IDENTITA'

IDENTITA'

Titolo

IDENTITA'

Inaugura

Sabato, 11 Ottobre, 2014 - 18:30

A cura di

Angelo Raffaele Villani, ROSSOCONTEMPORANEO

Artisti partecipanti

Fernando De Filippi, Danilo De Mitri, Giulio De Mitri, Teo De Palma, Iginio Iurilli, Silvio Giordano, Francesca Randi, Lucia Rotundo

Presso

Castello di Avetrana
Via Veterani, Avetrana (Ta)

Comunicato Stampa

Il comune di Avetrana in collaborazione con la galleria d'arte ROSSOCONTEMPORANEO, in occasione della 10° Giornata del Contemporaneo, evento nazionale promosso da AMACI, Associazione Dei Musei D’Arte Contemporanea Italiani, presenta IDENTITA'. L’evento, a cura di Angelo Raffaele Villani e con testi critici di Amelì Liana Lasaponara, sarà allestito negli spazi del Castello cittadino, complesso fortilizio del XIV secolo, e patrocinato dal Comune di Avetrana (Ta).

Occasione concettualmente idonea, quella della Giornata del Contemporaneo, per poter esaltare i valori della Bellezza, tra Tradizione ed Innovazione, tra i valori della Materia e della Concretezza del passato, del peso, e i valori eterei della ricerca del Contemporaneo, di valori in divenire e mai uguali a se stessi, tra la certezza e l’ansia della conferma.

La collettiva presenterà otto artisti, dalle ricerche formali originali ed esperienze e vissuti molto diversi tra loro. Artisti di spiccata e consolidata personalità, giovani e maestri, accomunati da una profonda ricerca sul Valore dell'Identità, in relazione all'immaginario collettivo.

Gli artisti presenti parlano linguaggi differenti, ma complementari al tempo stesso, proiettati a confermare il proprio ruolo comunicativo all'interno di dinamiche complesse e di interazione profondamente personali.

L'alchimia di questo equilibrio sta nel confronto, spazio di contatto nel quale ognuno di noi, al fine di differenziarsi ed individuarsi vive della necessità di potersi rispecchiare nell'umanità, affermando l'altro rispetto all'Io. Un processo d'interazione affatto semplice quindi, poiché impone a livello emotivo e relazionale l'ascolto, l'incontro con l’altro, che è l'esatto limite del nostro ego, ma al tempo stesso il nostro orizzonte infinito.  

Nel castello di Avetrana, tra miti e leggende, lasceremo attraversarci dalla forza narrativa ed iconografica delle IDENTITA' di Fernando De Filippi, Danilo De Mitri, Giulio De Mitri, Teo De Palma, Iginio Iurilli, Silvio Giordano, Francesca Randi e Lucia Rotundo, che per una sola notte avranno la forza infestante di chi voglia stimolare ed esaltare ogni nostra più personale percezione del mondo dell'arte, avvicinandoci con curiosità e stupore verso la straordinarietà del Talento, espresso nei modi più diversi, dal disegno alla fotografia, dalla scultura all’installazione, fino alla video art.

 

L'identità di  Giulio De Mitri si concreta come sintesi emozionale del proprio vissuto che, per ascesi sensoriale, diventa una nuova dimensione, sublime, universale,  come valore assoluto dell’uomo. È la dimensione della reminiscenza che si tinge di blu. È l'appartenenza alla natura, alla semplicità disarmante di un'architettura formale perfetta. Il maestro esalta tale perfezione nella sintesi di forme archetipe del nostro Io.

Iginio Iurilli racconta di una Identità plasmatica, reinventiva, creando forme morbide, sensuali, vive, amplificazione della forza creatrice così perfetta della natura. La sua originalità morfologica occupa prepotentemente le nostre capacità percettive, con nuovi elementi naturali infestanti i limiti della nostra conoscenza.

Danilo De Mitri propone opere di espressionismo monocromo, necessario alla definizione delle singole figure, la cui specificità è il silenzio. È un silenzio pieno, assordante, invadente, dalle immagini trascendenti bellezza di un costruito che lascia spazio al dialogo tra il destino ed il soprannaturale. L'identità di Danilo De Mitri non pone domande, poiché le risposte sono già note.  

Fernando De Filippi ha un'identità creatrice, primigenia, di un fuoco elemento di trasformazione delle cose, per antonomasia. È l'amplificazione della volontà e dei desideri in continua evoluzione, rappresentati da lingue e tagli di fuoco che non trovano stasi se non nelle stelle geometriche che tagliano, ingabbiandola, l'energia. Il fuoco come elemento carontico tra materiale ed immateriale, tra coscienza ed ascesi.  

Silvio Giordano, l'ossimoro di se stesso. La sua identità vive nella contrapposizione dei concetti e l'estrinsecazione formale degli stessi. Giordano gioca con la vita contemporanea, rendendo la globalizzazione una sorta di totem sociale agglomerante. Una società capace di schiavizzare l'esistenza attraverso l'anaffettività del possesso, la morte emozionale. Così muore il libero arbitrio in nome delle sicurezze economiche, le quali diventano,  recinti di allevamento sociale. Le sue opere nascono sotto un "ottimismo catastrofico", capace di rigenerare, di re-infarcire tutto ciò che è finito, terminato, consumato, celebrandone la vita.

Francesca Randi è un sussurro emotivo. La sua identità fotografica realistica e fantastica insieme, filtra una realtà che si ammanta di immagini oniriche, virate verso l'immaginario sensibile dell'artista. Gli elementi di uso comune, familiare, grazie alla decontestualizzazione scenografica, sono branditi come accenti fonetici sulle parole àtone del quotidiano. A dar forza alla sottile ed elegante contestazione delle stanche certezze della realtà, contribuiscono i soggetti viventi e silenti e gli oggetti concreti e solitari, incastonati in scene spaziali di vetusta memoria. La Randi, come pochi artisti dell'obiettivo, cerca di fermare i frame della memoria, quasi appunti, in singoli scatti che diventano culla del nostro vissuto. E lo fa, sussurrando.      

La ricerca pittorica di Teo De Palma è fortemente simbolista poiché gli accenti poetici presenti si concretizzano  in immagini, numeri e riferimenti che evocano l'essenza delle cose. La sua è una pittura del sentire che materializza i concetti, trasmuta l'armonia tra uomo ed universo, in immagini contemplative. L'identità di De Palma, che alla profondità concettuale non sacrifica l'eleganza segnica, assume così carattere estatico ed estetico allo stesso tempo. 

Lucia Rotundo concretizza la sua poetica nell'essenzialità della trasparenza, nell'eleganza del necessario. La sua ricerca formale, sinuosamente insistente, amplifica la necessità interiore di emendarci dagli orpelli quotidiani, cercando di ritrovare il nostro equilibrio emozionale. È un processo che richiede sintesi, pulizia, capacità percettive libere da condizionamenti cognitivi. 

(Amelì Liana Lasaponara)

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