“Da Giani a Reggiani”, due artisti per uno stesso viaggio

“Da Giani a Reggiani”, due artisti per uno stesso viaggio

Titolo

“Da Giani a Reggiani”, due artisti per uno stesso viaggio

Inaugura

Martedì, 4 Giugno, 2013 - 18:00

A cura di

Sergio Baroni e Franco Bertoni

Artisti partecipanti

Felice Giani, Cesare Reggiani

Presso

Galleria Antichità Baroni
via Madonnina 17, Milano

Comunicato Stampa

Un singolare fil rouge tra il neoclassico Felice Giani e l’eclettico artista contemporaneo Cesare Reggiani: il viaggio nei paesaggi dell’Appenino romagnolo; che a Milano viene ripercorso alla Galleria Antichità Baroni con un inedito autoritratto del decoratore settecentesco.
Dal 5 giugno, con inaugurazione il 4 giugno alle ore 18.00, la Galleria Antichità Baroni di Milano ospita un’esposizione dedicata a un viaggio compiuto da due artisti a oltre 200 anni di distanza: il tragitto Faenza-Marradi, lungo la valle del Lamone sull'Appenino tosco-romagnolo. Percorso nel 1794 dal pittore piemontese Felice Giani (1758-1823) durante il soggiorno romagnolo, che lo “annotò” per immagini nei 22 fogli che compongono il suo Taccuino di viaggio. Ripercorso da Cesare Reggiani nel 2012, che ci restituisce le stesse tappe in chiave moderna. E così, passato e contemporaneo dialogano attraverso i paesaggi interpretati da queste due forti personalità.

La mostra è un omaggio a Giani e al contempo un riconoscimento a paesaggi dagli scorci bellissimi, grazie al tocco nitido e leggero, mai banale, di un artista sorprendente come Reggiani, illustratore ancor prima che pittore: stazioni, ponti, ville, caselli calati in un’atmosfera metafisica che li rende evocativi e poetici. Ma c’è di più: l’omaggio a Giani è rafforzato da un inedito autoritratto, recentemente scoperto, dell’artista giovanissimo, accompagnato da uno scritto di suo pugno. Un’opera ovviamente diversa da quelle della maturità di questo significativo interprete dell'arte neoclassica in Italia, abile in vaste decorazioni parietali così come in semplici, graziosi disegni di cui la mostra offre qualche esemplare. Disegni che attestano una profonda comprensione della pittura antica e la piena adesione alla poetica del Winckelmann (1717-1768) e di Mengs (1728-1779), in una parabola ascendente di eleganza e raffinatezza. Durante il suo soggiorno faentino Giani contribuì ad arricchire la stagione del neoclassico locale con il contributo di un'esperienza e di una cultura internazionali. Oltre al ciclo per Palazzo Milzetti, oggi Museo Nazionale dell’Età Neoclassica in Romagna, si ricordano le decorazioni della Galleria dei Cento Pacifici (1786-87), di Palazzo Conti (1787, 1801), di Palazzo Laderchi (1794, 1796), Palazzo Naldi (1803, 1809), considerato il momento più creativo della sua produzione, Casa Tassinari, Casa Ugolini (1800), Casa Bandini (1802), Studiolo di D. Strocchi (1808), Palazzo Severoli (1811), Palazzo Gessi (1813), Palazzo Morri (1816), Palazzo Cavina (1816), Palazzo Pasolini dall'Onda (1818), Casa Montanari già Fagnoli (1818), Casa Caldesi (1820).

CESARE REGGIANI

Cesare Reggiani è un artista dalla personalità eclettica: esordisce giovanissimo alla fine degli Anni 70 nel campo del fumetto d’autore, pubblicando su riviste e poi albi usciti in Italia, Francia e Spagna (Drama, Prigionieri della Meta, Deviazione Cerebrale). L’ultimo, e più amato, albo a fumetti nasce all’inizio degli Anni 80: “Le Dieci Esperienze di Orino Vientellio”.
L’interesse per la forza evocativa e comunicativa dell’immagine singola porta però Reggiani ad affermarsi sempre più nel campo dell’illustrazione editoriale e della comunicazione, producendo le immagini per innumerevoli copertine di libri, per libri illustrati e per riviste d’immagine, per manifesti, campagne, calendari. In questa attività ha collaborato con i maggiori editori italiani e stranieri.
Il forte interesse per il dialogo fra immagine e letteratura lo stimola a illustrare libri di poesia, fra i quali la raccolta “Canti della stagione alta” di Paolo Melandri.
Nel 1998, in occasione di una vasta mostra antologica al Palazzo delle Esposizioni di Faenza, viene pubblicato il volume monografico “Esperienze”.
La collaborazione con studi di architettura e di design consente a Reggiani di cimentarsi in varie occasioni con grandi spazi: in questo campo ha progettato e realizzato l’immagine per grandi stand fieristici, mostre d’arte e show room.
In collaborazione con lo studio Rava Piersanti ha curato l’immagine del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza e, recentemente, ha realizzato grandi sculture animali per un nuovo Asilo Nido.
Dopo anni di collaborazione con Laura Ferrari, fonda con lei lo studio Cabriolet, dal quale si congeda dopo qualche tempo, pur continuando a collaborare nella creazione di immagini.
Una sincera disposizione alla didattica porta Reggiani a insegnare dapprima all’Istituto Albe Steiner di Ravenna, in seguito all’ISIA di Faenza.
Alla fine del 2008 dà alle stampe il libro illustrato “Unocadirò”: una raccolta di limericks scritti e illustrati a tratto di china.
La pittura tout-court, da sempre considerata come intima e personale ricerca primigenia, diviene dai primi Anni 90, in coincidenza con la residenza per parte dell’anno a Parigi, la principale e più consistente forma d’espressione dell’autore. È da allora che Reggiani tiene mostre personali in Italia, Francia, Olanda, Germania, USA. www.cesarereggiani.com

Dal catalogo “Cesare Reggiani. Faenza-Marradi A/R”, Danilo Montanari Editore:“Cesare Reggiani è un artista sempre sorprendente, perché riesce a essere nel contempo – alla maniera di Italo Calvino – leggero e profondo. Leggero nella forma, che è pulita, nitida, gradevole per l’occhio, perfettamente leggibile; e profondo nelle implicazioni interpretative, che sono inaspettate, mai banali, con qualche sommesso sospetto metafisico. Le sue immagini si svelano, ogni volta, più ricche di quanto appaiano a prima vista. Accompagnandolo in queste sue passeggiate, svagate quanto attente lungo la strada che va dal piano al monte, avviatesi durante le calure estive e conclusesi nelle prime frescure autunnali, ci scopriamo qui invitati a condividerne sensazioni e riflessioni.” Ferruccio Giromini
Per info: antichitabaroni@gmail.com, 02.804504.

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