Karabakh. Il giardino segerto

Karabakh. Il giardino segerto

Titolo

Karabakh. Il giardino segerto

Inaugura

Mercoledì, 16 Ottobre, 2013 - 10:00

A cura di

Graziella Vigo

Artisti partecipanti

Graziella Vigo

Presso

Casa dei Tre Oci
Venezia Giudecca Fondamenta Zitelle 43

Comunicato Stampa

La Casa dei Tre Oci propone nell’autunno 2013 una mostra della giornalista e fotografa Graziella Vigo, che racconta, attraverso le sue foto, la bellezza, la cultura, la storia di un popolo e di un paese straordinario: il Karabakh.

A corredo della mostra,  un volume in cinque lingue – italiano armeno inglese francese e russo – edito da Marsilio Editori e realizzato, come la mostra fortemente voluta da Joseph Oughourlian, con il sostegno di Amber Capital.

 

Graziella Vigo:

       “Mi fai un libro sull’Armenia?...

Semplicemente così, in un giorno di sole a New York,  Joseph Oughourlian ha dato il via a una delle più straordinarie esperienze della mia vita: l’incontro con la terra armena, la sua gente, la sua bellezza, la sua fede e la straordinaria realtà di questa piccola parte del Paese che è il Karabakh, arroccato su montagne verdissime, rimasto intatto  nel corso dei secoli.

 

Io ho viaggiato tanto per il mondo, in tutti i continenti,  viaggi di lavoro-conoscenza, sempre con la macchina fotografica in mano e una grande curiosità davanti alle più diverse realtà ma l’Armenia.... l’Armenia è stata un colpo al cuore, per non dire del Karabakh....un viaggio nella storia e nel tempo, un viaggio dell'anima nel silenzio delle montagne, monasteri millenari, tra  gente semplice, generosa e gentile dall’ospitalità leggendaria. Un lungo viaggio di mesi in  Artsakh, come gli armeni chiamano il Karabakh, durante il passare delle stagioni, dalla primavera del melograno all’uva dell’autunno, dall’alba al tramonto, per migliaia di chilometri, e spesso nella notte illuminata solo dalla luna.

 

Questo libro e la mostra sono un atto di amore, di coraggio, di fede. Sono la testimonianza di una realtà quasi sconosciuta, di una regione abbandonata dall’umanità perché il mondo finge di non sapere che questo Paese esiste. Eppure è là, bellissimo, perso tra le montagne del Caucaso, verde di boschi selvaggi e foreste inesplorate, più di trecento villaggi fuori dal tempo e solo due città, capitali in tempi diversi. Un paese millenario, straordinario per la sua storia, la grande bellezza della sua natura intatta , la sua profonda e autentica fede cristiana.

 

Il Karabakh (in turco persiano significa “giardino nero” nascosto, segreto) è come un’isola montagnosa che si alza sopra la steppa che conduce al mar Caspio. E’ la parte estrema orientale del grande Impero Armeno di Tigran il Grande, 95-55 a.C. Con le cime dei suoi monti, a migliaia di metri sul livello del mare, dà l’impressione di una enorme fortezza che si alza inaccessibile sulle pianure steppose. Questo territorio costituisce con l’Ararat un simbolo per gli armeni di tutto il mondo. 

 

Nei  secoli è stato oggetto di invasioni e di massacri. Da qui sono passati Tamerlano e  le orde  nomadi di Gengis Khan venute dall’Est che preferivano trasformare giardini, orti e frutteti in pascoli per le loro pecore e capre lasciandosi dietro le terre devastate. Ma questo popolo è sempre rimasto qui , generazione dopo generazione, in mezzo ai laghi alle foreste ai torrenti alle vallate di grano e alle vigne. Ancora oggi è rimasto risparmiato anche a causa delle difficoltà di trasporto e di comunicazione.

Tutti sappiamo il dolore che ha attraversato la storia dell'Armenia  lungo il fiume dei  secoli,  di  un popolo  fiero tante volte invaso e massacrato, qualche volte sconfitto ma mai vinto, un popolo  speciale che oggi vive il suo diritto alla speranza.”

 

 

 

Graziella Vigo

Milanese di nascita cittadina del mondo. Ha  vissuto e studiato a Ginevra e a New York. Giornalista e fotografa indipendente, cosmopolita e internazionale per educazione e professione, ha viaggiato per anni in tutti i continenti, sempre con la macchina fotografica in mano,  la curiosità  e la capacità  di meravigliarsi.

Il suo carattere. La passione. Il coraggio di misurarsi sempre con nuove sfide. Il suo credo: “noi siamo quello che facciamo”.

Il suo motto: “vivere con semplicità e pensare con grandezza”.

Dopo tanti anni di giornalismo specializzato, libri fotografici e mostre  personali, dopo la moda, i ritratti, il teatro, i bambini, grandi paesi  come l’India e la Cina visti fin nelle più piccole realtà, l’incontro  speciale con l’Armenia e con la sua “anima”, Joseph Oughourlian .

Si tratti di volti, di gesti, di paesaggi, di vita quotidiana, qualcosa di segreto contrassegna la sua  storia artistica:  l’interesse e la sua profonda passione per l’animo umano.

“Tutti i  viaggi e il lungo lavoro fotografico in Armenia, i mesi  passati nell’isola di San Lazzaro a Venezia e l’ultima avventura in  Karabakh hanno portato nella mia vita un’esperienza umana e professionale indimenticabile. Io credo che confrontarsi, mettersi in gioco, prendersi la responsabilità di quello in cui si crede è quello che  ci rende liberi."

 

       Tre Oci

       Fondamenta delle Zitelle, 43

30133 Giudecca, Venezia 
        info@treoci.org

+39 041 24 12 332
 

Orari

Tutti i giorni 10.00 – 18.00

chiuso martedì

Ingresso libero

 

Come raggiungerci

Fermata Zitelle, di fronte ai Tre Oci

       Da San Zaccaria

linea 2 (6 min.) | linea 4.2 (4 min.)

       Da Zattere

Linea 2 (8 min.)

 

Da piazzale Roma & dalla Ferrovia

linea 4.1 (19 min.) | linea 2 (32 min.)

mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

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