ALL DRESSED UP WITH NOWHERE TO GO

ALL DRESSED UP WITH NOWHERE TO GO

Titolo

ALL DRESSED UP WITH NOWHERE TO GO

Inaugura

Venerdì, 11 Aprile, 2014 - 21:00

Artisti partecipanti

Giorgia Nardin

Marco D'Agostin

Sara Leghissa

Presso

Teatro Fondamenta Nuove
Cannaregio 5013, Venezia

Comunicato Stampa

artist in residence
Teatro Fondamenta Nuove
venerdì 11 aprile 2014, ore 21
GIORGIA NARDIN
"ALL DRESSED UP WITH NOWHERE TO GO" - Studio
 
di | Giorgia Nardin
con | Marco D'Agostin, Sara Leghissa
processo di ricerca | Amy Bell, Marco D'Agostin, Sara Leghissa, Giorgia Nardin
editing musicale e ambienti sonori | Luca Scapellato
disegno luci | Matteo Fantoni
costumi | Edda Binotto
 
Lavoro vincitore del Premio Prospettiva Danza 2013
 
sviluppato come parte di ChoreoRoam Europe 2012 CSC/Centro per la Scena Contemporanea, Bassano del Grappa (Vicenza), The Place (London), Dansateliers (Rotterdam), Paso a 2/Certamen, Coreografico (Madrid), Dance Week Festival (Zagreb)
 
sviluppato come parte di B Project 2013 Jheronimus Bosch 500 Foundation (‘s-Hertogenbosch), CSC/Centro per la Scena Contemporanea (Bassano del Grappa), Dance Umbrella (London), D.ID Dance Identity (Pinkafeld), La Briqueterie-Centre de développement chorégraphique du Val de Marne (Paris), Dansateliers (Rotterdam)
 
Coreografa e danzatrice veneta giovane e tra le più talentuose, Giorgia Nardin è stata già in passato ospite del Teatro Fondamenta Nuove. Torna ora come artista in residenza per perfezionare il suo ultimo lavoro, "All Dressed Up With Nowhere To Go", vincitore del Premio Prospettiva Danza 2013, che sarà presentato in forma di studio venerdì 11 aprile 2014 alle 21. 
Un lavoro sospeso tra ambiguità e trasformazione che prende spunto dai momenti
di passaggio che attraversano ogni vita. Due corpi che, rimanendo esposti ed aperti, offrono agli occhi di chi guarda l’essenza di un cambiamento interiore, che pulsa sotto pelle.
 
Una cornice vuota, un corpo maschile, un corpo femminile e un insieme di piccole azioni quotidiane strappate alla realtà e inserite in un contesto etereo perché privato dello scorrere diacronico del tempo, della sua voracità. 
Se ne stanno così i corpi negli spettacoli di Giorgia Nardin: pregni di materia, consumati da un sentire “politico” che li attraversa tutti dalla testa ai piedi e che implode in un baricentro nascosto allo sguardo, nella lentezza del movimento, nella nudità, in una imposizione – rassicurante quanto crudele - di realtà. 
Un’idea di essere in scena - o al mondo - che Nardin ha coltivato nel suo percorso di studi nei maggiori centri di ricerca europei, in workshop con artisti nazionali ed internazionali (Simona Bertozzi, Nigel Charnock, Adam Linder, Yoshifumi Inao, Tabea Martin, Emio Greco, Barokthegreat) e attraverso la collaborazione con Marco D’Agostin e Francesca Foscarini, amici e compagni di viaggio insieme ai quali nel 2011 crea il divertente quanto inquietante Spic & Span (segnalazione speciale al Premio Scenario dello stesso anno). Dopo Dolly, il suo primo solo sul tema dell’identità di genere, presentato durante Romaeuropa Festival 2012, "All dressed up with nowhere to go" è la sua prima opera coreografica. Un titolo lungo per sottolineare una mancanza di fine o una costante, quanto sottile, trasformazione. Essere ben vestiti senza sapere dove si andrà: distruggere la linearità del tempo, l’inizio e la fine, la possibilità del corpo di trovare memoria del gesto, di cristallizzare il movimento, di inserirsi in una partitura predeterminata nonostante un categorico rifiuto dell’improvvisazione. 
I corpi degli interpreti sono, su questa scena, aghi di realtà conficcati nel tessuto della rappresentazione. Si toccano il naso, la testa, piegano polsini e colletti come sorpresi per strada, in un supermercato, o seduti sulla scrivania dell’ufficio. Solo una gamba sta ferma, come piedistallo che regge l’intero peso della realtà, come tronco che scava e preme la terra cercando -inutilmente- di tirar fuori le proprie radici, per ritrovarsi poi senza equilibrio, soggetto ad ogni forza di gravità. 
Così i corpi dei danzatori reagiscono, attraverso la continua trasformazione del loro grado di presenza e consapevolezza del movimento, ad una condizione di perdita di equilibrio attraverso una scrittura coreografica per soli arti superiori composta da una serie limitata di pattern che ogni singolo performer può liberamente utilizzare per evitare la caduta. 
A questo utilizzo sfrontato di "realtà" - che fuori dalla metafora tocca abilmente i confini della performing art - corrisponde una dimensione immateriale che nella ciclicità del movimento riempie lentamente la scena. La stanchezza è una via di fuga, il contatto una forma di protezione per scappare dallo sguardo di un osservatore che scorre sulla superficie nuda e sacra dei corpi senza imbarazzo e senza provocazione. Tutto sta lì, nel riuscire a scorgere l’astratto nel concreto e il reale nell’astrazione, nelle tinte pallide dei corpi e nelle luci soffuse una forma di calore.
In fondo, come racconta la stessa Nardin, "All dressed up whith nowehere to go" trova il suo primo spunto nella visione dei quadri di Hyeronymus Bosch e nonostante la ricerca della coreografa si sia pian piano allontanata da quell’ispirazione iniziale, qualcosa delle tinte, dei motivi e dell’anima del pittore sembra permanere: la cornice circolare, si è detto, ma anche un’idea di trascendenza che nasce dall’immanenza e che diviene dispositivo per inquadrare una contemporaneità che elimina certezze, sottrae terreno, scuote, toglie equilibrio. E il corpo che ad essa reagisce.
(Matteo Antonaci)
 
