Franco Scuderi, "Castelli di sabbia"

Franco Scuderi, "Castelli di sabbia"

Titolo

Franco Scuderi, "Castelli di sabbia"

Inaugura

Giovedì, 25 Settembre, 2014 - 18:30

A cura di

Roberta Semeraro

Artisti partecipanti

Franco Scuderi

Presso

Officina delle Zattere
Fondamenta Nani, Dorsoduro 947, Venezia

Comunicato Stampa

Il 25 settembre alle ore 18.30 all’Officina delle Zattere di Venezia inaugurerà la mostra antologica delle opere di Franco Scuderi dal ’60 ad oggi, “Castelli di sabbia”, a cura di Roberta Semeraro.

Nato a Torino nel 1945, Franco Scuderi è un artista fiorentino d’adozione. Suo padre era un ufficiale dell’Esercito italiano e sua madre proveniva da una famiglia d’abili artigiani del Veneto.

Dopo gli studi all’Accademia di Firenze comincia a lavorare il metallo e soltanto più tardi nella sua carriera ritorna a scolpire il legno. Tra gli anni Settanta e Ottanta si presenta come un intellettuale tout court attivo socialmente e pronto a esplorare diversi linguaggi artistici. Sempre a Firenze fonda il teatro indipendente Castelli di sabbia e dirige un centro culturale in una cappella del Quattrocento.

Da una prima partenza pittorica figurativa a metà degli anni Sessanta, attraversa un periodo improntato al rigore geometrico delle forme per approdare alla plasticità delle composizioni tridimensionali, i people, che coincidono  anche con i suoi primi viaggi negli Stati Uniti.
Nell’articolo del 7 Febbraio 1983 del quotidiano “Boca Raton News”,  viene salutato in Florida come un nuovo talento nato nella culla del Rinascimento italiano: New babe in cradle Renaissance.

Tutta la sua arte si aggira tra poli diversi: il pensiero razionale che controlla l’esecuzione dell’opera, la sua ragione sociale che ne individua lo scopo e l’impulso spontaneo che le dà vita. Negli anni Novanta, Scuderi modella e arreda gli spazi della villa di Palm Beach e gli viene affidato l’insegnamento di un corso per libri d’artista.

Da una decina d’anni l’artista, che ha girato il mondo portando con sé le sue sculture in miniatura racchiuse in scatole come se fossero valigette di un commesso viaggiatore, è tornato a vivere a Firenze. Dietro l’apparente aspetto ludico delle sue opere si cela in verità un’Arte impegnata. Scuderi sa che non si può prescindere da un senso collettivo delle cose.

I suoi people ritrovano la loro ragione d’essere soltanto nell’espressione corale, quando in armonia vanno a comporre opere da sogni.
Sogni negati agli uomini da schiere di pinocchi allineati sulla scena  politica, la stessa ineluttabile scatola nera dov’è scritto il nostro destino.

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