BLASTED

BLASTED

Titolo

BLASTED

Inaugura

Martedì, 12 Maggio, 2015 - 18:00

A cura di

Zara Audiello

Artisti partecipanti

Rebecca Agnes, Basma AlSharif, Ludovic Bernhardt, Eirene Efstathiou, Zoe Giabouldaki, Goran Micevski, Stefania Migliorati, Maria Mitsopoulou & Tina Voreadi, Campus Novel, Mariagiovanna Nuzzi, Giorgos Papadatos, Bojan Radojcić, Société Réaliste, Ivana Smiljanić, Slobodan Stošić, Salon de Vortex (Yiannis Isidorou-Yiannis Grigoriadis)

Presso

Beton 7
7 Pidnas, Votanikos-Atene 1855 Grecia

Comunicato Stampa

Beton 7 presenta BLASTED mostra collettiva a cura di Zara Audiello
con il supporto di ECF Step Beyond Travel Grant.
 
Nella letteratura del secondo dopo guerra in Italia c’è una contrapposizione tra scrittori/
scrittrici politicamente e socialmente impegnati/e ed i personaggi da loro ritratti, consumati
dal male di vivere. Questo tipo di approccio ha portato alla nascita di una classe di intellettuali
partecipi alla vita politica e sociale del paese.
In particolare in Italia l’impegno neorealistico ha fortemente contribuito alla nascita di un
modello intellettuale usato come strumento per indagare sul reale e cercare di migliorarlo.
Scrittori come Moravia e Pasolini sperimentano pienamente questo strumento. Entrambi
infl uenzano la cultura e la cinematografi a contemporanea, entrambi analizzano il disagio
del popolo e il degrado delle classe Borghese come accade negli “Indifferenti”, in “Ragazzi
di vita” o “La Ricotta” e “Teorema”. I due individuano un “nuovo fascismo” consumistico che
punta all’omologazione totalitaria del mondo, cancellando ogni differenza individuale, sociale
e negando la libertà.
Rifl essioni su un tipo di fascismo suburbano consumistico si possono trovare anche in
autori/autrici anglosassoni come J.G.Ballard. Esemplare il romanzo “Regno a Venire”, dove
l’ideologia viene ad incarnarsi nell’appartenenza ad una tifoseria sportiva che si sovrappone
alla fi dealizzazione dei clienti di un grande centro commerciale, odierno tempio dell’ideologia.
Ed è proprio in questa negazione, in questo senso di immobilità mentale, progettuale e
creativa, che prende forma, anzi non prende forma una certa categoria generazionale
impregnata di un senso del vissuto spiacevole, inadeguato e insofferente.
A Londra negli anni ‘90 abbiamo assistito al “bum” della YBA, tutti artisti/e fi gli/e degli anni
Settanta. Periodo in cui l’abiura culturale e il rinnegamento dei modelli culturali reali, ossia
quei modelli patrimonio di un sapere proletario e contadino, sempre citando Pasolini prendono
atto. L’omologazione che ha distrutto ogni autenticità e concretezza inizia nel momento in cui
si comincia a tollerare l’ideologia edonista insinuatasi con il nuovo potere. I media moderni
naturalmente contribuiscono ampiamente al processo involutivo, imponendo i modelli voluti
dall’ultima industrializzazione.
Nelle opere di questi artisti/e emerge chiaramente un disagio ed uno spaesamento che si
manifesta il più delle volte sotto forma di apatia. Si pensi a “My Bed” di Tracy Emin, o alla
formale spietatezza di Hirst in “The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone
Living”. Entrambi seppur con estetiche molto diverse rappresentano la forte dicotomia
reazione/indolenza prodotta da un sedimentato sessantennio di società del consumo.
Nell’Europa contemporanea assistiamo ad un interessante processo che ci spinge ad una
nuova concezione geo politica europeista. La Comunità, incapace di sostenere gli effetti di
una crisi prolungata, deve prendersi carico delle forzatura che arrivano soprattutto dai Paesi
diffi cili, da quei Paesi resi economicamente in defi cit dalle nuove manovre politiche, la Grecia
in primis, oltre l’ Italia e la Spagna; o addirittura da quelle Nazioni annesse da poco o non
ancora facenti parte dell’Unione, come i Balcani: i Dannati dell’Europa.
Le problematiche improcrastinabili provenienti da queste aree spingono il vecchio continente a
riesaminare i parametri di adesione per non correre il rischio di incitare gli animi separazionisti
che sancirebbero la fi ne dell’Unione.
Dunque se da una parte, in alcune opere dei giovani artisti/e contemporanei/e, la frustrazione
e lo stato di ansia nevrotica sembrano ispirarsi ai complessi personaggi degli scritti di Sarah
Kane, in cui la violenza cela una condizione abulica, dal bacino del malcontento si è comunque
generata una sorta di energia protesa al cambiamento.
Come per l’urbanismo ci sono casi in cui le trasformazioni delle metropoli vengono pensati e
attuati attraverso interventi urbani nelle periferie, non più dormitori, ma scintille di energie
volte a ridare dignità alle città del futuro, così numerose sono le spinte eterogenee provenienti
da tessuti molteplici che tendono a scardinare l’attuale sistema fondato sulla grande illusione
del capitalismo liberista.
“Blasted” più che una mostra, vuole essere una declamazione pubblica non tanto di principi
o intenzioni volti a degli obbiettivi, ma un intervento artistico accurato teso a puntualizzare
l’urgenza di cambiamenti strutturali e sociali.
Le opere proposte dagli artisti/e coinvolti hanno identità rizomatiche, vanno a comporre
l’allestimento senza punti di entrata o uscita ben defi nìti, procedono nello spazio evidenziando
la precisa volontà di negazione dell’ordinamento gerarchico. Avanzano liquidamente nel
complesso sistema dei multipli, rivendicando, per citare lo scrittore Glissant, il diritto all’opacità
e rinunciano all’idea di un ordine sovrano che riconduce coattamente ad un’unità prestabilita.
 
