Il Museo Diocesano F. Gonzaga di Mantova inaugura la sala "Paolo Pozzo". Per l'occasione la mostra "Il Ritorno Invisibile" è stata prorogata fino al 13 ottobre

Il Museo Diocesano F. Gonzaga di Mantova inaugura la sala "Paolo Pozzo". Per l'occasione la mostra "Il Ritorno Invisibile" è stata prorogata fino al 13 ottobre

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Il Museo Diocesano F. Gonzaga di Mantova inaugura la sala "Paolo Pozzo". Per l'occasione la mostra "Il Ritorno Invisibile" è stata prorogata fino al 13 ottobre

Inaugura

Sabato, 12 Ottobre, 2013 - 16:00

Presso

Museo Diocesano Francesco Gonzaga
Piazza Virgiliana 55 Mantova

Comunicato Stampa

Sabato 12 ottobre, alle ore 16, il Museo diocesano Francesco Gonzaga presenta al pubblico alcune significative novità.

            La prima è costituita dalla nuova sala conferenze, destinata alle attività del Museo ma, nell’intento di promuovere le attività culturali e associative della città, fruibile anche da chiunque ne faccia richiesta. La sala, capiente di 90 posti a sedere e dotata delle opportune moderne tecnologie, è stata realizzata dall’arch. Alessandro Campera al piano terreno dell’edificio, con accesso adiacente alla facciata, realizzata a fine Settecento da Paolo Pozzo. Il particolare ha indotto a intitolare la sala proprio a questo professore di architettura all’Accademia di Mantova, cui la città deve numerose pregevoli realizzazioni artistiche sacre e profane.

            Nell’occasione, la sala Paolo Pozzo ospiterà quattro dipinti, con cui la sensibilità di meritori donatori ha arricchito le collezioni museali. Sono due tele di Arturo Momoli Longhini, pittore mantovano tra i più apprezzati del Novecento; dal seminario diocesano un Cristo portacroce, tavola del primo Cinquecento appena restaurata da Francesco Melli; e un rarissimo ritratto di Lucido Maria Parocchi (1833-1903), arciprete in città della parrocchia di San Gervasio, poi vescovo di Pavia, arcivescovo di Bologna e cardinale vicario di Roma, dove tra l’altro consacrò vescovo il futuro San Pio X.  

            Le novità del Museo proseguono con il nuovo allestimento, progettato dall’arch. Roberto Soggia, della sala arredi liturgici. Nuove vetrine e il grande armadio  seicentesco dei canonici del duomo, ora utilizzato quale singolare espositore, permettono ai visitatori di ammirare opere preziose sinora custodite nei depositi. Tra di esse, lo stupendo Cristo Risorto, capolavoro del Bellavite; la sontuosa croce pettorale dell’abate di Santa Barbara; e rarissimi paramenti: una dalmatica raffigurante i Misteri Gaudiosi, opera cinese donata da San Pio X al seminario; il parato da messa donato dalla marchesa Maria Teresa Peyri Cavriani alla chiesa di Pozzolo; un rarissimo ed opulento piviale in fili d’oro e d’argento, realizzato a Toledo dal celebre Miguel Molero e portato a Mantova dall’unico vescovo spagnolo della diocesi, Juan de Portugal de la Puebla.

            L’inaugurazione dei nuovi ambienti avrà un seguito con la visita della singolare mostra d’arte contemporanea, curata da Francesca Bianucci e Chiara Cinelli, intitolata Il Ritorno Invisibile: una serie di sorprendenti opere di Jeannette Rütsche Sperya basate sulla geometria frattale, il complesso linguaggio utilizzato per studiare il comportamento dei fenomeni naturali non misurabili in termini euclidei. Con grande originalità, l’artista svizzera si avvale di tale linguaggio per esplorare la complessità della condizione umana, pervenendo ad esiti di straordinaria suggestione.

 

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