Inaugura "Arte Ovale"

Inaugura "Arte Ovale"

Titolo

Inaugura "Arte Ovale"

Inaugura

Sabato, 8 Novembre, 2014 - 16:00

A cura di

Stefano Bigazzi

Artisti partecipanti

Giorgio Angelini, Dirce Bigozzi, Marina Bocchieri, Rosa Brocato, Franco Buffarello, Agostino Calcagno, Angela Careggio, Leonardo Alberto Caruso, Fausto Danielli, Arianna Defilippi, Gigi Degli Abbati, Maria Pia Fiorentini, Anna Marini, Enrico Merli, Paola Pastura, Matilde Porcile Pezzoni, Paola Rapetti, Franca Ruozzi, Marialuisa Seghezza, Ondina Unida

Presso

Centro Civico Buranello
via Buranello 1, Genova

Comunicato Stampa

Sabato 8 novembre 2014, alle ore 16, al Centro Civico Buranello di Genova, in via Buranello 1, si inaugura la manifestazione artistico-culturale “Cristoforo Colombo al Buranello”. A programma diversi interventi relatori ed introduttivi al vernissage della mostra collettiva “Arte Ovale, esposizione che, dato il successo riscosso lo scorso ottobre a Cogoleto, bissa ora nel capoluogo ligure.
L’evento è organizzato da Pietro Bellantone, responsabile dell’associazione culturale EventidAmare di Genova in collaborazione con il Comune di Genova, il Municipio II Genova Centro Ovest Sampierdarena–San Teodoro ed il Centro Civico Buranello. Gode inoltre del patrocinio di Regione Liguria, Provincia di Genova, Camera di Commercio di Genova nonché delle Ambasciate straniere in Italia di Portogallo e Repubblica Bolivariana del Venezuela.
L’avvio della manifestazione è prevista alle ore 16 con i contributi di Pietro Bellantone, di EventidAmare; Agostino Calvi, assessore municipale alla Cultura; Antonio Calcagno, storico cogoletese; eccezionalmente Francesco Surdich, storico di caratura nazionale dell’Università di Genova e di Virgilio Pronzati, enogastronomo internazionale e giornalista.
A seguire, alle ore 17.30, l’inaugurazione della mostra collettiva “Arte Ovale”. In visione le opere, scelte non a caso per lavorazione artistica ovoidale, di ben venti noti artisti: Giorgio Angelini, Dirce Bigozzi, Marina Bocchieri, Rosa Brocato, Franco Buffarello, Agostino Calcagno, Angela Careggio, Leonardo Alberto Caruso, Fausto Danielli, Arianna Defilippi, Gigi Degli Abbati, Maria Pia Fiorentini, Anna Marini, Enrico Merli, Paola Pastura, Matilde Porcile Pezzoni, Paola Rapetti, Franca Ruozzi, Marialuisa Seghezza e Ondina Unida.
Curatore il critico d’arte, nonché scrittore e giornalista, Stefano Bigazzi che recensisce: «Uno spunto “colombiano” (l’uovo) è il pretesto per il tema piuttosto libero, dal punto di vista interpretativo, di questa collettiva, “Arte Ovale”, per cui l’idea del viaggio – l’esplorazione, la proiezione verso un futuro, la scoperta dell’ignoto – è un aspetto tematico rispetto cui si confronta l’assoggettarsi degli artisti partecipanti a un formato non sempre e non troppo frequentato, che diviene di conseguenza un ulteriore momento del viaggio, esplorando confini fisici, geometrici, inattesi». L’introduzione in sede d’inaugurazione della mostra sarà a cura dello stesso Bigazzi.
«La scelta di presentare opere artistiche ovali – spiega l’organizzatore Pietro Bellantone - scaturisce dal simpatico e noto modo di dire “uovo di Colombo”, ormai utilizzato da diverse culture, che fa riferimento ad un aneddoto che ha per protagonista il grande navigatore, utilizzato per designare una soluzione insospettatamente semplice ad un problema apparentemente impossibile».
La mostra resterà aperta al pubblico sino a mercoledì 19 novembre 2014. Ingresso libero tutti i giorni escluso domenica e festivi, con orario 9.00–12.00 e 15.00–18.00 e per i visitatori catalogo gratuito della mostra fino ad esaurimento delle scorte.
Per ulteriori informazioni contattare il Centro Civico Buranello al numero 010.659.81.01 o inviare mail ai seguenti indirizzi di posta elettronica ccburanello@comune.genova.it o municipio2manifestazioni@comune.genova.it.

