LAND-ESCAPE

LAND-ESCAPE

Titolo

LAND-ESCAPE

Inaugura

Lunedì, 15 Aprile, 2013 - 18:00

A cura di

Antonio Gardoni, Filippo Fasser, Carolina Tomasini

Artisti partecipanti

Ottavio Tomasini
Nik Barte

Presso

Officina da camera
via Fratelli Ugoni, 16, Brescia

Comunicato Stampa

LAND-ESCAPE

Inaugurazione: Lunedì 15 Aprile dalle ore 18.00 alle 21.00
La mostra resterà aperta fino al 11 Maggio 2013
Officina da Camera
Via Fratelli Ugoni n.16, 25122 – Brescia
www.officinadacamera.com

Ottavio Tomasini

Nei lavori di Ottavio Tomasini si legge la sua storia, una storia consolidata di fotografo professionista e la storia più personale di viaggiatore ed esploratore instancabile.
La luce è l’elemento chiave della produzione di Tomasini sia essa organizzata e costruita artificialmente in studio sia quando viene catturata nello spazio e nel tempo come se le coincidenze potessero esistere.
Opere, dove il soggetto umano si trova a prendere un senso, una specificazione anche e soprattutto grazie a ciò che lo circonda e viceversa.
Sono necessari almeno due punti di riferimento perchè nascano distanza e spazio.
Lo spazio nasce nel momento in cui l’Uno diventa due, e quando “due” diventano “diecimila cose” .
Il denominatore comune, il nesso quindi (sempre che sia necessario ricercarlo) di queste fotografie può essere ricercato nella volontà del fotografo di investigare quel elemento umano apparentemente estraneo e straniante, quasi goffo e scomposto rispetto alla perfezione geometrica della natura che finisce in realtà per dare misura e proporzioni di scala al reale.

Nik Barte

E’ un’ossessione quella di Nik Barte e si chiama deserto, un’ ossessione che va oltre al senso comprensibile del rapporto fra l’uomo e lo spazio, un’ ossessione che diventa tema unico, continuo e ripetuto in ogni sua fotografia.
Basta il taglio della luce, una prospettiva leggermente differente o un soffio di vento, che ciò con il quale ci siamo fino ad ora relazionati, cambia inesorabilmente. E’ come se si trattasse di una scultura costantemente in evoluzione.
La duna ci seduce con le sue forme plastiche, morbide e sensuali, non facciamo in tempo a conoscerla che già parte di quella stessa sabbia che la componeva, è volata via dando forma e modificando un’altra duna.
Per la prima volta alcune immagini di sabbia e curve vengono presentate da Nik Barte immensamente piccole come le fotografie nella scatola dei ricordi del nonno, provini a contatto in un bianco e nero senza tempo, così piccole che richiedono tutta la nostra attenzione, tutta la nostra vicinanza.

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