Bellezza e Decostruzione

Bellezza e Decostruzione

Titolo

Bellezza e Decostruzione

Inaugura

Sabato, 13 Settembre, 2014 - 14:00

A cura di

Mario Casanova

Artisti partecipanti

Stéphane Zaech

Presso

MACT/CACT Arte Contemporanea Ticino
Via Tamaro 3, 6500 Bellinzona (Svizzera)

Comunicato Stampa

BELLEZZA E DECOSTRUZIONE

Stéphane Zaech

 

Vernissage__sabato 13 settembre 2014 dalle 17:30

 

13 settembre – 9 novembre 2014

Ve-sa-do dalle 14:00 alle 18:00

 

Una mostra di pittura dura e pura è quella dedicata all’artista svizzero STÉPHANE ZAECH (1966) dal titolo BELLEZZA E DECOSTRUZIONE. La genesi del suo lavoro corrisponde a un periodo storico particolare, di transizione da un’epoca, in cui gli stilemi erano sorretti da un’idea linguistica forte, a un’altra, ove i concetti transmediali applicati all’arte e alla società si fanno più evidenti e necessari nel verso della emancipazione da avanguardie e ideologie connotate spesso da una coerenza estenuante, ripetitiva e autoreferenziale, e laddove il ritorno a forme di accademismo è latente.

Stéphane Zaech nasce, per casualità storica e vocazione interiore, sul crinale di questo difficile ma entusiasmante periodo di riassetto dei valori politici e sociali, ed economico-finanziari.

La sua arte si fonda – secondo noi – sui principi puri della pittura, ove egli approfondisce pochi temi come il ritratto e, parallelamente, il paesaggio. Il ritratto è una sorta di analisi che l’artista fa del modello soprattutto femminile, prendendo di mira in maniera ludica anche i paradossi di una società perbenista in bilico tra la convenzione sociale e la vocazione animale. La serie di ritratti dedicati a personaggi del mondo dell’arte sono caricaturali ed esilaranti, ma puntuali nel pittare il personaggio pubblico e privato, così come i riferimenti e il citazionismo linguistico ‘à la manière de’ sono frequenti nella sua ritrattistica, al cui interno il paesaggio ne fa immancabilmente da sfondo esotico, determinando talvolta il ‘temperamento’ e il ‘clima’ del quadro generale. Questo rimando all’esotismo della natura fa da eco a certi paesaggi ideali di matrice rinascimentale o più tardi a scenografie riportate sui primi libri di viaggio e mai viste prima dall’occhio umano.

Sono fondamentalmente delle semplici messe in scena teatrali, dove il personaggio grottesco sembra posare entro una scenografia appositamente e semplicemente costruita all’uopo.

Citare il citazionismo potrebbe anche essere una particolarità post-contemporanea, una sorta di ‘strabismo di Venere’, che ripropone criteri di bellezza rivisitati e riadattati. Non sappiamo per quale magia la sua opera pure ci ricorda la politonalità musicale stravinskyana, di cui Zaech, pare, abbia fatto suo il concetto.

Mario Casanova, 2014

 

MACT/CACT Arte Contemporanea Ticino è sostenuto finanziariamente e culturalmente da Repubblica e Cantone del Ticino/Swisslos, MIGROS percento culturale, Alfred Richterich Stiftung Kastanienbaum, Amici del MACT/CACT, Città di Bellinzona, gli Artisti.

Un ringraziamento va alla Galleria Katz Contemporary di Zurigo.

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