Ivan Piano Decay & Sublime

Ivan Piano Decay & Sublime

Titolo

Ivan Piano Decay & Sublime

Inaugura

Giovedì, 25 Settembre, 2014 - 18:00

A cura di

Sabrina Raffaghello

Artisti partecipanti

Ivan Piano

Presso

Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea
Via Gorani 7, Milano

Comunicato Stampa

Ivan Piano – Decay & Sublime

a cura di Sabrina Raffaghello

Vernissage 25 settembre 2014 ore 18.00         

Dal 25 settembre al 26 ottobre 2014

Sede: Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea – Via Gorani 7 Milano

Info: mob. +39 3450064190 E-mail info@sabrinaraffaghello.com

www.sabrinaraffaghello.com – www.redstampartgallery.com

Orari: lunedì – venerdì 11.00/19.00 e sabato su appuntamento

Ufficio Stampa: SR Press Martina Bertoncini press@sabrinaraffaghello.com

 

Lo sguardo è il tramite del desiderio, ma è un desiderio intimo, velato da una forma di autovoyeurismo derivante di fatto da un “atto performativo” totalmente solitario in cui l’artista diventa attore e spettatore di se stesso. L’opera di questo singolare artista si contraddistingue per la pluralità di intenti, e infatti alla componente “performativa” si va ad aggiungere un elemento formale di ricerca che lo porta ad intervenire sui negativi con gesti di violenza fino a manipolare l’immagine attraverso bruciature, graffi, sostanze chimiche e viraggi come una sorta di gioco “d’amour passion” a testimonianza di un sadomasochismo autoindotto dove i due elementi contrapposti si ricompongono nella stessa persona attraverso la sua rappresentazione e l’intervento di autodistruzione. Eros e Thanatos riuniti in una logica delle assenze, dei non luoghi che prendono il sopravvento e confluiscono in un’immagine del tutto sorprendente nei risultati che vanno ben oltre le logiche costruttive e sfondano i canoni estetici convenzionali per proporre una realtà divisa tra forme astratte e dimensioni fluttuanti di una realtà parallela dove sogno e pazzia sembrano incontrarsi tra le note di brani mutuati della musica electronica anglosassone. Questo non essere attraverso la rilevante componente di autorendersi un fantasma permette a Ivan Piano di produrre opere estremamente raffinate, concettuali, dove l’atto creativo in tutte le sue parti va a confluire nel proprio ego, quasi a riportare in voga il mito dello specchio che riflette mondi nascosti e misteriosi. Questo è il “pensiero cloisonné” di un artista ambivalente che rinchiude non solo se stesso o la sua autorappresentazione ma tutte le divagazioni eroiche ed epiche di una generazione cresciuta a cavallo degli anni ‘80 e ’90 del ‘900, sfuggendo a una realtà dell’immagine mostrata a tutti i costi per mezzo di un’autonegazione sfaldando l’usuale ricerca del bello assoluto con il dubbio perimetrale dell’incerto e del travestimento spettrale. Questo rivelano le opere conturbanti e assolute di Ivan Piano, spirito libero che attraverso un lungo viaggio anche tra le persone a lui care, la letteratura, la musica e la natura arriva al perigeo di se stesso con la deformazione e la deframmentazione della propria immagine per rivelarci un’anima geniale. 

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