Il Collasso dell'entropia

Il Collasso dell'entropia

Titolo

Il Collasso dell'entropia

Inaugura

Sabato, 1 Febbraio, 2014 - 18:00

A cura di

Alberto Zanchetta

Artisti partecipanti

GABRIELE ARRUZZO, LUIGI CARBONI, LUCA COSER,

MICHELANGELO CONSANI, GIULIANO DAL MOLIN, ARNOLD

MARIO DALL’O, ROBERT GLIGOROV, PAOLO GRASSINO,

DIANGO HERNÁNDEZ, IGOR EŠKINJA, FAUSTO GILBERTI,

ANTON KEHRER, JACOPO MAZZONELLI, ADRIANO PERSIANI,

FABRIZIO PREVEDELLO, JACK SAL, STEFANO SERUSI,

MICHELE SPANGHERO, IVANA SPINELLI, GIOVANNI TERMINI

Presso

Museo d'arte contemporanea
Viale Padania 6 - Lissone (MB) fronte Stazione FS

Comunicato Stampa

Il collasso dell’entropia è stato concepito

come una “collezione espansa ed effimera”

che si affianca alle collezione permanenti del

MAC. L’obiettivo è quello di trasformare tutto

il museo in superficie espositiva, ossia in uno

spazio in cui i fruitori possano fare esperienza

dell’intero complesso architettonico. Corridoi,

scalinate, bookshop, terrazzo, colonne e vetrate

diventeranno parti integranti di questo

progetto diffuso, che si inserisce all’interno

della normale programmazione artistica. Una

ricca e variegata proposta di opere, installazioni

e interventi collaterali trasformeranno il

museo in un grande contenitore, che d’ora in

poi non sarà vincolato soltanto alle esposizioni

temporanee. All’iniziativa hanno aderito

oltre una ventina di autori, i quali hanno

concesso in comodato le loro opere per tutto

il 2014. Luigi Carboni [Pesaro, 1957] e

Gabriele Arruzzo [Roma, 1976] sono presenti

con dei quadri particolarmente rappresentativi

del loro linguaggio tecno-poetico. Jack Sal

[Waterbury, 1954], Fausto Gilberti [Brescia,

1970] e Giuliano Dal Molin [Schio, 1960]

hanno deciso di realizzare degli interventi pittorici

che si relazionano con l’architettura

stessa del MAC; il wall-painting di Dal Molin

intende ridefinire lo spazio e la percezione

visiva del bookshop mentre quello di Sal rimarrà

a testimonianza della mostra Ring/

Rings/Ring ospitata al secondo piano del museo;

Gilberti ha viceversa disseminato i suoi

interventi tra le nicchie, gli interstizi e le colonne

dell’edificio, obbligando gli spettatori a

“stanare” le sue figure filiformi. Tra gli interventi

site-specific si segnalano quelli di

Giovanni Termini [Assoro, 1972], che ha

manipolato le colonne delle scale con dei

tiranti, e di Stefano Serusi [Alghero, 1980],

che ha smaterializzato la fisicità di uno scaffale

applicando i dorsi di alcuni faldoni direttamente

alle pareti del pianterreno. Svariate

sono anche le installazioni: Before it is too

late di Jacopo Mazzonelli [Trento, 1983] si

interroga sui cimiteri tecnologici proponendo

l’ultimo “respiro” di un tubo catodico; l’installazione

sonora di Michele Spanghero [Gorizia,

1979] cerca e crea una sintesi tra l’arte

visiva e quella acustica; di Ivana Spinelli

[Ascoli Piceno, 1972] viene presentato un

estratto di Baustelle, progetto recentemente

esposto a Belgrado che indaga la progettazione

e la costruzione di una casa; la videoinstallazione

di Fabrizio Prevedello [Padova,

1972] è incentrata sui sei “innesti” che l’artista

ha realizzato dal 2010 a oggi all’interno di

cave in disuso; Adriano Persiani [Bologna,

1972] ha cucito assieme dei pannolini per

ricreare l’abito di un “incontinente” Gilles,

celebre personaggio della commedia francese,

nonché protagonista del noto dipinto di

Watteau. Nell’ambito della scultura troviamo

una piccola ma preziosa fusione in bronzo

galvanizzato di Arnold Mario Dall’O [Lana,

1960], effigiante una ieratica figura antropomorfa,

e i Travasi con cui Paolo Grassino

[Torino, 1967] crea un incontro/scontro tra

l’anatomia umana e utensili d’uso comune.

Sono invece stati dislocati in vari punti del

museo i nani da giardino che Luca Coser

[Trento, 1965] ha ricoperto con del cemento

per occultarne l’identità. Nella collezione

espansa rientrano anche le vetrofanie del

ciclo “In Vitro”, che si arricchiscono di due

nuove opere, firmate da Robert Gligorov

[Kriva Palanka, Macedonia, 1960] e Diango

Hernández [Sancti Spiritus, Cuba, 1970], che

si affiancano a quelle commissionate lo

scorso anno a Anton Kehrer [Linz, 1968], Igor

Eškinja [Rijeka, 1975] e Michelangelo Consani

[Livorno, 1971]. Nel corso dell’anno, la

collezione espansa verrà implementata con

altre opere e nuovi interventi installativi, studiati

appositamente per il MAC di Lissone.

SU TUTTI I PIANI

1 febbraio – 24 dicembre 2014

IL COLLASSO

DELL’ENTROPIA

A CURA DI ALBERTO ZANCHETTA

GABRIELE ARRUZZO, LUIGI CARBONI, LUCA COSER,

MICHELANGELO CONSANI, GIULIANO DAL MOLIN, ARNOLD

MARIO DALL’O, ROBERT GLIGOROV, PAOLO GRASSINO,

DIANGO HERNÁNDEZ, IGOR EŠKINJA, FAUSTO GILBERTI,

ANTON KEHRER, JACOPO MAZZONELLI, ADRIANO PERSIANI,

FABRIZIO PREVEDELLO, JACK SAL, STEFANO SERUSI,

MICHELE SPANGHERO, IVANA SPINELLI, GIOVANNI TERMINI

INAUGURAZIONE

sabato 1 febbraio

ore 18:00

INGRESSO LIBERO

mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

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