c'è sempre qualcosa

c'è sempre qualcosa

Titolo

c'è sempre qualcosa

Inaugura

Mercoledì, 14 Dicembre, 2016 - 18:00

A cura di

anna soricaro

Artisti partecipanti

Roberto Carradori, Gina Fortunato, Mariateresa Provenzano, Patrizia Storoni

Presso

centro culturale zerouno
via indipendenza, 27

Comunicato Stampa

C’è sempre qualcosa che possa essere realizzato con successo, qualcosa da considerare, attuare, qualcosa che non ha confini e che per questo affascina. Per questa ultima esposizione si è scelto un film biografico intenso che lascia riflettere e si è individuata una citazione che si associa alla opere d’arte che non hanno mai confini. Siamo tutti diversi, banale dirlo, come le opere d’arte, custodi di successi ed insuccessi, gioie e dolori, esito di sforzi con porte aperte alla speranza. Ci si avvicina ad osservare un’opera d’arte soprattutto per le sensazioni che essa ci trasmette, in questa esposizione è custodita una speranza legata alla vita e all’esistenza delle opere d’arte stesse: quattro artisti sono i protagonisti di tante ricerche differenti, in un percorso che passa dalla figurazione all’astrazione e viceversa, in una infinita grandezza dell’arte contemporanea, evidenziando come ogni figurazione contenga astrazione ed ogni astrazione serbi la figurazione, sena una grande differenza tra i due generi. In un percorso privo di confini Roberto Carradori, Gina Fortunato, Mariateresa Provenzano, Patrizia Storoni sono i protagonisti che  hanno tante storie da raccontare, frutto, inevitabile, di una speranza che non morirà. Il titolo dell’esposizione è un’un invito ad operare e sperare perché c’è sempre qualcosa da fare, nulla è senza via d’uscita. In fondo, il filo rosso dell’evento è mostrare come la figurazione e l’astrazione, per quanto rette parallele, siano mosse dagli stessi moti, con il fine di giungere dritte all’animo dell’osservatore. 
Patrizia Storoni si avvale di una pittura intimista per realizzare volti femminili accuratamente delineati, nascendo spontaneamente l’arte della Storoni non è un bisogno, le appartiene talmente profondamente e segretamente che viene fuori con una facilità disarmante. I colori rispecchiano lo stato d’animo che l’artista vive e pensa nel momento in cui dipinge evidenziando come il disegno e la pittura abbiano una grande importanza nella sua vita. Una grande mano matura si muove sul supporto ed insieme alla grande esperienza di grafica pubblicitaria vengono fuori inquadrature di mirabile  esperienza che muovono lo sguardo dell’osservatore direttamente ai dettagli. Una mano esperta e già ben avviata lascia che parlino gli sguardi in una performance artistica sempre di grande impatto. Un’arte profonda e romantica che lascerà grandi segni ai posteri. 
Roberto Carradori fotografa la realtà circostante con una abilità grandiosa, scene di vita quotidiana si palesano in ogni opera che fotografa la realtà con una cura di dettagli mozzafiato. Non esistono opere simili, né scene che non siano dettagliate, tutto è inquadrato nel rispetto della gente rappresentata e delle loro condizioni qualsiasi esse siano. Uno sguardo attento alla realtà lascia che l’osservatore venga colpito dagli scatti pittorici che celano una buona mano destinata ad arrivare molto lontano. Un’arte estremamente contemporanea che traccia una quotidianità difficile ed intensa e che cela un animo buono e disponibile, uno spirito intenso e forte. 
Mariateresa Provenzano districa la propria arte tra astrazione e figurazione, entrambe rese con un impegno di pregevole spessore. In questa esposizione l’artista si dedica all’astrazione e lo fa con opere di piccole dimensioni che mostrano la crescita artistica. Partendo dalla sperimentazione di una leggera materia si districa nel colore nascondendo personaggi ed oggetti nei suoi toni. Spirito pacato solo apparentemente esplode di grinta ed entusiasmo in cromie sempre intense, vivide e di grande carica energica. Ogni opera è traccia di un vissuto intenso e mostra la grande forza di una donna che ha tanto da dire e non smette mai di imparare e crescere. Un’arte che non ha vincoli né freni e che lascia libera l’anima di muoversi tra gesti e colori. 
Gina Fortunato è ispirata dalla vita di ogni giorno; il susseguirsi di momenti e giornate sempre diverse vengono impresse sui supporti, davanti a tele bianche tramite un’anima che si libra e si ispira. Una grandiosa serenità lasciano trasparire toni soavi e coinvolgenti, la mano pare muoversi liberamente su una tela che è pronta ad accogliere emozioni sempre nuove e diverse. Davvero non ha confini l’arte della Fortunato, parlano dell’artista e del cosmo individuando una sinergia grandiosa, così  la grandezza cosmica attrae la Fortunato, la ispira e la porta a dipingere intensamente tra toni sconcateni e sempre eleganti. Sentimenti imponenti e diversi vengono racchiusi in quei tratti larghi e i colori completano quella danza grandiosa in cui la musica la detta chi osserva e non chi crea in una resa teatrale di grande suggestione. 
 
[.…] Ma, fin dall’alba della civiltà, l’uomo si è sempre sforzato di arrivare alla comprensione dell’ordine che regola il mondo. Dovrebbe esserci qualcosa di molto speciale nelle condizioni ai confini dell’universo. E cosa può essere più speciale dell’assenza di confini? Non dovrebbero esserci confini agli sforzi umani. Noi siamo tutti diversi, per quanto brutta possa sembrarci la vita, c’è sempre qualcosa che uno può fare e con successo. Perché finché c’è vita… c’è Speranza
 
(La teoria del tutto, film statunitense  del 2014 diretto da James Marsh)
 
 
 

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