FAI presenta Presepe Apparente a Milano

FAI presenta Presepe Apparente a Milano

Titolo

FAI presenta Presepe Apparente a Milano

Inaugura

Mercoledì, 18 Dicembre, 2013 - 19:00

A cura di

Fabio Carnaghi, Elisabetta Pozzetti

Artisti partecipanti

MassimilianoGalliani,  Michelangelo Galliani, Marco Petacchi

Presso

Chiesa di san Bernardino alle Ossa
via san Bernardino 1, Milano

Comunicato Stampa

La Delegazione FAI, Fondo Ambiente Italiano, di Milano il 18 dicembre 2013 alle ore 19,00 offre la possibilità di una visita speciale alla chiesa di san Bernardino alle Ossa con la presentazione di Fabio Carnaghi, curatore della mostra ed esperto delle relazioni tra arte contemporanea e beni culturali, in occasione della videoinstallazione Presepe Apparente, con il sostegno di Curia Arcivescovile di Milano e FAI. È necessario prenotarsi al sito www.faiprenotazioni.it

Spesso avvicinarsi al sacro nell’arte significa cadere in un certo manierismo, nell’oleografia e nell’agiografia. La videoinstallazione interattiva Presepe Apparente di Massimiliano e Michelangelo Galliani con Marco Petacchi si indirizza verso l’essenzialità e l’asciuttezza stilistica, sulla scia delle sacre rappresentazioni popolari, in cui la partecipazione collettiva risulta parte integrante del progetto artistico, coinvolgendo spazio mnemonico, emotivo e spirituale.

È riconoscibile in Presepe Apparente una forte reminiscenza con la tradizione iconografica che trasla nei linguaggi digitali - non solo nella forma - suggestioni caravaggesche. La luce con tutti i suoi apporti teologici può essere individuata come elemento centrale di un progetto che trasforma in teatralità videoartistica un percorso estetico che rompe la bidimensionalità e sconfina nell'empatia. La luce e il buio sono il binomio essenziale di Presepe Apparente al punto da incarnare il tonalismo generatore di immagini per contrasto. Il buio è la quinta, lo spazio indeterminato del mistero, che continua a permeare le figure attraverso l'ombra, mentre la luce svela e scopre la scena. La voce umana fuori campo è narrante e non ridotta a semplice “a parte”. Il visibile e il conoscibile assumono la stessa valenza percettiva al punto che vedere significa addentrarsi nell'immagine, ovvero visionare. La procedura addizionale delle figure in un andamento a climax restituisce la dimensione dell'epifania. È interessante individuare dal punto di vista filmico un concetto di immagine-apparizione sia nell'uso tecnologico che contenutistico, in una parola nel risultato sensoriale-immersivo. Questa operazione valorizza le proprietà simboliche delle tecnologie di rappresentazione digitale, rafforzate in questo caso dal contenuto religioso e tradizionale. La visione crea attesa allo stesso modo in cui l'evento iconografico si riferisce a modelli ben noti e radicati. Un ulteriore punto di vista coglie una forte attenzione verso il fenomeno iconografico, con cui Presepe Apparente si confronta, ed in particolare con la dimensione citazionista della pittura caravaggesca. La videoinstallazione, in cui immediatamente e direttamente si interfacciano il passato, il presente, l'interiorità e l'esteriorità, si avvale di una componente mimica verso i meccanismi della Sacra Rappresentazione di cui si conservano le dinamiche e le sceneggiature, derivate da matrici antiche della ritualità popolare. È dunque inevitabile interrogarsi sui rapporti con la comunicazione spettacolare e sui meccanismi veristici che rimandano al mondo secentesco di grande auge per la teatralità religiosa, con grande contributo del Caravaggio. In Presepe Apparente non si rintraccia un legame con questo sostrato culturale solo nella concezione visiva, ma anche negli elementi strutturali. La Sacra Rappresentazione nel Seicento persisteva nella sua religiosità popolare con pratiche assestate: agli istrioni venivano assegnate parti minori, importanti per il loro apporto veristico al successo di pubblico, mentre i protagonisti - Cristo, la Madonna e i santi - non erano impersonati da attori professionisti ma da membri delle confraternite. Le scene di Presepe Apparente ribadiscono nella contemporaneità, attraverso un processo conservativo, queste vicende. Sono gli artisti stessi con i loro figli i protagonisti delle apparizioni, autentici tableaux vivants prefilmici. E come nella pittura del Caravaggio un santo ad esempio può avere l'abbronzatura realistica di uno spaccapietre e l'interazione con il mondo animale è tanto centrale ed empatica, così nel Presepe Apparente il pastore mostra i suoi tatuaggi ornamentali e gli animali partecipano con la loro istintualità alla narrazione.

Il progetto videoartistico, che coniuga tradizione e contemporaneità, si distingue inoltre per il suo rapporto con lo spazio sacrale della chiesa di San Bernardino alle Ossa a Milano. L'interazione con lo spazio risulta fondamentale in relazione all’intero progetto. La Natività collegata al motivo uberale della nascita e del nutrimento spirituale si connette con la Passione e la morte di Cristo. La vanitas dell'ossario di San Bernardino ha la stessa potenza metaforica dei chiodi della croce, che appaiono come suggello finale di una traiettoria emozionale, spirituale e antropologica attraverso l’esistenza. (© testo, Fabio Carnaghi)

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