A Casa Saraceni la mostra “Al chiaro di luna” di Giovanni Romagnoli. Dipinti, disegni, sculture della Fondazione Carisbo

A Casa Saraceni la mostra “Al chiaro di luna” di Giovanni Romagnoli. Dipinti, disegni, sculture della Fondazione Carisbo

Titolo

A Casa Saraceni la mostra “Al chiaro di luna” di Giovanni Romagnoli. Dipinti, disegni, sculture della Fondazione Carisbo

Inaugura

Martedì, 11 Aprile, 2017 - 18:00

A cura di

Angelo Mazza

Artisti partecipanti

Giovanni Romagnoli

Presso

Casa Saraceni
Via Farini, 15

Comunicato Stampa

Martedì 11 Aprile alle ore 18,00 inaugura a Casa Saraceni, sede della Fondazione Cassa di
 
Risparmio in Bologna in via Farini 15, la mostra “Al chiaro di luna” di Giovanni Romagnoli. Dipinti,
 
disegni, sculture della Fondazione Carisbo a cura di Angelo Mazza, Conservatore delle Raccolte
 
d’arte della Fondazione.
 
La collezione fu donata alla Cassa di Risparmio in Bologna nel 1978, due anni dopo la morte di
 
Giovanni Romagnoli, dalla sorella Annunziata: le 159 opere di cui la donazione si compone (143
 
dipinti e 16 sculture) furono subito mostrate al pubblico negli ambienti della chiesa di San Giorgio
 
in Poggiale.
 
Per la prima volta da allora, dopo quasi 40 anni, la Fondazione Carisbo dedica una mostra
 
monografica all’artista di origini faentine che a Bologna ha visto sbocciare la sua carriera artistica,
 
ha frequentato l’Accademia di Belle Arti e intessuto rapporti con importanti artisti bolognesi della
 
sua generazione, tra cui Giorgio Morandi, Carlo Corsi, Alfredo Protti, etc...
 
Tra i quadri più significativi presentati in mostra colpisce “Al chiaro di luna” della fine degli anni
 
Trenta, che rappresenta una figura femminile distesa su un canapè di velluto rosso accanto ad un
 
giovane orchestrale con il capo chino, impegnato a suonare il violoncello. Sul fondo un paese
 
indistinto e un cielo stellato con la falce di luna. Quest’opera, tra le più toccanti, esprime la visione
 
onirica di Giovanni Romagnoli, pittore schivo e appartato, estraneo alla dialettica anche aspra
 
delle correnti artistiche del Novecento.
 
Tra i suoi primi dipinti si colloca lo studio “Interno con scrivania, lampada e poltrona” (1910),
 
eseguito a matita e acquarello su carta. Qui l’artista, pur essendo agli esordi, dimostra sicurezza
 
nel segno e abilità nella resa delle luci.
 
La consacrazione artistica di Romagnoli avvenne durante gli anni Venti, anche all’estero, quando la
 
sensibile modulazione della luce, impastata con i colori di una tavolozza chiara incontrò le sue
 
tematiche predilette: quelle intimistiche e familiari, con figure femminili e scene domestiche. A
 
questo periodo appartiene “Studio di mani” (1921).
 
In mostra anche un raro autoritratto dell’autore, che si è voluto rappresentare accanto alla
 
modella preferita Zoraide Domenichini. Il quadro “Autoritratto a figura intera con modella
 
(1938) mostra l’immagine dei due protagonisti riflessa nello specchio.
 
Giovanni Romagnoli, oltre che in pittura e nel disegno, si esercitò nella scultura. Particolarmente
 
apprezzate la figura a grandezza naturale di “Pomona”, apparsa nel 1939 alla terza Quadriennale
 
d’Arte Nazionale a Roma, la “Testa di Zoraide” (1934) e le due teste in terracotta con voli
 
femminili studi per la decorazione del Teatro Verdi (1927 ca.) che fu distrutto dai bombardamenti
 
nel secondo conflitto mondiale.
mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

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