Greg Bogin - FLASHBACK

Greg Bogin - FLASHBACK

Titolo

Greg Bogin - FLASHBACK

Inaugura

Mercoledì, 7 Giugno, 2017 - 19:00

Artisti partecipanti

Greg Bogin (New York, 1965) vive e lavora a New York. Ha studiato belle arti al The Cooper Union di New York. Sue mostre personali e collettive si sono tenute presso prestigiosi musei e gallerie internazionali, fra questi: Marlborough Contemporary, New York, USA (2015); Jablonka Galerie, Koln, Germany (2004); Mario Diacono, Boston, USA (2004); Mary Boone Gallery, (2001); Galerie Bruno Bischofberger, Zurigo, Svizzera (2001); Palm Beach Institute of Contemporary Art, California, USA (2001); Kunst-Halle, Berlino, Germania (1999). 

Presso

RIBOT arte contemporanea
Via Enrico Nöe 23 - Milano

Comunicato Stampa

RIBOT è lieta di presentare FLASHBACK, mostra personale dell’artista americano Greg Bogin (New York, 1965). Secondo appuntamento della rassegna (Parentesi), questa esposizione fin dal titolo sottolinea un’interruzione del consueto programma della galleria e sposta lo sguardo “altrove” per rievocare un passato esperienziale dal forte legame con il presente.

I riferimenti stilistici a cui si rifanno le opere di Greg Bogin sono da ricercare nelle sperimentazioni artistiche degli anni Sessanta, in particolar modo nel Minimal e nella Pop Art. Bogin interiorizza i caratteri peculiari propri di quei linguaggi e li reinterpreta in una nuova visione in cui l’opera d’arte si fonde con l’oggetto e si libera completamente da qualsiasi intenzione rappresentativa concentrandosi esclusivamente sulla purezza della forma.

Le grandi tele esposte hanno un aspetto rigoroso e geometrico, i colori sono decisi spesso fluorescenti. La materia poliuretanica e le vernici da carrozzeria ne esaltano da un lato la compattezza e dall’altro la brillantezza da cui emerge il processo industriale utilizzato dall’artista. Il contorno netto della linea perimetrale è come un margine che sottolinea la silhouette delle forme e definisce all’interno una porzione di superficie omogenea, in alcuni casi bianca, e in altri, dorata da un sapore iconico.

L’austerità di queste opere potrebbe indurre a pensare a un concetto  impersonale e astratto. Tuttavia i titoli che Bogin assegna alle opere in mostra svelano un’attenzione inaspettata dell’artista verso la società contemporanea, verso i rapporti individuali (Nonessential Conversation), sentimentali (The happy there after) ed esistenziali (A lifetime supply of useless items).

Immagini

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Come Arrivare?

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