Francesco D’Incecco al Verket Avesta Art 2016

Francesco D’Incecco al Verket Avesta Art 2016

Titolo

Francesco D’Incecco al Verket Avesta Art 2016

Inaugura

Sabato, 28 Maggio, 2016 - 18:00

A cura di

Verket Avesta Art

Artisti partecipanti

Francesco D’Incecco_Italia, Magnus Alexandersson_Svezia, Petra Bauer_Svezia, Alexandra Carr_Inghilterra, Hanna Hallgren - Melissa Henderson_Svezia, Olek_N.Y. Usa, Helene Hortlund_Svezia, Hakan Lidbo - Tom Waldton_Svezia, Sirous Namazi – Raha Rastifard_Iran, Jakub Nepras_Repubblica Ceca, Karen Oetling_Messico, Erik Ravelo_Cuba, Helene Schmitz_Svezia, Jamfjadrars Rike.

Presso

Verket
Kanalvägen 1, 77441 Avesta - Svezia

Comunicato Stampa

Francesco D’Incecco al Verket Avesta Art 2016
28 maggio / 18 settembre 2016
Avesta | Svezia

Il 28 maggio 2016 si è aperta ad Avesta in Svezia la quindicesima edizione di Verket Avesta Art che ha visto la partecipazione di Francesco D’Incecco, unico artista italiano, selezionato insieme ad altri 14 artisti provenienti da tutto il mondo.

Nell’ex acciaieria del Verket, Francesco D’Incecco presenta l’installazione “Generatio Aequivoca”: nascosti tra le sbarre di grandi gabbie in ferro, truci e macilenti figuri imbracciano forconi, coltelli, pistole e fucili.

Un Kalashnikov AK47, l’arma più fabbricata al mondo, “simbolo” delle guerre e degli attacchi terroristici di questi ultimi anni, mesi, giorni, è imbracciato da un mutilato pronto a difendere le sue carni e le sue ossa con quell’apparenza di vita che ancora gli rimane. Al suo fianco, un altro losco figuro tiene nella mano una mannaia, come a prendere le misure della prossima testa da tagliare.

L’arancione e il nero, divenuti ormai i colori della morte, del terrore, delle terribili esecuzioni, singole e di massa dell’ISIS, delle teste mozzate e degli arsi vivi nelle gabbie, qui sono racchiuse in un'unica figura: vittime e carnefici, in un solo corpo. Una macabra spettacolarizzazione della morte a cui siamo tutti tristemente obbligati a partecipare. Sospeso come un pendolo, in un metro cubo di sbarre, naviga nel vuoto, su un gommone improvvisato, l’ultima carogna, salutandoci con un macabro selfie. Dall’alta fornace dell’acciaieria, un missile nucleare, come appena sfornato, è cavalcato da un impavido ubriacone in attesa del suo lancio benedetto. Seduto su una cabrio-carrozzella, il canàro spastico, punta a noi la sua pistola: da che cosa si difenda, o perché ci stia attaccando non ci è dato di sapere. Nel centro dello spazio aereo, un fucile solitario sospeso gira ininterrottamente, puntando tutti noi, nessuno escluso, creando a terra due cerchi di luce, come lancette di un orologio che inesorabilmente batte e segna il nostro tempo.

Ad aprire la mostra una intensa performance “Per farla finita col giudizio di Dio” interpretata da Fabiano Lioi sul testo recitato e scritto da Antonin Artaud: “Pour en finir avec le jugement de dieu”. Dall’oscurità, camminando zoppo sulle sue stampelle, fa il suo ingresso nella luce un piccolo uomo; nell’aria rimbomba il suono delle sirene antiaeree creando tensione ed attenzione: il teatro della crudeltà mastica le sue parole e i suoi suoni aprendo il cuore come una lama tagliente. (https://youtu.be/mWx10of8a7w)

“La crudeltà è estirpare, con il sangue e fino al sangue, dio. Il caso bestiale dell’inconscia animalità dell’uomo, ovunque lo si possa trovar. L’uomo quando non lo si trattiene è un animale erotico, c’è in lui una specie di tremito ispirato, una specie di pulsazione che produce bestie senza numero, che sono la forma che gli antichi popoli terrestri attribuivano universalmente a dio”. (Antonin Artaud)

Come in un sogno, apparso dal nulla, si ritira nell’oblio da cui era venuto, accompagnato ancora una volta dall’assordante e rimbombante suono delle sirene antiaeree.

La mostra sarà visitabile fino al 18 settembre 2016.

Francesco D’Incecco è nato a Pescara nel 1977; insegna Discipline Plastiche nella provincia di Chieti dove vive e lavora. Si è formato all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila; ha collaborato con numerose gallerie, enti museali ed università; ha partecipato a numerose mostre nazionali ed internazionali, confrontandosi con i nuovi panorami artistici, dove la sua personalità si è precisata attraverso il superamento delle barriere tra le diverse culture, o le competenze specifiche delle varie discipline, per approdare ad un plausibile terreno comune di intervento, retto da contaminazioni linguistiche e metodologiche che si integrano nel dar forma a manufatti di raro fascino, divertito ed inquietante insieme. (www.francescodincecco.it)

INFO

Verket Avesta Art 2016
28 maggio /18 settembre 2016
Orari: aperto ogni giorno dalle 11 alle 18
Kanalvägen 1, 77441 Avesta - Svezia
0226-645162 verket@avesta.se
http://verket.se

Artisti partecipanti: Francesco D’Incecco_Italia, Magnus Alexandersson_Svezia, Petra Bauer_Svezia, Alexandra Carr_Inghilterra, Hanna Hallgren - Melissa Henderson_Svezia, Olek_N.Y. Usa, Helene Hortlund_Svezia, Hakan Lidbo - Tom Waldton_Svezia, Sirous Namazi – Raha Rastifard_Iran, Jakub Nepras_Repubblica Ceca, Karen Oetling_Messico, Erik Ravelo_Cuba, Helene Schmitz_Svezia, Jamfjadrars Rike.

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