Approfondimenti

Del navigatore dà conto intanto Giorgio Angelini con “Verso l’i­gnoto”, in cui la suggestione del navigare è racconta in un effica­ce paesaggio marino, quasi un notturno illuminato di luce riflessa tra onde, acqua, vento, tra spruzzi d’onde in cui evidenziare con il colore sul bianco gli emblemi delle origini (la vela è la bandiera di Genova): l’artista definisce più piani di lettura (la difficoltà della navigazione, l’assenza del tempo, l’ignoto inteso come destina­zione e come elemento “politico” dell’impresa di Colombo. 
“Viaje atrasen el tiempo” (Viaggio a ritroso nel tempo, 1992) il piatto in ceramica di Dirce Bigozzi, prodotto per le celebrazioni del cinquecentenario: racconto per simboli e riferimenti storici e geografici ridondanti, di corposa interpretazione, dal composto impianto visivo nelle metafore della scoperta. 
Dal canto suo Marina Bocchieri dalla precedente testimonianza di “Città nel sogno” (dove raccoglieva scorci evidenti del contesto urbano come in una cartolina. “colombiana”) approda a “Nudo rosso”, sviluppo in direzione di maggior rigore formale rispetto a quello narrativo del paesaggio urbano, restituito in una composta figura destrutturata nei richiami futuristi e nella figurazione più originale.
Rosa Brocato (che aveva interpretato letteralmente il tema producendo una medaglia commemorativa in cui evidenziava i simboli colombiani (Genova, le caravelle in navigazione), con “Riflessi” prosegue nell’espressione di un paesaggio marino, più evocativo – navi alla fonda, mentre dietro s’intravede la città che sale – in un appropriato equilibrio cromatico nei riverberi e nella dissolvenza del soggetto. Stravolge a questo punto l’impianto puramente celebrativo Fran­co Buffarello, che sintetizza gli esiti della scoperta: un pomo­doro, una patata sono i tesori inesauriti dell’America. Tra essi l’Ammiraglio del Mare Oceano fissa il vuoto davanti a sé con occhi scomposti: è un Colombo appesantito e antieroico, un groppo in gola, chiusa da un’ordinaria cravatta su cui garrisce una bandiera. Il suo Cristoforo Colombo ha fatto il passo più lungo della gamba. In un secondo ovale “Il navigatore” l’ar­tista sceglie una soluzione di evidente impatto grafico, con una sovrapposizione degli elementi figurativi su più piani, ot­tenendo un effetto visionario che attinge all’iconografia della fantascienza. Nelle due opere “Cristoforo Colombo a Cogoleto” (l’autore inscrive un rettangolo nell’ovale a sua volta compreso in un rettangolo) giovane e teso, lasciando intravedere toni epici e senso di responsabilità, e “Vita quotidiana alla corte di Spa­gna” (1992, risalente al cinquecentenario), Agostino Calca­gno riepiloga gli elementi della storiografia colombiana po­nendo l’attenzione sugli aspetti si potrebbero dire psicologici del personaggio. È un contesto urbano l’accrocco di case reso da Angela Ca­reggio in “Paesaggio n.1”, nel quale il confondersi delle archi­tetture – l’una mostra e nasconde l’altra – è risolto in pennel­late ampie e sfumate.
Dopo “Viaje en el tiempo (Viaggio nel tempo)” Leonardo Al­berto Caruso propone “Homenaje a Cristobal Colon (Omag­gio a Cristoforo Colombo)”: se nel primo evidenziava una poe­tica materica attraverso squarci nel geometrismo in una rare­fatta misura di colori – nero, grigio, bianco, rosso – in questo “Omaggio” produce una moltiplicazione per scomposizione, quasi un caleidoscopio, in quattro colori e nella misura delle pennellate (un richiamo, “Mare-ballerina” di Gino Severini).
Il taccuino di viaggio di Fausto Danielli si articola in due momenti, “Autoritratto, Palos de la Frontera il 3 agosto 1492” (il navigatore in partenza anticipa quanto scoprirà del nuovo continente. L’autore si pone al centro della scena in una fissità ieratica e stupefatta) e “Autoritratto, San Salvador 12 Ottobre 1492”, l’arrivo, speculare certamente all’altro lavoro, e com­plementare: medesima fissità che esprime la consapevolezza del risultato.
La notte di Arianna Defilippi in “L’amato dice luna” nasconde le tracce di una presenza solitaria. Riflessi e ombre si fon­dono mentre la luce cerca di penetrare; con “Pieve” costruisce un nuovo paesaggio intensamente emotivo, in cui poter scorgere anche elementi fisici, terra, mare, aria, pioggia. 
Se Gigi Degli Abbati in “Sciamanico sotto l’Olimpo immaginario” elaborava una descrizione dell’America precolombiana ricca di metafore e richiami storici, etnici, antropologici, né “La Saraghi­na” preferisce un teatro immaginario nel quale la formosa prota­gonista riassume in sé i “personaggi della vita”, felliniana (o bote­riana) come un arcano dei Tarocchi.
