“Dall’Attualità al Fantasy, un progetto alienista”

“Dall’Attualità al Fantasy, un progetto alienista”

Titolo

“Dall’Attualità al Fantasy, un progetto alienista”

Inaugura

Mercoledì, 19 Febbraio, 2014 - 18:00

A cura di

Maria Cristina Maritati

Artisti partecipanti

Giorgio De Cesario

Presso

La Casa degli Artisti

Comunicato Stampa

 

La Mostra Personale Itinerante “Dall’Attualità al Fantasy, un progetto alienista” dell’artista Giorgio De Cesario ritorna a La Casa degli Artisti di Gallipoli, dopo i grandi successi ottenuti nelle tappe di Francavilla Fontana e Brindisi. Rimarrà aperta al pubblico tutti i giorni dalle ore 18.00 alle ore 21.00 fino al prossimo mese di Giugno per poi ricominciare il suo viaggio in varie sedi italiane. Si tratta della prima mostra “alienista” di Giorgio De Cesario, uno dei fondatori, insieme a Vera Ambra, del movimento culturale e di pensiero denominato “Alienismo”.
La Mostra ha già  fatto il suo esordio presso La Casa degli Artisti di Gallipoli, che ospita la Galleria Permanente di Giorgio De Cesario, dove ha già riscosso un notevole successo di pubblico e di critica così raccontato dalla scrittrice Ilaria Ferramosca: “Una serata intensa ,fatta di cultura, emozioni, e con l’attenzione rivolta soprattutto alla socialità e al confronto; con lo scopo di ritrovare noi stessi anche attraverso l’altro, risvegliare la nostra umanità, ormai ceduta in cambio di un falso ideale di progresso, e della quale possiamo e dobbiamo riappropriarci per riuscire a produrre il reale cambiamento evolutivo”.

La nuova collezione di tele dell'artista percorre un interessante itinerario tra i vari fatti di cronaca tanto pubblicizzati dai mass media in questi ultimi mesi: il disastro della Costa Concordia, i casi di Melania Rea e Yara Gambirasio, il triste destino di Melissa Bassi, la preannunciata fine del mondo secondo le previsioni Maya, l’instabile situazione politica attuale dell’Italia e i tanti problemi sociali della società moderna. Inoltre l’artista è ancora al lavoro proprio in questi giorni e arricchirà l’esposizione di Francavilla Fontana con nuove opere fuori catalogo. Molti "disegnatori" del passato avevano descritto con le loro immagini gli avvenimenti della loro contemporaneità, soprattutto in periodi storici in cui la mancanza di mezzi di comunicazione lasciavano ampio spazio all’inventiva di questi "disegnatori", molto spesso artisti anonimi. Oggi i mass media diffondono immagini ogni momento del giorno e della notte e negli angoli più remoti del nostro villaggio globale, ed ecco che alcune di queste immagini diventano molto spesso "icone" di un avvenimento.  Proprio partendo da queste icone Giorgio De Cesario ha iniziato il suo viaggio figurativo. La novità consiste nella trasfigurazione di queste immagini-simbolo, non una semplice riproduzione grafico-pittorica ma una rilettura di tutti i dettagli, una rielaborazione fantastica tramite colore ed effetti cromatici. E' quindi dalla “contaminazione” di questi due mondi, la realtà dell'attuale e l'irrealtà del fantastico, che nascono le nuove opere di Giorgio De Cesario. Il tutto è arricchito da quegli elementi che da sempre caratterizzano la sua produzione: la tecnica inconfondibile dei volti in argilla in rilievo sulla tela, orecchini veri che pendono dai lobi dei personaggi femminili, vivaci fantasmagorie cromatiche sia nello sfondo che nella rappresentazione dei dettagli. L’osservatore è ancora una volta  trasportato in un mondo fantastico, ma, nello stesso tempo,è portato  a riflettere su quello che è il mondo di oggi: uno scenario drammatico dove disagio mentale, superstizione, superficialità e ignoranza provocano tragedie inenarrabili. L'artista, uno dei fondatori dell' "alienismo", nuovo movimento artistico-culturale presentato a Roma nel febbraio 2012, intende quindi riallacciarsi ai principi di tale movimento, offrendo ai suoi estimatori una nuova lettura della realtà contemporanea: superare la drammaticità del contingente per ritrovare speranza e ottimismo, suggerire nuovi spazi alla fantasia per ridare respiro alla creatività, proporre al mondo nuovi colori per vivacizzare le varie tonalità di grigio della vita quotidiana.  Ilaria Ferramosca ha così descritto le opere presenti in questa nuova collezione:” I lavori della nuova produzione artistica di De Cesario, nel concreto, individuano alcuni dei momenti salienti della cronaca odierna, nera o scandalistica; esempi che sottolineano l’allontanamento dell’uomo dai valori di un tempo e dai suoi sentimenti, fino a divenire quasi alieno a se stesso. Solo l’arte può scuotere e risvegliare le coscienze fino a sublimare le brutture del quotidiano, trasfigurandole in metafore e moniti, come facevano le fiabe nel passato”.  E la stessa Vera Ambra, madrina della serata inaugurale del primo appuntamento a Gallipoli, si è così pronunciata su queste ultime fatiche dell’artista: “Attraverso le sue opere Giorgio ha cercato di prendere le distanze dalla follia che coglie all'improvviso e fa di noi tutti delle vittime inconsapevoli della cronaca che  pubblicizza attraverso gli schermi e i giornali fatti talmente spaventosi che sembrano finti. E allora affacciamoci nei piccoli teatri di Giorgio De Cesario per assistere alla rappresentazione fantastica di avvenimenti che nel 2012 hanno tanto colpito i nostri occhi e le nostre orecchie: La Farfallina di Belen Rodriguez, forte elemento di gossip che segnò il Festival di Sanremo; La Donna con le Valigie, ispirato al disagio delle donne; L'Ultimo Tango, ispirato a Parolisi e alla moglie Melania; La Rinascita Maya, argomento che negli ultimi anni ha tenuto tutti con il fiato sospeso; Fiore Reciso che rappresenta la vita interrotta di Melissa Bassi, studentessa a Brindisi; La Madonna del Giglio che ripercorre il naufragio della Costa Concordia; Una Vita Spezzata, dedicata a Yara Gambirasio, ginnasta e fanciulla dai mille sogni, tutti infranti da una fine tragica;  Caecus Caeco Dux che  si ispira ai ciechi di Bruegel;ed infine La sposa Lasciata, una scultura di figura femminile con la quale l'artista denuncia la crisi del matrimonio, della famiglia e l'aumento di separazioni e divorzi.

Ognuna di queste opere è una porta che si apre nella coscienza collettiva e attraverso la gioiosità dei colori mette in risalto la drammaticità della pura follia”.

Maria Cristina Maritati

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