" Equilibri sospesi"

" Equilibri sospesi"

Titolo

" Equilibri sospesi"

Inaugura

Sabato, 7 Dicembre, 2013 - 17:00

A cura di

Giorgio Viganò- David Glanton

Artisti partecipanti

FEDERICO LISSONI

Presso

galleria cart
via sirtori 7 - 20900 monza

Comunicato Stampa

FEDERICO LISSONI : " Equilibri sospesi"

 

Prima esposizione personale alla Galleria Cart di Federico Lissoni (Sesto San Giovanni, 1980) che indaga con nuove modalità di esecuzione l'astrazione geometrica. 

Sovente le generazioni più giovani ritornano su percorsi già esplorati dalle avanguardie del secolo scorso alla ricerca di una solida piattaforma da cui prendere slancio 

per nuove sperimentazioni, spesso avvalendosi e agevolati dalle nuove tecnologie. 

Nella fase preliminare della costruzione dei suoi dipinti, Federico Lissoni, assistito dal computer, si è avvalso della "grafica segnaletica" per creare ed elaborare le proprie 

forme e immagini, per poi ricomporle a seconda delle necessità o dell'intento che intendeva perseguire.

Affrancatosi successivamente dal mezzo tecnico, la tela non è più nient'altro che una superficie piana e ciò che in essa si mostra è soltanto il gioco reciproco di alcuni tratti, 

colori e forme che determinate e particolari condizioni di luce mettono in evidenza. Il fondo medesimo, anche quando è uniforme e monocromo, non  mai la campitura inerte 

su cui si incastonano le abbreviazioni geometriche delle linee, ma il polo dialettico con il quale queste stesse linee della superficie dialogano. La pittura astratta non fa altro 

che concentrare la nostra attenzione su ciò che è fondamentale nell'opera pittorica : la composizione di forme e colori su un piano 

Grazie alla stesura piatta dei colori, la tela risulta estremamente compatta e su una tonalità solitamente omogenea del fondo si inseriscono  le forme strutturali del dipinto. 

Il centro sovente è assente, e appare una struttura pittorica in lievitazione, leggera e giroscopica: le forme fluttuano come sospese, sostenute da una loro forza interna e 

reciproca. 

Quando un'opera ha la proprietà di generare intorno a sé uno spazio di silenzio, promuove uno sguardo diverso  sulla realtà, uno sguardo crudo, astratto, grazie al quale il 

mondo si offre sotto il segno della contemplazione . Attraverso questo silenzio non si ottiene di fuggire dal reale o di soppiantarlo, ma piuttosto di coglierne le dimensioni 

occulte e nascoste. E' un silenzio che non pretende di annullare il linguaggio, bensì di trascenderlo : in una certa misura, è un silenzio che viene dopo la parola.

 

A cura di David Glanton e Giorgio Viganò 

 

Fino al 10 gennaio 2014 

 

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