L’IRRESISTIBILE DESIDERIO DI CADERE

L’IRRESISTIBILE DESIDERIO DI CADERE

Titolo

L’IRRESISTIBILE DESIDERIO DI CADERE

Inaugura

Mercoledì, 27 Maggio, 2015 - 18:00

A cura di

Anna Soricaro

Artisti partecipanti

Nicolò Baraggioli, Valerio Guacci, Saverio Feligini, Barbara Legnazzi

Presso

Centro Culturale Zerouno
via indipendenza, 27 - Barletta

Comunicato Stampa

Ancora un'esposizione 'letteraria' al Centro Culturale Zerouno che, questa volta, si lascia guidare dalle parole di Milan Kundera estrapolate da ‘L’insostenibile leggerezza dell’essere’, un romanzo basato sull' unicità della vita. Cosa c’è di unico insieme alla vita? Unico ed irripetibile insieme: l’arte. L’arte da sempre detiene la leggerezza di poter essere semplice e complessa insieme tra grandezza e piccolezza. Un'esposizione dedicata alla leggerezza, al lasciarsi andare guidati ‘dalle vertigini’, abbandonarsi ai desideri attraverso i gesti e toni. Ubriachi della loro debolezza artistica i protagonisti di questo evento lasciano che gli osservatori si lascino andare con i loro tratti, segno di una grande passione che li rende forti e deboli insieme. Quattro artisti grandiosi si esprimono in forma alternativa con la stessa leggerezza con cui sono venuti al mondo:  semplicemente, grandemente ed unicamente. Nicolò Baraggioli, Valerio Guacci, Saverio Feligini, Barbara Legnazzi sono i prescelti dell'inconsueto poichè con i gesti e con le cromie riescono a coinvolgere l'osservatore rendendolo come in una vertigine ed  insieme lo introducono in una dimensione senza ritorno.

Nicolò Baraggioli si avvicina per gioco alla sua arte da cui nascono creazioni  spontanee e cresciute nel tempo. Artista timido ed intimista sfoga nell'arte emozioni e sensazioni avvalendosi, talune volte, anche di materia non per esaltare l'oggetto ma per scuotere la memoria che essa suscita. Con sapienza si avvale del colore riuscendo a creare grande grani soluzioni. Valerio Guacci si avvale dell'arte per sollecitare discussioni, smuovere le coscienze e semplicemente lasciar parlare. Oscillante tra una figurazione palesata ed una concettualità mai talmente reale, introduce gesti definiti e definitivi larghi come losanghe di colore per lasciar riflettere. Un silenzio sovrano regna nelle selezione concettuale prescelta per questo evento dove i toni esplodono nella grinta giornaliera lasciando che, nel bene e nel male,si parli di sè. Saverio Feligini non è nuovo all'arte contemporanea e lo dimostra con una tecnica grandiosa dalle soluzioni geniali. Colori che si intersecano e forme mai espressamente definite sono il segnale di riconoscimento di opere grandiose e di difficile attuazione in cui classe e eleganza regnano sovrane tra collagement e sovrapposizioni.

Barbara Legnazzi si avvale di formidabili colori e riproduce forme perchè chi osserva possa ritrovarsi in ciò che è rappresentato. Stimolando pensieri, ricordi , emozioni l’artista utilizza toni dettati dall'ispirazione del momento interpretando l'intera superficie. Lo spessore delle tele affida una tangibilità che le rende concrete dettate da una musicalità interiore che lascia una speciale alchimia nell'aria.

Un’esposizione intensa e leggera insieme che evidenzia come nell’arte conta lasciarsi andare ubriachi delle proprie passioni.

 

Desiderava fare qualcosa che non lasciasse possibilità di ritorno. Desiderava distruggere brutalmente tutto il passato dei suoi ultimi sette anni. Era la vertigine. L'ottenebrante, irresistibile desiderio di cadere. La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza. Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa. Ci si ubriaca della propria debolezza, si vuole essere ancor più deboli, si vuole cadere in mezzo alla strada, davanti a tutti, si vuole stare in basso, ancora più in basso.

 Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere

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