The elephant theory

The elephant theory

Titolo

The elephant theory

Inaugura

Sabato, 10 Dicembre, 2016 - 12:00

A cura di

Maria Giovanna Villari e Ninotchka Di Stasio

Artisti partecipanti

 

Provenienti entrambi da percorsi artistici autonomi, Fabio e Paolo Lastrucci confluiscono nel progetto comune Nuages – morbidi approdi nel 2012. Il gruppo vive e lavora a Napoli.

L’attenzione al recupero dei materiali d’uso, risignificati attraverso l’esercizio di una raffinata manualità, è all’origine dei lavori in tessuto e poliuretani espansi di Fabio e Paolo Lastrucci. La loro ricerca artistica si muove trasversalmente tra vari linguaggi - pittura, scultura, illustrazione, fumetto, moda, pubblicità - traducendo i segni della memoria mediatica in intarsi di tessere rivestite di tessuto. La particolarità della tecnica derivante da una lunga esperienza in ambito teatrale (scenografia/costumi/sculture di scena), restituisce all’immagine la sua funzione comunicativa dialogando con lo spettatore e gli ambienti.

Un’operazione che macina e reinventa stili ed estetiche per aprirsi a risvolti concettuali, col suo introdurre nell’opera oggetti e materiali provenienti dal nostro vissuto

Le loro opere sono presenti in case di vari collezionisti in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, Olanda, Svizzera, Germania, Egitto, Sri Lanka, Messico e Canada.

Presso

galleria Le 4 pareti
Via Fiorelli,12/d, Napoli

Comunicato Stampa

 

"The elephant theory" di Fabio e Paolo Lastrucci (Nuages - morbidi approdi)
sabato 10 dicembre, ore 12 - 14, presso la galleria "Le 4 pareti" in via Fiorelli 12d, Napoli.
L'installazione è un omaggio-reinterpretazione della mostra "Elephant cosmetics" di Mr.Twist (Mark Dixon) e Nadia Martinez, presente in galleria fino a Natale. L'evento è curato da Maria Giovanna Villari e Ninotchka Di Stasio.

 

 La figurazione infantile e colorata, da giocattolo sofisticato è uno dei riferimenti dell’estetica di Nuages, che propone provocatoriamente l’oggetto artistico come un prodotto di consumo visivo, quasi fosse un peluches di design nato per assolvere una funzione “rassicurante”. In questo senso, l’opera non vuole imporsi e rompere lo spazio in cui si trova, ma dialogare con lo sguardo, mimetizzandosi nel contesto dei segni che ci circondano quotidianamente.

 

Il filo conduttore di “The elephant theory” è la claustrofobia. L'elefante, simboleggiante una natura istintiva e incoercibile, è costretto in una definizione/rappresentazione che lo soffoca in una teoria, lo in-quadra limitandolo. Da qui la sua posizione che è al tempo stesso fissata in una rigidità da icona sacra, mentre contemporaneamente cerca di sfuggire all’incasellamento muovendosi in una sorta di danza.

 
mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

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