Infallibili Utopie

Infallibili Utopie

Titolo

Infallibili Utopie

Inaugura

Sabato, 21 Dicembre, 2013 - 18:00

A cura di

Roberta Musano

Artisti partecipanti

Sergio Sansevrino

Presso

Studio Apeiron - ricerca artistica contemporanea
Via Giovanni da Sovico 96, Sovico, MB

Comunicato Stampa

INFALLIBILI UTOPIE

MOSTRA DI SERGIO SANSEVRINO

 

Oscar Wilde diceva che “siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle”, e uno di questi è l’artista milanese Sergio Sansevrino che, in mostra dal 21 dicembre allo Studio Apeiron di Sovico, propone i suoi ultimi lavori interamente dedicati a stelle, costellazioni e pianeti.

Sansevrino, dopo svariati anni dedicati alla pittura, durante i quali ha mostrato di possedere, senza mai cadere in banalizzazioni, quella matrice emozionale che ha sempre caratterizzato il linguaggio dell’informale e una gestualità nella quale si possono riconoscere le varie declinazioni dell’automatismo segnico, è  in grado di stupire il pubblico con un vero e proprio cambio di rotta.

Con questi nuovi lavori l’artista torna a un linguaggio figurativo dove suggestive vedute di città come Londra e Parigi, la Ville Lumière, sono dominate da una distesa di stelle la cui disposizione cambia a seconda delle stagioni. O ancora opere dove la protagonista è la sola costellazione, riprodotta in termini non scientifici ma poetici e attraverso applicazioni di stelle di legno su una tela di un blu talmente scuro da ricordarci la notte, e un wall painting realizzato per l’occasione su uno dei muri dello spazio espositivo.

Ma questo nuovo percorso intrapreso dall’artista forse era già previsto nel suo destino, o meglio era scritto nelle stelle, perché tra 2008 e il 2010 Sansevrino aveva realizzato astratte composizioni con vernici spray, vero e proprio omaggio alla cultura metropolitana della sua città, su carta abrasiva la cui componente principale è il silicio, ossia il materiale delle stelle e, forse, dei sogni.

Le opere presenti in mostra sono il frutto di una profonda ricerca letteraria che ha portato l’artista a una rilettura in termini strettamente poetici e assolutamente non scientifici di due testi divulgativi della fine dell’ottocento: Astronomie populaire dell’astronomo francese Camille Flammarion del 1880 che, come si evince dal sottotitolo, altro non è che una “descrizione generale del cielo”, e The Midnight Sky. Familar Notes on the Stars and Planets di Edwin Dunkin, un testo del 1869 nel quale l’autore propone una serie di schede del cielo di Londra.

Ma osservando le opere di Sansevrino non si può non pensare anche a un grande classico della letteratura per l’infanzia, Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, dove il protagonista, di pianeta in pianeta, incontra una serie di bizzarri personaggi che lo portano a riflettere sul senso della vita. Questo perché anche nelle opere di Sergio Sansevrino si coglie quel desiderio di indagare il destino dell’uomo, forse proprio scritto negli astri, e allo stesso tempo le nostre misteriose origini essendo, come recita una vecchia canzone di Alan Sorrenti degli anni Settanta, “figli delle stelle” che, di situazione in situazione, “ci incontriamo per poi perderci nel tempo”.

Dott.ssa Roberta Musano

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