Nata nel 1988 in provincia di Venezia da padre italiano e madre americana, Giorgia Nardin intraprende dal 2007 un percorso di formazione triennale presso la Northern School of Contemporary Dance di Leeds (UK), dove studia le tecniche Graham, Cunningham e Release, accompagnate dallo studio della ricerca coreografica e di movimento. Nel 2010 si laurea specializzandosi in improvvisazione con Rachel Krische. Partecipa durante Operaestate Festival Veneto alla tappa bassanese di Choreoroam come danzatrice per la coreografa croata Sonja Pregrad. Frequenta workshop con Simona Bertozzi, Nigel Charnock, Adam Linder, Yoshifumi Inao e dal 2011 segue periodicamente i seminari per coreografi tenuti presso il CSC Garage Nardini. 
Durante l’Accademia Mobile di Emio Greco|PC, esperienza di formazione promossa da Operaestate Festival, incontra Francesca Foscarini e Marco D’Agostin, con i quali lavora alla realizzazione del progetto Spic & Span, vincitore della Segnalazione Speciale nell'ambito di Premio Scenario 2011. Partecipa al progetto Dance in Villa, diretto dalla coreografa Tabea Martin, per la creazione di un duo site-specific con la danzatrice Tiziana Bolfe. Lo stesso progetto viene ospitato a Levico (TN) ed Asolo (TV) in occasione di "International Dance Raids 2011". A settembre 2011 partecipa alla Vetrina della Giovane Danza d'Autore con il suo primo solo There and Then. Dal 2011 collabora come insegnante di release technique con Kairos, Associazione veneziana di Danza e Teatro. Dal 2012 lavora come interprete per Sonia Brunelli | Barokthegreat in Indigenous e Attacco del Clone ed è una dei due coreografi italiani scelti per l'edizione 2012 di Choreoroam Europe, un progetto internazionale di ricerca coreografica creato e sostenuto da CSC/Bassano del Grappa (Vicenza), The Place (UK), Dansateliers (Rotterdam), Paso a 2/Certamen Coreografico (Madrid), Dance Week Festival (Zagreb). 
Dolly, il suo primo lavoro autorale da solista, è finalista al Premio GD'A 2012 e riceve la menzione speciale da DNA | RomaEuropa Festival. Viene presentato nella sua versione urbana come parte di "International Dance Raids 2012" a Bassano del Grappa (VI), Mezzano (TN) ed Asolo (TV) ed è selezionato dalla rete Anticorpi XL e presentato alla Vetrina della Giovane Danza d'Autore. Dolly è inoltre selezionato per essere presentato come parte dell'Italian Showcase nell'ambito del Dance Base Festival Fringe - Edimburgo 2013. Il suo primo lavoro come coreografa, All Dressed Up With Nowhere To Go, è vincitore del Premio Prospettiva Danza 2013. Il lavoro è sviluppato nell'ambito di ChoreoRoam Europe 2012, B Project 2013 ed è sostenuto da CSC - Bassano del Grappa, Graner - Mercat de les Flors Barcelona, La Piccionaia - I Carrara - Teatro Villa dei Leoni, La Conigliera - Resana, Inteatro - Polverigi, Teatro Fondamenta Nuove - Venezia, Arearea – Udine. 
Nel 2013 è la coreografa italiana selezionata per partecipare a B Project, progetto internazionale di produzione coreografica che ruota attorno all'opera di Hieronymus Bosch, sostenuto da Jheronimus Bosch 500 Foundation (‘s-Hertogenbosch), Comune di Bassano del Grappa- Centro per la Scena Contemporanea (Bassano del Grappa), Dance Umbrella (London), D.ID Dance Identity (Pinkafeld), La Briqueterie-Centre de développement chorégraphique du Val de Marne (Paris), Dansateliers (Rotterdam). E' inoltre una dei quattro coreografi italiani selezionati per Performing Gender, progetto di produzione coreografica sulla tematica di genere creato e sostenuto da Comitato Provinciale Arcigay Il Cassero / Gender Bender Festival (Italy), Dutch Dance Festival (The Netherlands), Paso a 2 Plataforma Coreografica Asociaciòn Cultural (Spain), Domino / Queer Zagreb (Croazia).
 
Web:
giorgianardin.com
 
BIGLIETTI/TICKETS
Unico € 5 
mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

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