Il frutto maturo e la terra indifferente

Il frutto maturo e la terra indifferente

Titolo

Il frutto maturo e la terra indifferente

Inaugura

Venerdì, 29 Maggio, 2015 - 18:00

A cura di

Lore Gablier

Artisti partecipanti

Ivàn Argote, Jordi Colomer, Loreto Martìnez Troncoso, Jean-Luc Moulène, Bojan Šarčević, Éric Stephany

Presso

Museo Nivola
Via Gonare, 2, Orani

Comunicato Stampa

Il frutto maturo e la terra indifferente è la prima di una serie di mostre inaugurata dal Museo Nivola di Orani. Aperto nel 1995, il museo è dedicato all’arte di Costantino Nivola (Orani 1911- East Hampton 1988), una figura di spicco nel dialogo internazionale tra scultura e architettura a partire dai primi anni Cinquanta. Il nuovo programma espositivo, lanciato da Giuliana Altea e Antonella Camarda, intende esplorare da una prospettiva contemporanea i temi centrali dell’opera di Nivola: Il rapporto della scultura con la dimensione pubblica, la partecipazione, l’idea utopica di comunità, il ruolo attivo dell’artista nella società. La mostra Il frutto maturo e la terra indifferente riunisce sette artisti internazionali come tributo a quegli artisti che attraverso le loro opere e il loro linguaggio resistono alle nostre percezioni e assunti più ovvi. Ispirata a una poesia di Costantino Nivola, la mostra celebra l’incertezza e il gioco in contrapposizione al facile appagamento.

IL FRUTTO MATURO
E LA TERRA INDIFFERENTE

a cura di Lore Gablier

Ivàn Argote
Jordi Colomer
Loreto Martìnez Troncoso
Jean-Luc Moulène
Bojan Šarčević
Éric Stephany

Inaugurazione venerdi 29 maggio, h 18:00
con una performance di Xavier Quérel alle h 19:30

IL FRUTTO MATURO
E LA TERRA INDIFFERENTE

“Essere toccati significa imparare ad ascoltare, accogliere le cose e trasformarsi, rompere qualcosa di se e ricomporsi con nuove alleanze.”
– Marina Garces, “Honesty with the Real”

Nel gennaio 1988, alcuni mesi prima di morire, Costantino Nivola scrisse una poesia che evoca il libro dell’Ecclesiaste e la sua ben nota descrizione del ciclo della vita umana. Il libro finisce, come prevedibile, con la fine della vita, o, nelle parole di Nivola, con “Il tempo di lasciar cadere il proprio bagaglio di esperienza/Come il frutto maturo che dall’albero/Cade sulla terra indifferente.”

La metafora scelta da Nivola per la maturazione della vita allude a una storia che l’artista era solito raccontare, quella di un ragazzo povero che stava fuori dall’orto di un uomo ricco, aspettando che pochi frutti cadessero fuori dal giardino, dal suo lato del muro. Nivola, naturalmente, stava raccontando la sua storia: quella del figlio di un muratore nella Sardegna contadina che si sforzava, se non di raggiungere l’orto del modernismo, di raccoglierne un piccolo frutto.

