ILLUSIONI OTTICHE DIEGOKOI - JUAN EUGENIO OCHOA

ILLUSIONI OTTICHE DIEGOKOI - JUAN EUGENIO OCHOA

Titolo

ILLUSIONI OTTICHE DIEGOKOI - JUAN EUGENIO OCHOA

Inaugura

Sabato, 1 Ottobre, 2016 - 18:30

A cura di

A cura di Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti

Artisti partecipanti

DIEGOKOI BIO   

Diego Fazio, in arte DiegoKoi, nasce a Lamezia Terme nel 1989.

Si affaccia al mondo dell’arte da autodidatta, maturando in brevissimo tempo una tecnica precisa e raffinata, tanto da diventare ambasciatore del celebre marchio Caran d’Ache.

Nel 2012 partecipa al  Premio Internazionale Arte Laguna di Venezia con l’opera “Sentenza” e diventa finalista del Cairo di Milano, con l’opera Raptus.

Nel 2013 inaugura la sua prima mostra internazionale a Singapore nella prestigiosa galleria internazionale Raffian ART (Singapore/Russia/Israele). Nello stesso anno partecipa al “Wonder Works” ad Hong Kong  ed espone in una mostra collettiva a New York presso la rinomata galleria “Jonathan Levine Gallery”.

Con il passare del tempo, matura la sua tecnica, riscoprendo la delicatezza e la bellezza che ogni sfumatura può offrirgli, concentrandosi sempre più sul disegno iperrealista.

JUAN EUGENIO OCHOA BIO

Juan Eugenio Ochoa nasce a Medellin, Colombia, nel 1983. Dopo aver conseguito il Diploma di Laurea in Medicina, ha realizzato studi di ricerca in Cardiologia presso l’Università degli Studi di Milano- Bicocca, ottenendo il titolo di dottorato nel luglio 2013. Ha conseguito il diploma di Bienno specialistico in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera nel luglio 2013 con la tesi “Caratteri della Pittura Analitica Italiana e rapporti con la Pittura Europea” Ha realizzato diverse mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Vincitore e Finalista di alcuni premi Nazionali ed Internazionali. Vive e lavora a Milano.

Presso

White Noise Gallery
VIA DEI MARSI, 20/22 00185, ROMA

Comunicato Stampa

Sabato primo Ottobre la White Noise Gallery inaugura "Illusioni Ottiche", confronto tra il celebrato iperrealista DiegoKoi ed il pittore colombiano Juan Eugenio Ochoa.

Artisti per formazione e tecnica del tutto differenti, ma dal medesimo potere evocativo: la rappresentazione perfetta e ingannevole della realtà. 

DiegoKoi (Lamezia Terme, 1989), iperrealista giovanissimo ma già di fama internazionale; le sue opere sono state esposte in mostre museali al fianco di maestri del calibro di Chuck Close (Corea del Sud, Clayarch Gimhae Museum, 2015).

Lo sconvolgente talento tecnico, la predilezione per la figura umana e l'accurato taglio fotografico sono la base della sua ricerca, che abbraccia il significato concettuale più profondo della riproduzione dell’immagine. 

Le opere di DiegoKoi sono una versione in grafite della realtà migliorata e corretta, quindi artificiale e fragile. Il primo istinto dell'osservatore non è la contemplazione, quanto la ricerca ossessiva dell'imperfezione che ne tradisca la provenienza umana.

Juan Eugenio Ochoa (Medellín,1983) la sua pittura è sospesa tra il figurativo e l’astratto, confine messo in discussione dalla sua visione:

“la realtà, senza gli strumenti della ragione, ci apparirebbe tutta astratta”.

L’opera di Ochoa restituisce delle figure sfocate, filtrate, che sono la rappresentazione iperrealista del nostro vissuto fatto di immagini, fotograficamente definite solo nell’istante effimero in cui sono consumate. 

A rendere ancor più interessante il suo lavoro è la tecnica: i ritratti leggeri ed evanescenti sono generati non da un meticoloso lavoro di pennello, ma da un lavoro di eliminazione del colore attraverso con una grossa spazzola ruvida ed una gestualità aggressiva.

Considerato dalla critica uno dei più interessanti interpreti della pittura contemporanea, si è aggiudicato prestigiosi premi dedicati a questa disciplina. Alla carriera d’artista Ochoa affianca quella del cardiologo; il suo lavoro riflette e distilla l’antitesi fra il desiderio medico del curare, quindi di ristabilire un ordine naturale, e quello artistico del destabilizzare attraverso il dubbio e l’incertezza.

Project room

L'acqua ed il suo riflesso ingannevole saranno i protagonisti della project room, invitando gli spettatori a ricercare il giusto punto di osservazione per riuscire a vedere qualcosa che esiste, anche quando non c'è.

 

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