FRAGILE

FRAGILE

Titolo

FRAGILE

Inaugura

Sabato, 29 Novembre, 2014 - 18:30

A cura di

Domenico Maria Papa

Artisti partecipanti

Artsiom Parchynski

Presso

Nuvole Arte Contemporanea
via IV Novembre I Trav. Montesarchio ( BN )

Comunicato Stampa

La ricerca di Artsiom Parchynski, giovane artista di origine bielorussa, si sviluppa intorno ad alcuni temi ricorrenti che originano da un’approfondita riflessione sulla fragilità della condizione umana.

È la sua una riflessione che nasce da esperienza vissuta in prima persona, di incontro tra culture e di scontro, nella nostra epoca, tra le grandi direttrici della storia. Le solidità dei sistemi politici e culturali ci hanno, infatti, rivelato un’insanabile fragilità, a stento mascherata dietro una crosta superficiale.

La crisi è il segno stesso della nostra esistenza. Crisi, infatti, nell’etimo greco indica la frattura, la rottura, appunto, di un sistema, ma è anche la separazione, il vaglio, ciò che permette di distinguere e conoscere meglio. Ed è qui che si sofferma la ricerca di Artsiom Parchynski: sulla necessità, fondata etimologicamente, della crisi, della rottura inevitabile che permette di accedere a una nuova, più veritiera conoscenza.

Torna, nell’opera dell’artista, la figura umana che spesso s’incarna in una materia che ne rivela il destino di provvisorietà. Nella scultura in cui una sagoma di rete metallica racchiude della paglia, il significato evidente, sta nel valore di mancata consistenza. Si dice, infatti, di un uomo di paglia, come di un uomo senza personalità. A questa si contrappone virtualmente un’altra scultura in cui la stessa rete racchiude un vuoto al centro del quale s’illumina la parola “ego”, come a dire che l’io è perfetta volatilità in uno spazio vagamente definito da contorni incerti.

Nel progetto per Nuvole Arte, Parchisnsky propone delle sagome di corpi che sono al tempo stesso dei vuoti, ma ben protetti come da sarcofagi. Si possono immaginare delle presenze delle quali rimane solo l’eccessivo involucro, a sfidare un tempo che ha già vinto sull’uomo. Queste sculture si inscrivono nel novero delle opere che l’uomo produce per sfidare la morte, come lo sono i guerrieri di terracotta sepolti a guardia dell’imperatore Qin Shi Huang, come le allegorie michelangiolesche per la tomba di Giulio II.

Quanto, appunto, la terracotta, il marmo o anche il cemento rappresentino una nostra debole speranza di persistenza, Artsiom Parchynski ce lo mostra laddove, come in uno scavo archeologico, teste e brani di corpi sono accumulati ed esposti come reperti da museo, o nella proiezione di immagini, sempre per Nuovole Arte, che attraversano figure di corpi ridotti a meri fantasmi. Immagini ectoplasmatiche e lacerti di corpi di pietra: Artsiom Parchynski  ammonisce sulla caducità delle sicurezze e, insieme, sul destino delle nostre costruzioni sociali e culturali, materia per una prossima, vicina archeologia.

 

Domenico Maria Papa                                                                   

 

 

Artsiom Parchynski nasce a Polotsk (Bielorussia) nel 1985, dove completa gli studi al liceo linguistico e contemporaneamente alla scuola d’arte locale. Nel 2002 si trasferisce in Italia, a Genova, e nei successivi anni frequenta e si diploma all’Accademia Ligustica di belle Arti. Dal 2009 per seguire il corso di specializzazione in pittura si sposta a Torino, dove tuttora vive e lavora.

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