Giacomo Vanetti. Fotofinish

Giacomo Vanetti. Fotofinish

Titolo

Giacomo Vanetti. Fotofinish

Inaugura

Giovedì, 3 Aprile, 2014 - 18:00

A cura di

Emanuele Beluffi

Artisti partecipanti

Giacomo Vanetti

Presso

The Format – Contemporary Culture Gallery
Via G. E. Pestalozzi 10, interno 32, Milano

Comunicato Stampa

The Format – Contemporary Culture Gallery è lieta di presentare: Fotofinish,  personale di Giacomo Vanetti a Milano, a cura di Emanuele Beluffi.

Giacomo Vanetti presenta una selezione di fotografie e video. Opening 3 Aprile 2014 ore 18.00.

Fotofinish. Non solo, ma anche. C’è tutto Giacomo Vanetti in questa personale presso The Format Gallery: distorsione dell’immagine e dilatazione del tempo, deformazione della figura e sua fissazione ab aeterno nel circolo della rappresentazione, che nella fattispecie prende la forma della corrispondenza biunivoca tra il soggetto guardato e l’occhio che guarda. Giacomo Vanetti realizza una produzione d’arte che si rinnova restando fedele a se stessa: è il circolo dell’eterno ritorno, fottuto a Nietzsche e prima di lui ai precursori orientali del pensiero occidentale. Con Fotofinish troviamo espressa l’idea del doppio, il doppelgänger ridotto come un film in un unico fotogramma, dove la figura in movimento diventa “cosa” fissa e sussistente su un’unica superficie. E noi guardiamo, coinvolti nel gioco di spettri, alla ricerca del proprietario assente della loro corporeità. (Emanuele Beluffi)

 

Le mie fotografie sono il risultato di un processo laborioso, perché io stesso sono un processo molto laborioso. In passato la distorsione dell’immagine mi è stata utile per nascondere la bellezza della stessa, per creare una distanza tra opera e osservatore in modo tale che solo chi abbia voglia e capacità di approfondire possa cogliere il messaggio. Ma non è solo quello. ll graffio è dolore, lo sfocato indecisione, il buio paura e la ripetizione monotonia. Tutti aspetti della mia persona che si manifestano nella mia produzione artistica e dai quali non riesco a prescindere.”

 

 “Le sporcature sono la mia poetica e servono a rappresentare i difetti, miei e dell’umanità, rendendoci e rendendosi, per me,   più attraenti. Mi piace pensare che le fotografie – e in realtà tecnicamente è così – abbiano una loro vita, logicamente influenzata dal mio intervento, che si evolve autonoma nel tempo e nello spazio e che spesso le “sporcature”, ne influenzino lo sviluppo. Da qui la scelta di utilizzare prodotti come candeggina, pellicole e carte scadute, materiali difettosi (come me) e così via; prodotti sui quali, a parte il diritto di scelta esercitato in principio, non ho più nessun potere una volta realizzate. (Giacomo Vanetti)

 

Giacomo Vanetti nasce a Varese nel 1974. Vive e lavora a Varese.

Laureato presso il Politecnico di Milano e diplomato all'Istituto Italiano di fotografia di Milano, si occupa di fototgrafia, di ricerca legata al mezzo fotografico e a tecniche di elaborazione analogica e digitale. Ha partecipato a esposizioni personali e collettive in spazi pubblici e privati in Italia, Spagna, Francia e Svizzera.

Immagini

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