C’è comunque un altro modo di interpretare l’ultimo verso di Nivola, e questo implica ritornare al significato dato da Martin Heidegger al mondo e alla terra nel suo saggio “L’origine dell’opera d’arte”. Per il filosofo tedesco, il mondo non dovrebbe essere ridotto a una semplice totalità oggettiva o a un contesto empirico. Il mondo, afferma, è il venire insieme di elementi che offrono significato, e perciò si riferisce a un insieme di relazioni che noi creiamo, abitiamo e condividiamo. Per esempio, è solo quando vengono insieme in una certa disposizione che le pietre cominciano a essere percepite come muro. Tuttavia, perché possa stare in piedi, il muro – come parte di un mondo o come mondo in sé – si fonda sulla terra. La terra è quindi al tempo stesso ciò che rende possibile e sostiene il mondo e il suo significato. Ma la terra, come spiega Heidegger, resiste anche al mondo che per altri versi rende possibile: essa in effetti consente una ricchezza di significato che non si esaurisce mai. La terra non solo sostiene, ma anche perfora il mondo che rende possibile, così come l’albero spunta fuori dall’apertura che Costantino Nivola tagliò nel muro indipendente da lui costruito nel giardino della sua casa di Long Island. Perciò, come conclude Heidegger, tra il mondo – che si sforza di racchiudere significato – e la terra – che instancabilmente resiste ad esso – c’è una lotta: una lotta che non deve essere risolta, a rischio di esaurire sia il mondo sia la terra. Questa è insieme l’origine e il compito dell’arte: nel riconoscere la lotta, l’arte offre la possibilità di attingere creativamente a una dimensione di alterità che non può essere pienamente fatta propria, padroneggiata o manipolata.

Nel giardino della sua casa di Long Island, Costantino Nivola installò nel 1950 un muro indipendente con un’apertura che premetteva a un albero di crescere al suo interno. Il muro, che non si limita semplicemente a chiudere o circoscrivere ma serve come apertura, offre un esempio evidente della visione heideggeriana dell’arte, una visione che riconosce liberamente la lotta tra il mondo e la terra. Nel giardino di Nivola, il frutto maturo non è più, com’era per l’artista nella sua infanzia, un mero oggetto del desiderio, da consumare o, per citare Heidegger, da “esaurire”. Piuttosto, il frutto ritorna alla terra e arricchisce il suolo su cui altre opere e mondi potranno da quel momento sorgere. Qui il frutto serve come metafora della maturità di un mondo in cui si svolge la lotta della creazione.

Traendo ispirazione da una poesia di Costantino Nivola, la mostra Il frutto maturo e la terra indifferente celebra l’incertezza e il gioco in contrapposizione all’accontentarsi, dalla parola latina contentum, contenuto – letteralmente una cosa contenuta. Prima mostra di un programma avviato quest’anno dal Museo Nivola, Il frutto maturo e la terra indifferente rende omaggio a sei artisti internazionali che attraverso il loro lavoro mettono in discussione il nostro modo di costruire il significato e di percepire il mondo. Tramite operazioni come il tagliare, perforare, sovrapporre, graffiare, Ivàn Argote, Jordi Colomer, Loreto Martìnez Troncoso, Jean-Luc Mouléne, Xavier Quérel, Bojan Šarčević e Éric Stephany ci ricordano solo questo: che non possiamo mai accontentarci del significato, perché esso deve essere costantemente condiviso e rielaborato, sotto forma di una pluralita di mondi che rispettano l’indifferenza della terra.

Lore Gablier and Dean Inkster

Ivàn Argote
Nato in Colombia nel 1983, Ivan Argote ha studiato arte all’Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi, dopo essersi laureato in New media and Photography all’Universidad Nacional de Colombia a Bogotá. Le sue personali piu recenti comprendono NC-Arte, Bogotá (2015), Galeria Varmelho, Sao Paulo (2014), DT Project, Brussels (2014), Galerie Perrotin, Paris (2014), Palais de Tokyo, Paris (2013) e Galeria ADN, Barcelona (2013).

Jordi Colomer
Nato in Spagna nel 1962, Jordi Colomer ha studiato storia dell’arte e architettura alla scuola Eina di arte e design di Barcellona. Tra le sue mostre personali recenti: Born in Spain in 1962, Jordi Colomer studied at the School Eina of Art and Design, History of Art and Architecture in Barcelona. His recent solo exhibitions include RAKE visningsrom, Trondheim (2014), Frac Basse-Normandie, Caen (2013), Galerie Michel Rein, Paris (2013) Argos, Brussels (2011), Bozar, Brussels (2011), Laboratorio Arte Alameda. Mexico DF (2009), MOCA, Hiroshima (2009), Jeu de Paume, Paris (2008).

