IGOR EŠKINJA & ANTON KEHRER - IN VITRO

IGOR EŠKINJA & ANTON KEHRER - IN VITRO

Titolo

IGOR EŠKINJA & ANTON KEHRER - IN VITRO

Inaugura

Sabato, 14 Settembre, 2013 - 18:00

A cura di

Alberto Zanchetta

Artisti partecipanti

Matteo Capra - Michelangelo Consani - Igor Eškinja - Anton Kehrer Mirko Smerdel

Presso

Museo d'arte contemporanea
Viale Padania 6 - Lissone (MB) fronte Stazione FS

Comunicato Stampa

Le vetrate che si trovano al pianterreno del
museo ospitano il progetto IN VITRO che
sarà visibile soltanto dall’esterno, sia di
giorno sia di notte, durante tutto l’anno. Agli
artisti coinvolti è stato chiesto di elaborare
delle immagini sottoforma di vetrofanie
appositamente per il MAC di Lissone. Dopo le
opere False Flag di Michelangelo Consani,
The Dead Commercials di Mirko Smerdel e
Osservazioni a kilometro zero: (spazio)
Lissone di Matteo Capra, le vetrofanie si
arricchiscono degli interventi di Anton Kehrer
e Igor Eškinja.
Anton Kehrer disciplina l’immagine
fotomeccanica mediante l’eloquenza del
colore. Isolando ogni forma dal suo insieme
atomistico, l’artista austriaco fraziona la realtà
in base allo spettro cromatico. Non importa
che l’immagine sia la derivazione di
un’installazione in un museo piuttosto che
l’allestimento di un negozio, la cromacleptomania
di Kehrer tesaurizza le forme
della nostra civiltà capitalista senza alcuna
distinzione. Intensità, combinazione e
variazione sono solo alcuni tra i fattori che
concorrono alla definizione di questi artificial
horizons, orizzonti liquidi in cui la luminosità
tende a sfumare, diluendo il contorno troppo
netto delle cose. Preferendo informarsi sul
mondo reale con uno sguardo non più
strettamente tecnologico ma di tipo
pittorialista, Anton Kehrer de-cripta l’iride,
tinta dopo tinta, tono su tono, raggiungendo
un “puro figurale”, per estrazione o
isolamento.
Lavorando per deflagrazioni e sottrazioni,
Igor Eškinja giunge a un’astrazione il cui
tecnicismo illusionistico interroga lo spazio
circostante così come lo sguardo dello
spettatore. In questa sua costante ricerca di
una “forma ricostruita”, l’artista croato
costringe lo spettatore a trovarsi di fronte
all’inganno/incanto di un mondo a due
dimensioni. L’opera sfrutta un meccanismo di
finzione e di alterazione della realtà tale che
le infinite possibilità di vedere si restringono a
una soltanto. Mediante la fotografia, Eškinja
ammette di voler «concepire un'immagine
che possa essere letta normalmente. Solo
quando lo spettatore si rende conto di come
è stata realizzata egli comprende cosa sia
realmente. È proprio questo meccanismo di
inversione che mi interessa. Senza una
curiosità specifica da parte dell'osservatore la
fotografia risulta a dir poco convenzionale».
Quello di Igor Eškinja non è soltanto un
particolare modo di vedere, bensì un nuovo
mondo da vedere.
Matteo Capra è nato a Brescia nel 1991.
Vive e lavora a Brescia.
Michelangelo Consani è nato a Livorno nel 1971.
Vive e lavora a Castell’Anselmo.
Igor Eškinja è nato a Rijeka nel 1975.
Vive e lavora a Rijeka.
Anton Kehrer è nato a Linz nel 1968.
Vive e lavora a Linz.
Mirko Smerdel è nato a Prato nel 1978.
Vive e lavora a Milano.

Come Arrivare?

Informazioni su ''