FESTINA LENTE affrettati lentamente

FESTINA LENTE affrettati lentamente

Titolo

FESTINA LENTE affrettati lentamente

Inaugura

Sabato, 15 Giugno, 2013 - 11:00

A cura di

Roberta Giulieni

Artisti partecipanti

Lucia Crisci, David Fagioli, Cristiano Gabrielli, Giueppe Graziosi, Elena Pinzuti, Ascanio W. Renda

Presso

exvuoto
Via Duilio Cambellotti, 155, Roma

Comunicato Stampa

FESTINA LENTE
Affrettati lentamente
a cura di Roberta Giulieni info https://www.facebook.com/exvuotodavidfagioli

Sabato 15 giugno, presso lo spazio EXVUOTO di Roma, inaugura la mostra FESTINA LENTE (affrettati lentamente), che vede riunite, nell’ambiente sonoro di Luca Bellomo, le opere di Lucia Crisci, David Fagioli, Cristiano Gabrielli, Giuseppe Graziosi, Elena Pinzuti e Ascanio W. Renda.

Una gran quantità di persone ha un'anima che adora nuotare. Volgarmente vengono chiamati pigri.
Henri Michaux

La mano si muove lentamente e segue il processo mentale che, da un'immagine o da una visione, passa per un processo di lenta rielaborazione..

David scopre la complicata regola ingegneristica che si trova racchiusa nella spirale di una lumaca. La osserva, la immagina, la studia, ne realizza il bozzetto, ne fa un calco, cola il gesso, in un processo fatto di molteplici passaggi e trasformazioni come quelli vissuti dall'animale nella sua millenaria evoluzione. La spirale organica della chiocciola, che rimanda all'infinito, trasporta nel tempo la Croce, l'architettura geometrica di una storia che ha dimenticato il valore stesso di quel simbolo: la lotta, l'umiltà e il coraggio. Il tempo ci riporterà a quell'originario messaggio?
Processo lento anche per Ascanio che, con un occhio gettato al passato, e tassello dopo tassello, ci restituisce l'immagine di un gioco acquatico di delfini, loro, che nella simbologia greca, sono i portatori delle anime dei morti sull'isola dei beati, ma anche simbolo del Cristo, Salvatore del mondo. Sceglie la sua citazione, prepara il supporto, la calce che terrà unito il mosaico, disegna, pezzo dopo pezzo, un nuova composizione di marmo e gesso. Calchi di corpi femminili accompagnano, con la stessa flessuosità, la danza di questi animali. Poi, dalla simpatia delle forme, passa alla mimesis, cosicché un ramo diventa un insetto stecco, sottratto all’albero ed enunciato a chiare lettere, e il legno, dalla rappresentazione geometrizzata della cultura, la Croce, diventa svelamento della spontaneità della natura. Un monumento alla sacralità vita, anche la più piccola.
Giuseppe tratta il suo agnello prima con una sostanza morbida, poi lo “ferma” nel piombo. Un animale ancora, e innocente, fragile, puro, trasfigurazione sempre della figura di Cristo, animale sacrificale che assorbe in sé il significato del materiale “alchemico” utilizzato e, da sempre, associato alla morte, al passaggio. Intorno piccoli insetti, ancor più vulnerabili che, dopo aver subito molte trasformazioni nella propria forma, vivono la loro più riconoscibile in poche ore, o giorni, seguendo il loro tempo.
Un pesce viene scelto dallo sguardo di Lucia, vivacemente policromo, dall'aspetto multiforme, mai fermo, sempre in movimento, rappresentato dalla superficie della sua pelle resa composizione astratta, a contrasto con l'immobilità dell'essere umano, una scultura grigia, chiusa in se stessa, chiusa al mondo. Fa la sua comparsa qui, con la sua rappresentazione corporale, dopo essere stato citato nella Croce. Il messaggio è stato dimenticato, l'uomo ha dimenticato che è un animale in mezzo ad altri animali. Ha cercato di imporre in suo potere anche sugli altri uomini. Marco Aurelio Imperatore, filosofo e scrittore romano, autore dei Colloqui con se stesso, era sovrano assennato, eppure il suo regno fu funestato da conflitti bellici. E' portato in trionfo e sostenuto da un cavallo. Elena di nuovo trova una suggestione dal passato e sceglie una scultura che rappresenti l'uomo ma è un animale a sorreggerlo, a portarlo in gloria, è un animale che serve a rappresentarne anche la potenza, la solidità. Di nuovo trasformazione dalla scultura alla pittura, da una visione realistica ad una evocativa, fatta di tonalismi e sovrapposizioni.
Cristiano permette la vita e la sopravvivenza. Da acqua! In una rappresentazione vivacemente barocca, in cui affiorano occhi, fiori, elementi naturali, motivi decorativi, passati anch'essi sotto un lento processo di combinazioni, assemblaggi, fusioni e trasformazioni, da un media all'altro, utilizzando diverse “materie” e materiali, unisce e abbevera questi esseri che si muovo “lenti” ognuno col suo ritmo biologico, col proprio passo. Da un foro a terra emerge una pozza d'acqua che è stata disegno, fotografia, rielaborazione digitale e poi tavoletta grafica, forex, gesso, ceramica per diventare liquido vitale.

La lentezza custodisce la memoria del saper fare, implica il ricordo, la realtà che preme sull'esistenza fino a lasciarvi un'impronta. La lentezza d'esecuzione è come un cammino lento che l'artista percorre come se fosse un “cammino verso se stesso”. E' migrazione invisibile della coscienza, distacco dal superfluo, alternativa esistenziale. E' un tempo “naturale” che scorre e varia a seconda dell'essere, umano o animale, che con esso crea anche il suo spazio.
Ma qual'è in Natura il reale tempo della Lentezza?
Una farfalla, essere fragile, ha una vita abbastanza breve, varia da qualche giorno a una settimana o due e, solo in alcuni casi, può raggiungere il mese di vita. Ma non è subito farfalla. E' uovo, bruco, pupa e adulto, e questo processo di trasformazione può durare, in alcune specie, anche 7 anni.
Il granchio, protetto dal suo duro carapace, scultura vivente, vive anche fino a 100 anni.
Una lunga vita ne afferra un'altra che si consuma in un tempo brevissimo, per cercare forse un equilibrio.
La pesantezza cerca lievità. Una dimensione terrena quella aerea. Un tempo ne insegue un altro.
Ma qual è il giusto grado di rallentamento? ...forse è quello che ci permette di sentire il battito di un'ala.
A S C O L T A . . . . . . . . . . . .
e per SENTIRE . . . affrettati lentamente...

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