DENTRO

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Titolo

DENTRO

Inaugura

Martedì, 15 Marzo, 2016 - 18:00

A cura di

Anita Ingraiti

Artisti partecipanti

Dario Maglionico, Silvia Mei, Luca Miscioscia, Isabella Nazzarri, Stefania Ruggiero, Giulio Zanet

Presso

Studio d'intelaiatiura dell'officina del colore
Via Giuseppe Giacosa 39, Milano

Comunicato Stampa

DENTRO

Sommersi nel mezzo del caos... troppe immagini, troppi oggetti, troppo rumore. L’arte ci tende la mano, vorrebbe liberare le nostre menti stanche, educando all’immagine e concedendosi come risposta alla vita...qualcosa però glielo impedisce.

Pubblicità e tv promuovono una vertiginosa corsa alla ripetitività delle immagini e il paesaggio urbano non propone certo di meglio: pareti sovraffollate, muri invasi da cartelloni pubblicitari, annunci e manifesti. Le vie dei grandi corsi favoriscono la sovra stimolazione visiva, edifici commerciali scintillanti sfoggiano immensi brand luminosi. Parafrasando il pensatore della «modernità liquida»,Zygmunt Bauman, «la città postmoderna è piena fino all’orlo di vedute e suoni chesicontendonoattenzione». Laviolentasollecitazioneacuipercezioneememoriaumana sono sottoposte fa sì che entrambe siano destinate ad un parziale offuscamento. La visione diviene superficiale e sfuggente.

Il gesto artistico è creatore di immagini per antonomasia, è azione primordiale che ricerca l’essenzialità del gesto diventando l’immagine-opera.

L’essenzialità dell’immagine non si scorge nell’immediatezza di un’intuizione. Non a caso Willem De Kooning sosteneva che in questo nostro mondo«il contenuto è un’occhiata fugace», una visione veloce, en passant.

La visione è ostacolata, bisogna abbattere le sue barriere, liberare lo sguardo dalle banalità, dai cliché, abbandonare l’egemonia segnica per assaporare un solitario e silenzioso stupore estatico, godendosi la pausa fondamentale che dovrebbe accompagnare ogni fruizione liberando finalmente la visione.

Svestire completamente l’immagine-opera da ogni contenuto correlato al mondo sarebbe sbagliato, non può essere legata semplicemente a sé stessa. Una pausa dalla frenesia immaginifica potrebbe aiutare a cogliere la lettura spesso frettolosa delle opere, in cui il concetto di contenuto-immagine deve essere superato. Interessarsi alla tecnica, ai supporti, alle modalità adottate durante la realizzazione dell’opera, nonché alle pratiche dell’atelier d’artista potrebbero attivare la tanto conclamata pausa, senza trasformare naturalmente il contenuto dell’opera nelle insieme delle procedure utilizzate.

Davanti al rumore incessante dell’Horror pleni l’artista non smette di credere fermamente nella forza del gesto creatore, lavorando al ripristino della pausa estatica.

Lo studio d’artista rappresenta il rifugio, il momento di rinascita in cui si assapora la promessa di una sicurezza in questo mondo fragile. Varcata la soglia ogni timore si placa poiché diventa facile trovare il dentro e distinguerlo dal fuori.

Artisti in mostra: Dario Maglionico, Silvia Mei, Luca Miscioscia, Isabella Nazzarri, Stefania Ruggiero, Giulio Zanet

A cura di Anita Ingraiti Studio di intelaiatura dell’Officina del colore, via Giuseppe Giacosa 39, Milano (MM Rovereto)

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