Attempts

Attempts

Titolo

Attempts

Inaugura

Sabato, 22 Marzo, 2014 - 18:30

A cura di

Alberto Zanchetta

Artisti partecipanti

Silvia Mariotti

Presso

Museo d'arte contemporanea
Viale Padania 6 - Lissone (MB) fronte Stazione FS

Comunicato Stampa

Attraverso il medium fotografico Silvia Mariotti

[Fano, 1980] interroga l’habitat che ci circonda,

individuando i nessi esistenti tra ciò

che è artificiale e ciò che è naturale. L’occhio

fotomeccanico si sofferma su atmosfere

sfuggenti, elementi anomali o situazioni enigmatiche;

si sforza altresì di isolare lo sguardo

dal clangore della vita, ostinandosi a rallentarne

il ritmo sincopato per afferrare quelle

schegge che – se prese singolarmente –

costituiscono la trama dell’esistenza, che è

costellata di desideri e nostalgie, equilibri e

antinomie, luci e ombre.

In tutte le sue opere Mariotti cerca di fare

esperienza dei luoghi e delle persone per

meglio riflettere sulla situazione ambientale e

sociale in cui viviamo. Alcune delle tematiche

affrontate in anni recenti sono riconducibili

all’irrazionale, l’irreale, l’inadeguatezza, le

costrizioni e le contraddizioni; è come se

l’artista volesse interrogarsi sulle storie che

l’immagine lascia intravedere, fermo restando

che non è dato sapere tutta la verità, ma

soltanto una sua parte (una piccola porzione,

quasi sempre indefinita, quasi sicuramente

inconcludente).

Al MAC di Lissone Silvia Mariotti presenta

l’inedita serie Attempts, progetto che nasce

dalla volontà di palesare un fallimento,

perché il raggiungimento di un obiettivo può

passare attraverso un’infinita serie di tentativi.

Spiega l’artista: «Il fallimento porta necessariamente

al controllo, alla difesa, quella stessa

difesa che istintivamente ci costringe a

proteggerci dietro ad una maschera. Maschera

che è finzione, che vuole abolire o sospendere

la propria riconoscibilità, svelando così

l’estrema difficoltà con la quale ci si muove

per sopravvivere».

Con un occhio quasi documentaristico ma pur

sempre surreale, le opere in mostra ritraggono

momenti sospesi nel tempo, in cui non

vi è traccia della realtà sociale sebbene trovi

le proprie radici in un disagio collettivo.

Il "tentativo" cui l’artista si riferisce è enfatizzato

da azioni (catturate al loro acme) svolte

in uno scenario che assume un fascino indefinito,

in quanto spazio anonimo, non riconducibile

a nessun contesto specifico. Altrettanto

anonimi sono i soggetti, i quali svolgono azioni

decisamente realistiche benché misteriose.

L’atto che li impegna non è importante nel

momento in cui si concretizza, diventa semmai

rilevante nella sua fase transitoria, quando

cioè il gesto deve ancora compiersi.

La costruzione del dato oggettivo intende

evidenziare una ricerca volta all’esplorazione

dell’incertezza che coinvolge tutto il genere

umano, indagando l’ambiguità che circonfonde

momenti fortuiti oppure situazioni che

sono reali e allo stesso tempo alienanti.

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