Interno 14: “E il loro grembo diventa il cielo” di Francesco Cervelli

Interno 14: “E il loro grembo diventa il cielo” di Francesco Cervelli

Titolo

Interno 14: “E il loro grembo diventa il cielo” di Francesco Cervelli

Inaugura

Martedì, 20 Dicembre, 2016 - 18:30

A cura di

Fabrizio Pizzuto

Artisti partecipanti

Francesco Cervelli

Presso

Interno 14
Via Carlo Alberto 63 Roma

Comunicato Stampa

Interno 14: “E il loro grembo diventa il cielo” di Francesco Cervelli
A cura di Fabrizio Pizzuto
20 dicembre 2016 ore 18.30 | Interno 14 | Via Carlo Alberto 63 Roma

Il giorno 20 dicembre 2016 alle ore 18.30 Interno 14_lo spazio dell’AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica presenta “E il loro grembo diventa il cielo” di Francesco Cervelli, a cura di Fabrizio Pizzuto.

“Il lavoro pittorico di Francesco Cervelli si sviluppa nelle stanze di Interno 14 per gradi o meglio per argomenti. Ogni stanza sviluppa una visione, un tema, una porzione di realtà che si ripete mostrandosi nei suoi aspetti e nelle sue potenzialità di colore, materia, lirismo.
Stanze come appunti, quindi, come stanze della mente. Ogni elemento è sia pittorico che visivo, percettivo. Viene scandagliato, visto e rivisto. Ovvero, allo stesso tempo, è sia pittura, sia spicchio di vita; come quelle porzioni di noi che ci portiamo dentro, un quadro appeso, una finestra, un particolare scorcio, sepolti nel sovrappensiero, pronti a venire a galla, scatenati da un ricordo.
Ogni scorcio di paesaggio si iscrive nella mente cercando una collocazione.
Pittura e materia in questi lavori non hanno soluzione di continuità. Ciascuno è la stessa cosa dell'altro. Pensare che la terra (colore) è terra (materia) significa che lo è ad un livello percettivo, mentale. Ogni elemento, al contempo, nasconde una doppia vita, colore che si pensa materia, materia che si pensa canale visivo.
Spicchi di realtà, si diceva, ma che sembrano proseguire di qua dalla tela, negli appunti mentali e in quelli persistenti, nella memoria, perfino olfattiva, delle cose. Entrano nello spazio reale, chiamano in causa le sensazioni tattili, cercano una sensazione di avvolgimento che eppure, nonostante gli sforzi, rimane visiva.
I frammenti sono come ricordi che cercano di abbattere la barriera dello spazio, di esistere come rappresentazione e non più nel loro essere realtà depositata nella memoria e nella coscienza.
Gli elementi ricostruiscono infine una poesia del quotidiano. Si indagano vicendevolmente, si mostrano in loro possibili vite alternative. Di questo quotidiano portano l'odore, la matericità, la trasparenza. È la realtà nel suo essere composta liricamente. Non qualcosa che è avvenuto, ma quel quadro, quel mare, quella finestra, quella mia vita che ricordo, quello che ero, quello che sono ancora.
Ogni stanza contiene un pensiero, tuttavia ogni elemento vive di vita propria e si ricostruisce nel rapporto con gli altri. È quindi stanza della mente, analizza se stessa, ripercorre il cammino della sua nascita e lo pone come base per il pensiero successivo.
In attesa di un'ulteriore apertura.” (Fabrizio Pizzuto)

Francesco Cervelli è nato a Roma nel 1965. Dopo gli studi accademici si trasferisce a Parigi, dove studia l’arte di  fine Ottocento e i luoghi frequentati dagli artisti dell'epoca. Nella sua carriera artistica Cervelli ha esposto in gallerie e spazi istituzionali in Italia e all’estero tra cui: National Theatre Art Gallery, Addis Abeba, Ethiopia (2013); Mahmoud Khalil Museum, al Cairo, Egitto, Museo Maguncia, Buenos Aires, Argentina (2010); Civic Center, Lagos, Nigeria ( 2011); Victoria Memoria Hall, Calcutta, India (2007); Espace Eiffel Branly, Paris (1996). Nel 2002 espone nella rassegna “Doppio Verso n°7” presso il Museo delle Scuderie Aldobrandini di Frascati (RM), Nel 2008 viene chiamato a partecipare alla XV Quadriennale di Roma tenutasi presso il Palazzo delle Esposizioni e poi alla rassegna “Experimenta” presso il Ministero degli Affari Esteri. Nel 2010 partecipa e vince la 61° edizione del Premio Michetti in Francavilla al Mare (CH). In occasione della 54° Biennale di Venezia espone alla mostra: Padiglione Italia, presso il Museo Nazionale di Palazzo Venezia. Vive e lavora a Roma.

Fabrizio Pizzuto è uno scrittore e critico d'arte siciliano, specializzatosi in Storia dell’Arte Contemporanea presso la Scuola di Specializzazione di Siena, diretta da Enrico Crispolti. Gestisce la piattaforma online di critica d'arte Pensiero Meridiano e, insieme alla storica dell'arte Silvia Bordini, quella di libri fotografici d'artista Diventare Immagine. Come scrittore è presente con un testo di scrittura sperimentale nella raccolta Reef (Roma Europa Fake Festival) di Derive Approdi con prefazione di  Bruce Sterling. Tra gli eventi più significativi, ha curato la selezione video di Abstracta 2012 Festival Internazionale del Cinema astratto e, nel 2013, una selezione di videomaker dall'Italia per Videoakt O3 International Videoart Biennal, in collaborazione con LOOP, a Barcellona (ES). Collabora stabilmente con il progetto itinerante di installazioni d'arte Le Stazioni Contemporary Art. Attualmente vive e lavora a Roma.

Interno 14: “E il loro grembo diventa il cielo” di Francesco Cervelli
A cura di Fabrizio Pizzuto
20 dicembre 2016 ore 18.30
Interno 14
Via Carlo Alberto 63 Roma

La mostra è visitabile dal 20 dicembre 2016 all’11 gennaio 2017 su appuntamento: tel. 3478158081

L'iniziativa non si prefigge finalità commerciali di alcun genere, ma fa parte delle attività culturali dell'associazione. L'evento sarà strettamente su invito e prenotazione: mandare una mail a uffstampaaiac@presstletter.com

Associazione Italiana di Architettura e Critica
www.architetturaecritica.it

UFFICIO STAMPA AIAC / Roberta Melasecca
uffstampaaiac@presstletter.com / tel. 349 4945612
per info eventi: www.presstletter.com

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