Echi di pietra di Stefano Esposito

Echi di pietra di Stefano Esposito

Titolo

Echi di pietra di Stefano Esposito

Inaugura

Venerdì, 3 Luglio, 2015 - 10:30

A cura di

Nicola Ricci

Artisti partecipanti

Stefano Esposito

Presso

Blu Corner
Piazza Alberica 7/b, Carrara

Comunicato Stampa

Dal 3 al 25 luglio il Blu Corner di Carrara, spazio non profit per l’arte contemporanea a cura di Nicola Ricci, presenta una selezione di nove scatti dalla serie Echi di Pietra di Stefano Esposito. In bianco e nero, pellicola, sono parte del nucleo originario del progetto, che si è sviluppato nel tempo anche a colori, in un formato “intimo”, 18x24 cm, che richiama il più fedelmente possibile la dimensione originaria delle pietre. Precedentemente esposto alla Stadtbibliotek di Friburgo, al Goethe Institut di Roma e al Museo Civico di Norcia, è un work in progress che vede impegnato il fotografo dal 2004.

La ricerca è incentrata sulla verifica - o smentita - della relazione esistente tra rappresentazione  e presenza, segno e significato, complicata dalla mediazione della fotografia che riproduce, si interpone tra la pietra e il suo interlocutore; e sulla possibilità di innescare un meccanismo di coinvolgimento e gioco con lo spettatore, chiamato in causa per decifrarne forme e immagini. Le figure, che incarnano sembianze primitive di volti, animali, o sono arcaiche presenze astratte, ribaltano, o meglio, esorcizzano, negli scatti del fotografo, l’idea del totem, del feticcio, e del contenuto simbolico dietro ad esso: un sasso è solo un oggetto inerme, non c’è nulla al di là della casualità delle materie che incontrandosi tra loro formano facce, maschere, inserti, profili. 

Le immagini riproducono sassi naturali, frammenti sgretolati in milioni di anni, senza che siano stati modificati dalla mano dell’uomo. Le fotografie sono sgranate, imperfette, la messa a fuoco parziale: sia per evitare che ci si soffermi troppo sulla minuzia dei particolari, sia per favorire l'accesso ad una dimensione di sogno, o di gioco. La serie, tra le prime di Stefano Esposito, è sempre stata accompagnata, in ogni presentazione, da una frase di Goethe, che riassume l’approccio del fotografo al lavoro: Le pietre sono taciti Maestri. Esse rendono muto l'osservatore e il meglio che si possa imparare da esse non è comunicabile.

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