Zara Audiello
Belgrado Aprile 2015
 
*
 
ENGLISH VERSION
 
Beton 7 presents BLASTED group exhibition curated by Zara Audiello
with the support of ECF Step Beyond Travel Grant.

Post World War II Italian Literature is characterized by the confl ict between politically and
socially engaged writers and the very characters they wrote about who were often consumed
by existential pain. Neorealism perfectly summed up the intellectual model of investigating
social reality while trying to improve it.
Writers such as Moravia and Pasolini fully endorsed this new creative system that infl uenced
the literary and cinematographic landscape. In books such as “Gli Indifferenti“ and “Ragazzi
di Vita” or in movies such as “La Ricotta” and “Teorema” they analyzed the discomfort of the
lower classes against the backdrop of a decadent Bourgeoisie. The two intellectuals believed
a new kind of consumer fascism was taking over our society, obliterating cultural differences
and heritage, creating a homogenized mass who would be easy to control and manipulate.
Refl ections on consumer fascism can be also found in the works of Anglo-Saxon authors such
as J.G.Ballard and his novel “Kingdom to Come”. The embodiment of this new consumer
ideology is expressed in the book through the protagonists affi liation with a sporting fan club,
itself sponsored by a shopping mall chain, the temple of this new consumer religion.
In this full-blown consumer society a new generation begins to take shape. Often characterized
by a creative immobility as well as ongoing social and personal discontent and alienation. In
the London Art Scene of the 90’s we witnessed the “boom” of the YBA. An artistic movement
where, quoting Pasolini: “The cultural models moved further away from the proletarian and
peasant’s Heritage to embrace an hedonistic ideology supported by the New Media”.
In those artists work we see an emerging kind of discomfort and disorientation, represented
often in the form of apathy, like in Tracey Emin’s “My Bed”, or in the formal ruthlessness
of “The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living” by Damien Hirst.
Using very different aesthetics both are engaged in representing the dichotomy “reaction/
indolence “ produced by the consumer society.
In contemporary Europe we are witnessing an interesting process that is leading to a new
concept of Geo-European Policy. The European Community in experiencing ongoing pressure
caused by economically endangered countries such as Greece, Italy and Spain; new political
uncertainties caused by newly affi liated nations; or similar pressure from nations that wish
to be included such as states in the Balkans: the Blasted of Europe.
The E.U. fi nds itself forced to take charge and face up to these new economic and political
challenges. These pressing issues, coming from problematic areas, have pushed The Old
Continent to reexamine the parameters and politics of annexation. This is done to keep at
bay the separatists forces inside the Union striving to terminate its very existence.
In the work of many young contemporary artists you may still see the frustration characterized
by the YBA’s, or the infl uence of Sarah Kane’s writings characterized by ongoing violence
intertwined with an apathetic condition. At the same time a new kind of energy, reaching out
for change, also emerges.
An energy that seeks change is present in many contemporary urban architectural
reassessments. The transformation of the metropolis is designed and implemented through
urban interventions in suburban areas. The suburbs are no longer seen as mere dormitories
but as places that can provide sparks of energy that will give dignity back to the cities of the
future.
“Blasted,” more than being an exhibition, wishes to be a public declaration: an artistic
intervention that points out the urgency of change.
The works included have a rhizomatic identity. They come together in an installation that has
no specifi c entry or exit point. It proceeds through the space underlining the precise intention
to defy a hierarchical order. Presenting itself in a fl uid manner making use of a complex
multiplicity which claims, as in Glissant’s writings, the right to be opaque, giving up the idea
of a “Sovereign Order” with it’s predetermined forced unity.

Zara Audiello
Beograd April 2015

*

Info: Zara Audiello: zaraudiello@gmail.com
Giorgos Papadatos: georgiospapadatos@gmail.com
www.beton7.com

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