Biala Podlaska n. 55930

Biala Podlaska n. 55930

Titolo

Biala Podlaska n. 55930

Inaugura

Venerdì, 27 Gennaio, 2017 - 16:30

Artisti partecipanti

Walter Lazzaro

Walter Lazzaro nasce a Roma il 5 dicembre 1914. Il padre, Ermilio, è un affermato artista specializzato in Arte Sacra e insegnante di disegno e pittura in varie Scuole d’Italia ed è conosciuto negli Stati Uniti ed in Sud-America per aver contribuito con il padre, Giuseppe Lazzaro, a realizzare numerose opere d’Arte Sacra a Chicago (Seminario Teologico)in Brasile ed Argentina (Casa Rosada).

Nel 1932, a  soli 18 anni tiene la sua prima mostra personale a Roma, Palazzo Torlonia, presentando ben 114 opere, di tendenza prettamente figurativa e notevolmente influenzate dalla Scuola ottocentista del padre,  ottenendo subito lusinghieri consensi di pubblico e critica, successi che lo accompagneranno sino al termine della sua esistenza.

Sono gli anni in cui a Roma opera la Scuola Romana, capeggiata da Antonietta Raphaël, Mafai, e Scipione, che si oppone al freddo accademismo rivisitatore di un certo classicismo. Lazzaro, negli anni in cui i seguaci di questa corrente guardano all’immagine in una calcolata deformazione espressiva, rivisita il messaggio del “Museo” ammorbidendo le masse cromatiche per porgere una pittura dolcemente incantata, sospesa in un magico silenzio.

Egli si stacca quindi dalle imposizioni epocali e segue una sua particolare ricerca fondata sui rapporti tonali e sulla valorizzazione degli spazi e dell’atmosfera.

Premiato alla XXIII Biennale Internazionale di Venezia, nel 1942, mentre svolge il servizio militare, subisce le conseguenze degli eventi bellici:  viene fatto prigioniero dalle truppe tedesche a Tirana l’8 settembre 1943 e deportato in campo di prigionia a Biala Podlaska, in Polonia, quasi al confine con la Russia.

Il periodo della prigionia, con i travagli e le sofferenze fisiche e morali, avrà conseguenze rilevanti sulla pittura di Walter Lazzaro. La sua personalità ne esce rafforzata dalla Fede ed i suoi convincimenti artistici si espsndono verso la ricerca più approfondita dell’animo umano arrivando negli anni cinquanta ad espirmersi compiuitamente nella sua “pittura silente”, conclamata da Lionello Venturi con la definizione “Il metafisico pittore del silenzio”.

E’ una pittura che Lazzaro iniziò a ricercare sin dali anni trenta con le prime barche solitarie ed i primi silenzi di strade deserte e che in quegli anni concretizza ulteriormente nei capanni e nelle  spiagge deserte ispirate da un soggiorno in Calabria. La figura umana, nella sua completezza, è scomparsa dalle opere di Walter Lazzaro dopo la prigionia, quasi che il rapporto con l’essere umano si sia interrotto. Continua invece a produrre ritratti, nei quali viene dato risalto soprattutto agli occhi. Occhi che parlano, che esprimono la personalità intima del soggetto e che Lazzaro ha saputo leggere e trasporre sulla tela.

Le sue convinzioni artistiche sono fonte di continue discussioni con altri artisti e con i critici dell’epoca, soprattutto dopo che, nel 1958, si ebbe la proclamazione del “ 1° Manifesto del Movomento Poeti-Pittori”, fondato da Lazzaro, che si proponeva di riavvicinare il pubblico all’Arte vera, a quella espressa dal sentimento e non dalle mode o per assecondare critici e mercanti.

La sua attività di insegnante, iniziata nel 1935, prosegue in vari Istituti ed Atenei italiani: Roma, Carrara, Bologna,  (dove su incarico del Ministero della Pubblica Istruzione, fonda e dirige il Liceo Artistico) ed infine Milano, all’Accademia di Brera dove concluderà la sua carriera nel 1980.

