Fissazioni

Fissazioni

Titolo

Fissazioni

Inaugura

Giovedì, 21 Novembre, 2013 - 18:30

A cura di

Stefania Valente

Artisti partecipanti

Paolo Ronchi

Presso

Galleria d'arte Iper Uranium
Via dei Banchi Nuovi, 58 Roma

Comunicato Stampa

Paolo Ronchi, esperto di linguaggi multimediali, espone una nuova serie di ‘Allafaccia’: progetto che indaga il volto umano alla ricerca dell’espressione universale

 

C’è chi colleziona oggetti strani, chi ordina le cose secondo un certo criterio. Chi più, chi meno, ognuno ha le sue manie: quell’interesse predominante che assorbe molte delle energie personali e su cui spesso si concentra tutta l’attenzione di un individuo.

 

Il ‘chiodo fisso’ di Paolo Ronchi – artista romano esperto di linguaggi multimediali – è quello di ricercare un’emozione universale, unica, sempre uguale, nel tempo e nello spazio, quel qualcosa che accomuna tutti i volti: un progetto multimediale denominato Allafaccia, iniziato dieci anni fa, nell’ambito del quale l’artista concepisce opere di vario tipo – video, fotografie, sculture e dipinti – in cui ricorrono i medesimi elementi stilizzati: un rettangolo con due occhi circolari.

 

Dopo aver esposto, nel mese di aprile scorso, a Roma (Palazzo Santa Chiara)  una prima serie di questo ciclo, torna a proporre nella capitale un secondo gruppo di lavori realizzati, sempre su questo tema, nella mostra personale Fissazioni - a cura di Stefania Valente - (visibile, dal 21 novembre all’8 dicembre 2013, alla Galleria d’arte Iper Uranium) ma questa volta le opere esposte - stampe su alluminio, disegni su carta e dipinti su tela - oltre ad apparire uniformate dall’inconfondibile logotipo dell’artista, saranno caratterizzate dall’uso esclusivo di due colori, il bianco e il nero che conferiscono all’allestimento un severo rigore espressivo con cui si rafforza l’elemento concettuale del progetto.  

 

«Paolo Ronchi, da 25 anni operativo nel campo della Comunicazione – spiega la curatrice - ha colto in anticipo la possibilità offerta dai linguaggi multimediali di interagire tra di loro, in un contesto di arte globale nel quale le immagini oramai viaggiano vertiginosamente da una parte all’altra del mondo. Più precisamente, con le sue opere, riproducibili in serie e su ogni supporto – video, fotografia, grafica, pittura e scultura – stando in bilico tra arte ‘pop’ e Minimalismo, apre la strada ad un nuovo classicismo nell’era digitale. Dando priorità al raziocinio, ricerca il suo modello ideale: il ‘logotipo’ che sintetizza in un’immagine armonica, equilibrata, le innumerevoli variazioni delle espressioni umane».

 

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