LA LIBERTA' NON E' UNO SPAZIO LIBERO. VISITE GUIDATE AL RIFUGIO ANTIAEREO ED AL MAU

LA LIBERTA' NON E' UNO SPAZIO LIBERO. VISITE GUIDATE AL RIFUGIO ANTIAEREO ED AL MAU

Titolo

LA LIBERTA' NON E' UNO SPAZIO LIBERO. VISITE GUIDATE AL RIFUGIO ANTIAEREO ED AL MAU

Inaugura

Venerdì, 24 Aprile, 2015 - 18:00

A cura di

Togaci ,Edoardo Di Mauro

Artisti partecipanti

Angelo Barile, Diego Bonelli, Sarah Bowyer, Giordana Brucato, Alessandro Caligaris, Gianpiero De Gruttola, Gerlanda Di Francia, Antonio Filippini, Madame Dacadent, Richy Mandarino, Max Petrone, Xel

Presso

HulaHoop Torino/Roma.
via Rocciamelone ,7c Torino

Comunicato Stampa

Programma della giornata venerdì 24 aprile :

ore 16.00 : ingresso torretta grigia Piazza Risorgimento lato via Rosta visita con guida al Rifugio Antiaereo in collaborazione con Museo Diffuso della Resistenza. Costo euro 4,00 prenotazioni numero verde 800329329

Ore 16.45 circa : partenza da torretta grigia Piazza Risorgimento lato via Rosta visita guidata gratuita al Museo d'Arte Urbana ed al Borgo Campidoglio con lo staff del MAU, in collaborazione con Abbonamento Musei Torino Piemonte

Collettiva d'arte:

“La libertà non è uno spazio libero : l'arte ed il Settantesimo Anniversario della Liberazione”
Nell'ambito delle numerose iniziative dedicate dal Museo d'Arte Urbana al sociale si inserisce la
mostra che sarà inaugurata il 24 aprile dalle ore 18.00 presso la sede espositiva di viaRocciamelone 7 c, gestito dalla Associazione HulaHoop Torino/Roma.

Espongono : Angelo Barile, Diego Bonelli, Sarah Bowyer, Giordana Brucato, Alessandro Caligaris, Gianpiero De Gruttola, Gerlanda Di Francia, Antonio Filippini, Madame Dacadent, Richy Mandarino, Max Petrone, Xel

I curatori Edoardo Di Mauro e Togaci hanno dal canto loro selezionato 12 autori, prevalentemente giovani, insieme ad artisti già conosciuti nel mondo dell'arte contemporanea, ai quali hanno affidato il tema di evidenziare, con l'immagine, il simbolo e l'allegoria, il rapporto da loro intrattenuto non tanto con il “mito” della Resistenza, ma con la dimensione della libertà, un bene prezioso che l'Occidente dà per scontato, mentre invece va acquisito ed aggiornato giorno dopo giorno.
La più giovane generazione corre il rischio di vedere nelle celebrazioni, giuste e doverose, della Liberazione una sorta di “messa laica”, in cui ci si accontenta, poche volte all'anno, di esporre le proprie bandiere ed urlare slogan che evocano un senso, spesso illusorio e poco concreto, di appartenenza.
Quanto conta è la consapevolezza di un impegno costante, e stoicamente teso alla rivendicazione di valori che vivono in primo luogo nella dimensione interiore.
I curatori hanno preso a prestito una strofa di una celebre canzone di Giorgio Gaber, intellettuale irrequieto ed anticonformista, che recita “La libertà non è uno spazio libero”, assunto che riassume in pieno lo spirito dell'evento.

Tutta la storia del Novecento è stata caratterizzata dal rapporto tra arte e politica, che, dopo la Rivoluzione Industriale, si sviluppa al di fuori del dominio della ritualità. Gli strumenti di riproducibilità tecnica, come ben comprese Walter Benjamin, allargano enormemente la base fruitiva dell'arte e la collocano decisamente nella sfera della politica. Nella prima metà del secolo, l'epoca in cui nascono totalitarismi di vario colore, l'arte persegue con tenacia la possibilità di condizionare il potere, incanalandone le scelte al fine di costruire una società egualitaria, in cui il momento ludico della creatività sia considerato importante al pari del tempo di lavoro. La tragedia del secondo conflitto mondiale genera, nei primi anni del secondo dopoguerra, una disillusione negli artisti soprattutto relativamente ad un ruolo positivo che la tecnologia può giocare per creare una società estetica. In Italia abbiamo il dibattito, tutto interno alla sinistra post resistenziale, sul ruolo che intellettuali ed artisti possono ricoprire per agevolare un processo di profondo rinnovamento sociale, con la famosa contrapposizione, che durò poco, tra “figurativi “ ed “astratto -formalisti”. La ricostruzione ed il “boom economico”, fin dalla metà degli anni Cinquanta generano nuovo ottimismo e la convinzione, sviluppata dal Situazionismo di Guy Debord, Pinot Gallizio, Asger Jorn e Costant, di come l'arte e gli artisti debbano essere investiti da un ruolo di primo piano in una società in rapida evoluzione, e dell'abbattimento totale di qualsiasi barriera tra arte, vita e politica. Questa “onda lunga” proseguirà fino al Sessantotto ed al Maggio francese, con slogan come “l'immaginazione al potere” , di diretta emanazione situazionista, propagandosi per tutto l'arco del vitalistici, ma anche tragici e contraddittori, anni Settanta. Il decennio successivo, l'ingresso nella dimensione post moderna e l'esaltazione dell'individualismo generano, al netto di qualsiasi valutazione estetica, una rarefazione nei rapporti tra arte e politica, in cui, nei casi peggiori, si rinvengono nuovamente aspetti di cortigianeria e di esaltazione succube ed interessata del potere.
I tempi che viviamo, sotto la sferza del dominio della finanza e della globalizzazione, rivendicano nuove forme di partecipazione, che non si limitino a ricalcare, fuori tempo massimo, parole d'ordine ed atteggiamenti degli anni della contestazione. Il consenso ottenuto dalla street art, che è un' espressione di libertà, è la prova di come l'arte avverta forte l'esigenza di riscoprire la sua dimensione etica. L'arte può e deve giocare un ruolo importante in questa fase storica. Le giovani generazioni si trovano a vivere nella dimensione di un'eterno presente, privi di punti di riferimento, e facile preda di demagoghi di ogni risma. L'arte può sviluppare in concreto una riflessione importante sulle contraddizioni sociali e sulla necessità di salvaguardare libertà e diritti civili che non si devono dare per acquisti una volta per tutte, ma per i quali è necessario lottare, anche per allargarli alla luce dei nuovi bisogni.

Contributo di Regione Piemonte e Compagnia di San Paolo.
Si ringrazia Barbara Bordon archivista Mau

Vernissage 24 Aprile ore18.00

HulaHoop Gallery - sedeTorino
via Rocciamelone ,7 -presso Mau "Museo Arte Urbana"
Aperto dal Martedì al sabato dalle 15.00 alle 19.00
Ingresso libero

info@museoarteurbana.it
www.museoarteurbana.it

https://www.facebook.com/HulaHoopGalleryTorino

Info : 335 6398351

mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

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