La pittura di Walter Lazzaro, quella universalmente più conosciutà, è proprio quella dei “Silenzi e delle Solitudini” . E una pittura di meditazione che non è mai malinconica, ma interrogativa. Lazzaro si interroga e propone sempre una riflessione: “Una linea separa la spiaggia dal mare o dal cielo e definisce l’orizzonte: questo scenario rarefatto e sconfinato è interrotto da alkcune mute presenze che, bloccate da una luce assolutamente ferma, misurano lo spazio con le loro verticali e i loro volumi: uno o pochi sempli oggetti, quali una barca solitaria, un capanno squadrato, un ombrellone o un palo infissi nella sabbia, una sedia a sdraio abbandonata....sono soggetti immediatamente riconoscibili, che si porestano ad essere tradotti in una inquadratura immobile, appena scandita ritmicamente, che delimita in modo netto zone di colore tonalmente modulato...” “...questa è la grammatica fondamentale ridotta ll’essenziale della produzione matura e tarda di Walter Lazzaro; benchè il paesaggio sia marino e non collinare, la sensazione di silenzio e l’ansia d’infinito che pervadono le sue opere richioamano alla mente i famosissimi versi del Leopardi:  “...interminati spazi al di là da quella, e sovrumani/silenzi, e profondissima quiete/...; ove per poco/il cor non si spaura” (Giuseppe Manzoni di Chiosca, 1992)

Walter Lazzaro fu forse l’unico artista che, in vita, ottenne pubblici elogi da Giorgio De Chirico (notoriamente scontroso ed ipercritico), il quale scrisse anche la presentazione di una sua importante mostra, pubblicata anche su diversi quotidiani dell’epoca, e che giunse a paragonare le raffigurazioni marine di Lazzaro ad alcune sue opere metafisiche che egli aveva titolato “Nature silenti”.

Muore a Milano per le conseguenze di un incidente stradale, il 3 marzo 1989.

 

Presso

MAGMMA- MUSEO DELL'ARTE GRAFICA DEL MEDITERRANEO MARCHIONNI
via San Gavino, Villacidro

Comunicato Stampa

In occasione della Giornata della memoriavenerdì 27 gennaio alle 16.30 nel Museo d’arte grafica del Mediterraneo Marchionni (nella Casa Santi Anna e Gioacchino, in via San Gavino a Villacidro) sarà inaugurata la mostra “Biala Podlaska n. 55930”.

L’esposizione raccoglie i disegni realizzati dall’artista Walter Lazzaro (1914-1989), il pittore metafisico amato daDe Chirico, durante il periodo d’internamento avvenuto tra il 1943 e il 1944 in Polonia. Qui Lazzaro fu imprigionato prima nel lager Biala Podlaska (con il numero di matricola 55930) e poi in quello Nürberg Langwasser.

L’esposizione è una sorta di diario per immagini di quei giorni, quando Lazzaro, spesso nella penombra e con mezzi di fortuna come avanzi di matita o di gessetti, tratteggiava la desolazione e l’orrore per un’umanità annientata e senza più diritti.

Una testimonianza preziosa, ma anche un monito affinché tragedie come quelle dell’Olocausto non si ripetano mai più, che è stata posta al pari di altre grandi opere di guerra come “Guernica” di Picasso, “Disastri della guerra” di Goya, o i quadri della Shoah di Anton Zoran Music.

Disegni dalla potenza dirompente, che fanno parte della grande mostra allestita a Roma, nel Chiostro del Bramante,  il 10 dicembre 2014 con il titolo  “Lo stupore del silenzio”, un’antologia dedicata alle opere di Walter Lazzaro in occasione del  centenario della nascita.

L’inaugurazione della mostra sarà preceduta, la mattina, da un laboratorio sulla storia di Walter Lazzaro nei lager. Saranno coinvolti i ragazzi della 4^ A del liceo classico di Villacidro, impegnati in un corso sull’accoglienza e la guida museale nell’ambito di un progetto di Alternanza scuola- lavoro.

Walter Lazzaro fu internato nel lager di Biala Podlaksa insieme agli altri Granatieri di Sardegna, di stanza in Macedonia. Apparteneva a quelle migliaia di soldati arrestati poiché considerati traditori di Hitler visto che, dopo l’8 settembre 1943, non aderirono più né alle SS né alla Repubblica Sociale.

La mostra sarà visitabile sino al 26 febbraio, dal martedì alla domenica 16.30 alle 18.30.

Informazionitel. 340 347 3320; sito internet www.premiomarchionni.it. Pagina Facebook:

Magmma // Museo d’Arte Grafica del Mediterraneo Marchionni.

Con il contributo della Fondazione di Sardegna e il patrocinio di: Regione autonoma della Sardegna, Centro culturale di alta formazione, Archivio Galleria Lazzaro, Comune di Villacidro.

 

 

 

 

****************************

UFFICIO STAMPA (non pubblicare, solo per uso professionale):

Sabrina Zedda

m. 3381070981

sabrina-zedda@virgilio.it

 

 

 
mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

Come Arrivare?

Informazioni su ''