K Michael Rögler

K Michael Rögler

Titolo

K Michael Rögler

Inaugura

Sabato, 22 Marzo, 2014 - 18:30

A cura di

Alberto Zanchetta

Artisti partecipanti

Michael Rögler

Presso

Museo d'arte contemporanea
Viale Padania 6 - Lissone (MB) fronte Stazione FS

Comunicato Stampa

K è la prima mostra antologica di Michael

Rögler [Mainz,1940] in Italia. La sua ricerca è

stata ispirata dalle Ninfee di Monet e dalla

gesture painting americana, trovando però la

forza di reagire e di differenziarsi dai suoi predecessori.

Rispetto agli ardori dell’espressionismo

astratto, l’artista ha infatti scelto per

sé l’allure di una "fluttuazione permanente".

Proprio come il Maestro di Giverny, anche la

ricerca di Rögler è incentrata sul "tono" e sul

"tocco", affrancandosi però dall’eredità modernista;

l’artista ha infatti inteso sublimare/

trasfigurare la natura in colore puro, o più

precisamente in "pura luce".

Quella di Rögler è una pittura disambientata,

spazio sensibile in cui la sostanza del tegumento

aspira alla sensualità coloristica. Essa

non abolisce l’immagine ma la rende indeterminata,

fino a diventare un vibrante, campo

cromatico. A metà strada tra l’atarassia e

l’ebbrezza del gesto (essenziale e sintetico),

la pittura di Rögler si produce in un’emissione/

impressione di luminosità. L’impalpabile

"forma-luce" ottenuta dall’artista rivela trasparenze

e opacità da cui si sprigionano energie

corpuscolari che sembrano indugiare verso

una réaction poétique: istanti situazionali in

cui le stille di luce eccitano lo sguardo, quel

tanto da desiderare di vedere meglio, e di più,

e ancora.

Le tele da lui dipinte sono un invito a esplorare

un paesaggio giunto alla sua massima

rarefazione. La natura viene filtrata, persino

edulcorata dal soggetto floreale: è come se

l’artista fosse riuscito a dar corpo a una sorta

di "tentazione del nulla" che diventa improvvisamente

reale e densa di significato.

Rögler crea superfici piane, aprospettiche,

che permettono allo spettatore una doppia visione,

"in volo" e "in immersione". In realtà

non stiamo guardando forme ma forze [significanti]

che inducono l’artista a riflettere sul

farsi stesso della pittura, per stratificazione e

sedimentazione.

Rögler ha saputo vaporizzare la pennellata,

accordandole un particolare "alone" di mistero,

come ben evidenziano i margini del

dipinto, i quali intensificano la percezione di

una realtà incorporea, materia nebulizzata

che si sfalda in visioni atmosferiche. Quasi

fossero intrisi di nebbie e vapori, i dipinti sono

permeati da velature e sfocature, striature e

macchie; i colori si smaterializzano fino a

trasformare il supporto in uno spazio sconfinato

– uno spazio vis[su]to non tanto in

superficie, quanto semmai dall’interno. Alla

continua ricerca di una definizione spaziale,

l’artista scandaglia il rapporto tra la superficie

e il colore per creare danze in punta di pennello.

Assecondando sia il tecnicismo sia il lirismo

della pittura, l’artista ha raggiunto un’assiologia

basata sui valori minimi del pigmento,

nel tentativo di rifare/ridefinire la trama della

tela. Transitando da un paesaggio naturale

verso uno spazio neutrale, il non-loci di

Michael Rögler impone all’opera un rapporto

trascendentale con il mondo, nutrendo la

speranza di commutare la tabula rasa in una

tabula picta.

Come Arrivare?

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