Xavier Quérel
Nato in Francia nel 1966, Xavier Quérel vive e lavora a Grenoble, dove ha co-fondato il collettivo Cellule d’Intervetion MATAMKINE (http://metamkine.free.fr/) e il MTK studio, un laboratotio collettivo per il cinema sperimentale e allargato.

Loreto Martìnez Troncoso
Nata a Vigo nel 1978, Loreto Martìnez Troncoso ha studiato arte alla Facoltà di Belle Arti dell’Università di Vigo e e alle scuole di Belle arti di Lione e Bordeaux. Ha presentato le sue opere in mostre personali alla galleria PM8 a Vigo (2013 3e 2015), al Centre d’art contemporain de la Ferme du Buisson, Noisiel (2013), al Marco in Vigo (2011), e ha tenuto performance in diverse sedi e festival.

Jean-Luc Moulène
Nato nel 1955 a Reims, in France, Jean-luc Moulène ha studiato estetica e scienze artistiche alla Sorbona, a Parigi. Ha partecipato a numerose mostre collettive internazionali, incluse Documenta X (1997), la Biennale di Sao Paulo (2002), la Biennale di Venezia (2003), la Bienniale di Taipei (2004) e piu recentemente la Prima Biennale Internazionale dell’Immagine di Luang Prabang, nel Laos (2007) e la Biennale di Sharjah (2010). Tra le sue mostre personali ricordiamo quelle tenute al DIA:Beacon, Culturgest a Lisbon, al Centre d’Art Contemporain di Ginevra, al Center for Contemporary Art di Kitakyushu, al Musee du Louvre a Paris, e al Carré d’art-Musée d’art contemporain di Nimes.

Bojan Šarčević
Nato nel 1974 a Belgrado, Bojan Šarčević ha studiato arte a Parigi e Amsterdam. Dal 1998, quando ha partecipato a Manifesta 9, ha figurato in numerose collettive internazionali, inclusa la 50esima Biennale di Venezia nel 2003 e la terza Biennale di Berlino nel 2004. Il suo lavoro è stato presentato in mostre personali alla Kunstverein di Monaco e e alla Kunsteverein di Hilbronn, alla Bawag Foundation di Viennna, al Credac di Ivry-sue-Seine, al MAMBO a Bologna, alla Kunsteverein di Amburgo, al Vleeshal di Middleburg, Al Grand Café in Saint-Nazaire, al, Leopold-Hoesch-Museum di Düren, all’ Institut d’art contemporain di Villeurbanne, al Kunstmuseum del Liechtenstein.

Nato in Francia nel 1970, Éric Stephany ha studiato architettura all’Ecole d’Architecture di Parigi La Villette e storia dell’arte all’Université Paris IV. Le sue opere sono state presentate in numerose collettive, in particolare alla Fondation d’entreprise Ricard di Parigi, alla Meetfactory di Prague, a La Quincaillerie Vander Eycken di Bruxelles, alle gallerie Nathalie Obadia e Hussenot a Parigi, all’Istituto Francese di Berlino e all’ISCP di New York.

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Giuliana Altea, Antonella Camarda, Lore Gablier, Ivan Argote, Jordi Colomer, Xavier Quérel, Loreto Martinez Troncoso, Jean-Luc Moulène, Bojan Šarcevic, Éric Stephany, Dean Inkster

Grafica : Lena Araguas

Si ringraziano :

Wilfried & Yannicke Cooreman, Chantal Croussel Gallery,Pietro Sparta Gallery, David Liver and Talita Perfect.

La mostra "Il frutto maturo e la terra indifferente" è sostenuta da Careddu Mario, Combustibili & C. s.a.s., Tiscali, iGuzzini, Ati Ifras, EuroCO.M.I.

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