FRONTE INVISIBILE

FRONTE INVISIBILE

Titolo

FRONTE INVISIBILE

Inaugura

Venerdì, 15 Aprile, 2016 - 17:30

A cura di

Aurora Fonda e Sandro Pignotti

Artisti partecipanti

Silvia Mariotti 

Presso

Villa Manin
Barchessa di Levante (Villa Manin)

Comunicato Stampa

FRONTE INVISIBILE

Inaugurazione delle mostra personale di Silvia Mariotti,

venerdì 15 aprile 2016

Ore 17.30 Barchessa di Levante (Villa Manin) A cura di Aurora Fonda e Sandro Pignotti

In occasione della mostra è stato organizzato un incontro con l’artista e con i curatori

Il Carso e i conflitti mondiali è al centro della mostra di Silvia Mariotti: organizzata nell’ambito del festival B#SIDE WAR, a Villa Manin. La mostra nasce dalla collaborazione tra IODEPOSITO ONG e la galleria A plus A di Venezia.

La mostra personale di Silvia Mariotti racconta i retaggi delle guerre mondiali tra passato e presente, catturandoli attraverso la loro dimensione più estetica ed aerea, per poi approfondire la connotazione storica.

Silvia Mariotti (Fano, 1980 - vive e lavora a Milano) è un’artista che attraverso la sua ricerca si sofferma soprattutto sull’indagine del paesaggio naturale, spesso veicolo ideale per una rilettura della storia, che in questo contesto, vede il Carso il soggetto principale della sua ricerca (foibe e doline), la sua conformazione e la relativa ‘antropizzazione’ ad opera dell’uomo in tempo di guerra, a partire dal primo conflitto mondiale, giungendo fino al secondo. Questo tipico fenomeno carsico, assume per l’artista una prospettiva misteriosa, creata da un gioco raffinato di chiaroscuri, che manifesta quei tratti sublimi della natura, aprendo interrogativi sulla ri- semantizzazione dei paesaggi carsici attraverso le guerre mondiali, e sul loro ruolo oggi nella memoria collettiva, assurgendo a simbolo di una storia sedimentata, dolorosa, fatta anche di rivisitazioni e di manipolazioni. Questi paesaggi e i loro elementi naturali si pongono oggi all’occhio dell’osservatore come caratterizzati da un intrinseco sentimento di oscurità, indissolubilmente ancorato alla memoria tragica dei conflitti mondiali.

L’intervento artistico da una parte riflette sull’identità emblematica dei luoghi (simbolo di una storia e dell’agire umano), dall’altra, è una lettura attraverso il linguaggio contemporaneo, in cui l’artista dimostra una grande capacità di catturare il passato nelle sue numerose stratificazioni, rendendo visibile il dramma che impoverisce e rende incomunicabile la sofferenza della prima guerra mondiale e che diventa la premessa della seconda.

Il risultato ottenuto da Silvia Mariotti con le sue fotografie scattate con una luce notturna è un’atmosfera di totale oscurità o semi oscurità, che pare scaturire dagli alberi e dagli elementi naturali: testimoni silenziosi di intensa sofferenza, e catalizzatori del mistero e del trauma che ancora avvolgono i luoghi del conflitto, celati dalla sublime bellezza della natura.

La mostra è costituita da una serie di opere prevalentemente fotografiche disseminate nella barchessa di levante di Villa Manin, che percorrono la storia attraverso differenti chiavi di lettura, partendo dalla conformazione di un territorio e aprendo a nuove suggestioni. Infatti, oltre alle fotografie l’artista interviene nello spazio con degli elementi scultorei, riferimenti che affondano le loro radici nella letteratura, nella storia passata e in quella recente per manifestare quella concatenazione di eventi che sono alla base di queste vicende storiche così significative. Attraverso questi interventi (di cui alcuni rimandano all’episodio dell’incendio del Narodni Dom a Trieste nel 1920), l’artista traccia una linea temporale che manifesta quella successione di episodi che sono stati al centro di un odio etnico, purtroppo riconoscibile nella maggior parte dei conflitti.

Le diverse chiavi di lettura che affiorano si legano a vicende storiche complesse che pongono ancora l’interrogativo sull’esperienza umana del primo e del secondo conflitto mondiale, non ancora del tutto scandagliata, aprendo a visioni e punti di vista differenti (storico, filosofico e psicoanalitico) su questo episodio talmente potente nella sua tragicità, da valicare la misura della vita di chi l’ha fronteggiata direttamente, trasmettendosi anche dopo la morte dell’individuo, forte al punto da plasmare l’identità culturale di generazione in generazione.

B#SIDE WAR è una rassegna artistica e culturale diffusa, che permea i territori del Friuli Venezia Giulia, del Veneto e dell’Istria, con mostre d'arte e installazioni artistiche, performing, talks e incontri, conferenze, ricerche e pubblicazioni. Nata dalla Ong IoDeposito con lo scopo di indagare i lasciti e i retaggi dei conflitti mondiali alle nuove generazioni, la rassegna vuole contribuire indagare il legame che sussiste tra il nostro passato di guerra e il modo in cui oggi percepiamo il mondo.

Muovendo dall'idea che le arti visive, l'immagine, e la creazione di percorsi espositivi costituiscano strumenti delicati e allo stesso tempo privilegiati per la trasmissione della memoria, all'interno del festival B#SIDE WAR è stata ideata la mostra personale di Silvia Mariotti, Fronte invisibile, curata da Aurora Fonda e da Sandro Pignotti, della Galleria A plus A di Venezia.

Informazioni utili:

Inaugurazione: venerdì 15 aprile 2016 alle ore 17.30 Barchessa di Levante (Villa Manin)

In occasione della mostra è stato organizzato un incontro con l’artista e i curatori.
La mostra è accompagnata da un catalogo con testi di Paolo Fonda, Rebecca Moccia, Sandro Pignotti, Marta Verginella.

La mostra sarà aperta fino al 15 maggio,
dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00 Per maggiori informazioni:
www.aplusa.it

Per materiale fotografico e altre informazioni: Tel: 041 2770466
E-mail: info@aplusa.it

In collaborazione con:
Iodeposito
Villa Manin di Passariano
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

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