Il Collasso dell'entropia/Zwei

Il Collasso dell'entropia/Zwei

Titolo

Il Collasso dell'entropia/Zwei

Inaugura

Sabato, 10 Maggio, 2014 - 18:30

A cura di

Alberto Zanchetta

Artisti partecipanti

ANDRECO, A/R Studio, Matteo Bergamasco, Mattia Bosco, Mirko Canesi, Mario Consiglio, Lorenzo Damiani, Oppy De Bernardo, Andrea Facco, Francesco Fossati, Filippo Manzini,  Fabrizio Prevedello, Silvia Vendramel

Presso

Museo d'arte contemporanea
Viale Padania 6 - Lissone (MB) fronte Stazione FS

Comunicato Stampa

Nuove opere e interventi installativi studiati

appositamente per il MAC di Lissone arricchiscono

il secondo appuntamento de Il

collasso dell’entropia. L’obiettivo è quello di

trasformare tutto il museo in superficie espositiva,

ossia in uno spazio in cui i fruitori

possano fare esperienza dell’intero complesso

architettonico. Dal mese di febbraio, una

ricca e variegata proposta di opere ha iniziato

a trasformare il museo in un grande contenitore.

Alle opere di Arruzzo, Carboni, Coser,

Consani, Dal Molin, Dall’O, Gligorov, Grassino,

Hernández, Eškinja, Gilberti, Kehrer,

Mazzonelli, Persiani, Sal, Serusi, Spanghero,

Spinelli e Termini si affiancano ora quelle di

una dozzina di altri autori.

Tra gli interventi site-specific si segnalano

quelli di Oppy De Bernardo [Locarno, 1970],

Mirko Canesi [Milano, 1981], Matteo Bergamasco

[Milano, 1982], Fabrizio Prevedello

[Padova, 1972] e Andreco [Roma, 1978]. De

Bernardo ripropone l’installazione Scacciapensieri

esposta al Museo Cantonale d’Arte

di Lugano e qui riadattata per gli spazi del

MAC; il progetto affronta in modo obliquo il

tema della morte che affligge la nostra società

e tutta la cultura occidentale. Canesi interviene

sulle foglie e sui fusti di alcune piante

d’appartamento generando un’ibridazione

che sposa le dinamiche della Green Art e

della Viral Art. Sfruttando un interstizio del

museo, Bergamasco ha deciso di "occultare"

un grande quadro effigiante una stanza contenente

un grande arazzo di alberi e uccelli

che potrà essere visto spiando da un foro

praticato su un pannello. Già presente con

una video-installazione alla prima inaugurazione

del Collasso dell’Entropia, Prevedello

si riappropria dello spazio a lui assegnato per

realizzare un inedito ambiente scultoreo.

Ispirandosi all'energia potenziale, Andreco ha

dipinto una serie di macigni che suggeriscono

un senso di instabilità (l'irregolare sovrapposizione

dei massi suggerisce una "tensione"

dovuta all'equilibrio precario della struttura

e della posizione statica degli elementi

che la compongono).

Disseminate negli ambienti espositivi troviamo

anche le opere di Silvia Vendramel [Treviso,

1972], Mattia Bosco [Milano, 1976],

Mario Consiglio [Maglie, 1968] e Filippo

Manzini [Firenze, 1975]. Vendramel presenta

un Soffio, scultura che si ricollega a un gesto

diretto e irrevocabili – come il soffiare del

vetro all'interno di manufatti prelevati dalla

propria infanzia – per rielaborare tensioni e

nodi legati al "senso di appartenenza" che

riguarda ciascuno di noi. Mattia Bosco propone

un nucleo di lavori eterogenei per forma

e materiali ma coerenti sotto il profilo concettuale

che mettono in evidenza il rapporto tra

l'artista e le potenzialità insite nella scultura.

Mario Consiglio ha invece abbandonato all'interno

del museo una mazza sul cui lungo

manico è incisa una frase emblematica, che

è anche il titolo dell’opera: With this hammer I

have killed dozens of fake monkeys. Servendosi

di un bisturi, Manzini ha asportato delle

piccole porzioni di carta da alcuni fogli per

ottenere morbidi avvallamenti e ombre cariche

di allusività.

Una particolare attenzione viene dedicata

anche al design. A/R Studio [fondato da

Antigone Acconci e Riccardo Bastiani nel

2003] presenta Edison Jr, un set di costruzioni

in legno che possono essere infilate

nelle prese elettrice permettendo così ai

bambini di giocare in totale sicurezza. Nella

saletta della didattica sono allestiti gli orologi

Catino di Lorenzo Damiani [Lissone, 1972], il

quale ha progettato anche i nuovi fermaporte

del museo, caratterizzati da un lungo manico

in legno e un contrappeso in marmo.

Un’altra novità del Collasso dell’entropia è la

sezione dedicata ai multipli realizzati appositamente

per il MAC di Lissone. Andrea

Facco [Verona, 1973] presenta una serie di

grafiche su carta che si ricollegano alle opere

esposte in occasione de Lo strano caso di

Joan Mitchell, mentre di Francesco Fossati

[Carate Brianza, 1985] sono disponibili i

Souvenir di sculture realizzati lo scorso anno

a seguito della mostra Displace.

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