Maria Pia Fiorentini in “Violenza” aveva descritto un sentimento per simboli e significati, in un astratto contenitore di moto men­tale; richiamandosi all’uovo, in “Viaggio di Cristoforo Colombo” narra con efficacia i temi, i momenti e gli esiti del viaggio, dalla citazione dei nativi americani alla vegetazione del Nuovo Mondo.
pparecchia una poetica simbolica astratta, è un contesto di pen­sieri compressi – vi si scorge una croce – e vibranti, sovrapposti l’uno all’altro, indicano il caos, ordinato e pericoloso. Vi si possono scoprire mani, insetti, esseri non umani. È la perfetta combinazio­ne degli oggetti nel rosso dominante a provocare lo spaesamento di chi osserva.
“Ovale con fiori” e “Ovale fiori in boccia di vetro” in classiche cor­nici dorate sono i contributi di Anna Marini, in una fioritura ridon­dante e altrettanto classica. Sono nature morte in cui l’artista ha voluto limitare la visione dell’oggetto lasciando all’osservatore il compito di decifrare i processi di una evidente convinta ricerca cromatica.
I due ovali di Enrico Merli confermano l’evoluzione positiva del pittore, che ha saputo superare tanto il simbolismo quanto il pa­esaggismo con una lettura più intima e per così dire filosofica in cui la figura umana concentra l’attenzione: in “L’armonia del­la passione” dispone la figura occupando lo spazio ovale in una forma plastica (un monocromo blu, stemperato di luce notturna, predominante come in altre sue opere) in cui evidenzia lo sforzo fisico della ballerina nel trovare un punto di equilibrio lasciando che sia l’abito a determinare con i chiaroscuri del panneggio il movimento; “(AT) tra (verso) il rosso” secondo gli stessi principi (e con la figura rovesciata) offre un ulteriore motivo di lettura (nell’im­mobilità di un Hopper) del suo lavoro.
L’America immaginaria è parimenti la materia di indagine di Paola Pastura, in due lavori descrittivi, “Tamburello rituale della tribù Pawnee”, in cui la separazione cromatica dello spazio suggeri­sce la visione di un paesaggio selvaggio, fremente, lontano, della stessa corposa matericità con cui realizza “Navigar verso l’ignoto”, un veliero che galleggia nel vuoto identificando la sensazione del viaggio attraverso la mancanza di riferimenti geografici.
Matilde Porcile Pezzoni presenta un ovale orizzontale, “Pesci”: un piatto da portata, appropriato all’occasione dalle tracce impres­sioniste: una natura morta di luce e colore, cui si affianca “Vecchia Genova”, panorama della città tra i suoi riferimenti antichi e sullo sfondo la modernità del porto in due gru che sembrano sollevare tale impianto.
Due sculture per Paola Rapetti: “Nuovo Mondo”, un uovo in cera­mica che esternamente raccoglie la tavolozza cromatica del mare e del cielo: lascia una profonda cavità in cui l’argilla è simbolo della terra raggiunta – un globo scintillante nella frattura – della sorpre­sa celata e scoperta, dei materiali sconosciuti rivelati e compre­si, in un’opera di efficace equilibrio formale, così come “Earth not a globe”, ceramica e paper clay smaltata, lavoro articolato tra un supporto – un ramo decorticato, nodoso – e la Terra che è terra, appunto, è vela, ombra, sole, riflesso, di insospettata leggerezza.
Franca Ruozzi riprende la materia colombiana con un paio di oli, “La caravella di C. Colombo sulla caravella S. Maria” (struttura sce­nografia; un bozzetto teatrale realistico descrive la navigazione; ne è compendio “Orizzonti”, in cui è dominante l’allestimento cromati­co: la visione dell’Ammiraglio di fronte alla terra in uno scenario di pennellate forti e lineari, nei colori non scontati, quasi psichedelico.
È una pittura di segni profondi quella di Maria Luisa Seghezza; da “risolutezza”, un ritratto per pennellate solo accennate, a “Variante sul tema 1 – dedicato a Ettore Perosio (Genova 1868-1919) musi­cista compositore, scrisse nel 1892 l’apoteosi di C. Colombo”. È l’omaggio, per ammissione dell’artista, “di una sua lontana nipote”: il tema colombiano in una lettura indiretta con una soluzione irrag­giante la figura in un ritratto monocromo.
Ancora una scultura per Ondina Unida, “Viaggio infinito” cerami­ca e raku e materiali diversi: l’uovo è il centro di una ricostruzione plastica del viaggio, si trasforma in nave, evoca la terra, il mare, il vento e accompagna “Uovo cosmico”, altra riflessione sul tema del viaggio. Una proposta di ampio respiro che rasenta l’Utopia e co­munque valica ogni confine noto, fisico e no. Il mondo conosciuto è un uovo, che ruota intorno a se stesso e intorno al Sole, un sistema che in un uovo senza fine ruota nell’eternità.

