato, paesaggio urbano.
 
Letizia Fornasieri nasce a Milano nel 1955, città in cui vive e lavora. 
Studia e si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera e  in quegli anni ha un intenso rapporto di amicizia con il pittore americano William Congdon. Nel 1981 inizia la sua attività espositiva; nello stesso anno le viene assegnato il Premio San Fedele Quadro Giovani. 
Nel 1995 è la vincitrice del Premio di Pittura Carlo Dalla Zorza promosso dalla Galleria Ponte Rosso di Milano, galleria in cui esporrà in mostra personale nel 1997. Seguiranno numerose partecipazioni a mostre collettive fino all’attuale personale “Andante con brio”.
Dal 2000 inizia la sua collaborazione con la galleria Rubin di Milano con cui organizzerà mostre personali in sede e in spazi pubblici, oltre a partecipazioni a fiere d’arte nazionali e straniere.
Nel 2005 espone alla XIV Quadriennale d’Arte di Roma e il suo dipinto “Milano-Tram” viene scelto per fare parte della Collezione della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano. 
L’artista ha realizzato, inoltre, numerose opere di carattere religioso: fra queste l’importante Via Crucis per la Chiesa di “Gesù a Nazaret” di Milano.
Numerosi critici d’arte hanno scritto di lei, fra questi ricordiamo: Rossana Bossaglia, Giorgio Mascherpa, Paolo Biscottini, Cecilia De Carli, Luca Doninelli, Aurelio Picca, Flavio Arensi, Vladek Cwalinski, Luca Beatrice, Lorenzo Canova ed Elena Pontiggia.
 
Ha scritto di lei ROSSANA BOSSAGLIA (presentazione in catalogo, novembre 2000):
 
“Mi ha sempre colpito, in Letizia Fornasieri, il duplice ma non contraddittorio atteggiamento nei confronti della realtà quotidiana: lo sguardo che non è mai eufemistico, né compiaciuto, anche quando tocca immagini di gradevole impatto visivo; e nel contempo è attento e coinvolto in ogni particolare dell’ambiente, quelli che consideriamo i più ovvii e banali, sagome di veicoli in moto, pali della luce, o, all’interno delle abitazioni, pentole da cucina, bottiglie di plastica.
La pittrice registra, da anni, accostando l’occhio agli oggetti più consueti, lo strutturarsi del quotidiano: effimero, se consideriamo che si tratta appunto di oggetti destinati ad essere superati e distrutti, o, a proposito di vedute esterne, in quanto macchine o arnesi che slittano sotto i nostri occhi e vanno oltre. Ma che permane proprio nel suo anonimato; in altre parole, il quotidiano apparentemente meno espressivo è registrato dall’artista con un segno intenso, plasticamente e cromaticamente forte; in qualche modo sublimato nel suo ingombro visivo che si fa espressione. (…)”
 
mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

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