Associazione Culturale EventidAmare. Scopi e finalità. EventidAmare è un’associazione di promozione culturale ed enogastronomica nata nel 2010. Le finalità che si propone sono la realizzazione di eventi nazionali ed internazionali che concorrano alla valorizzazione del patrimonio ligure: arte, musica ed enogastronomia. Ha progettato e realizzato, in questi anni, eventi interculturali che hanno previsto l’incontro, lo scambio e il confronto nei settori dell’arte, della musica e dell’enogastronomia. Quella ligure è venuta così ad “abbracciare” culture alcune volte “vicine”, perché appartenenti al bacino del Mediterraneo ed altre invece lontane, grazie anche alla collaborazione dei Consolati di Francia, Perù, Tunisia, Ungheria, Uruguay, Congo, Haiti, Spagna. Altre volte, quale riconoscimento della attività realizzata, ha ricevuto il patrocinio morale da parte delle Ambasciate in Italia di Bolivia, Colombia, Ecuador, Portogallo, Spagna, Venezuela (con l’importante collaborazione del Museo Luzzati, Germano Beringheli, Luciano Caprile e Stefano Bigazzi, Erminio Raiteri, Maria Cristina Castellani, Alessandro Bertirotti, Stefano Finauri, l’associazione spagnola Trescucarachas, Carlo Marrale e Eliano Calamaro per la musica, Virgilio Pronzati per l’enogastronomia e Gianpaolo Belloni-Zeffirino, ambasciatore della Cucina Italiana nel Mondo).

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